Attacchi di fame: consigli e strategie per gestirli

Gli attacchi di fame improvvisi possono essere sintomo di particolari stati di malessere: comprenderne le cause può aiutare a controllarli

La fame è un meccanismo che può scattare per diversi motivi, che spesso vanno ben oltre la reale necessità di cibo. Essendo legato ai centri del piacere, può capitare che il senso di fame scatti per fattori emotivi e porti a consumare cibi ipercalorici fuori pasto, senza alcuna preoccupazione per le conseguenze che ciò potrebbe avere sull’organismo.
Esistono, diversi modi per controllare gli attacchi di fame e per capire se questi derivino da un bisogno reale del corpo o da altri fattori.

In quest’ultimo caso si parla di fame nervosa e – a differenza della fame vera – capita principalmente durante un periodo in cui ci si sente poco gratificati o piuttosto stressati, e si manifesta con un bisogno frequente, durante la giornata, di mangiare qualcosina sia anche solo una caramella o un cioccolatino. Il cibo, in questo caso, non viene assaporato ma letteralmente divorato, e la sensazione di sollievo e benessere che ne deriva viene quasi immediatamente meno, sostituita, in particolare, dai sensi di colpa .

Le cause che potenzialmente potrebbero generare attacchi di fame nervosa sono molteplici e dipendono dal ben preciso stato d’animo del momento.
Quando si è impegnati in attività ripetitive e monotone, in particolare, si potrebbe sperimentare la cosiddetta fame per noia, che risponde al bisogno di staccare e concedersi una pausa: in ufficio, ad esempio, si rischia di lasciarsi andare a troppe pause caffè , mentre quando si è in casa, ci si ritrova spesso ad aprire il frigorifero. In questi casi, per evitare di cadere in tentazione, bisognerebbe programmare attività più stimolanti o, quando non è possibile, svolgere quelle noiose in un ambiente dove non ci sia cibo.

Alla base del bisogno di cibo, inoltre, potrebbero esserci fattori più profondi, che nascondono una problematica più seria. Si può, infatti, mangiare per sopperire ad una mancanza, considerando il cibo come compagno di una vita solitaria, o per cercare di combattere l’ansia e lo stress che generalmente precedono un evento importante. Si può, ancora, sperimentare la fame per rabbia, divorando il cibo e sfogando in esso la frustrazione di non poter esternare questo sentimento, e la fame per depressione, che consente, attraverso il cibo, ed in particolare i dolci, di richiamare alla mente ricordi piacevoli.

Attacchi di fame: consigli e strategie per gestirli