Dieta con peperoncino: ti proteggi dal rischio ictus e infarto

A dirlo è uno studio italiano che ha monitorato per 8 anni più di 20mila persone di ambo i sessi residenti in Molise

Aggiungere il peperoncino alla propria dieta aiuta a contrastare il rischio di avere a che fare con ictus e infarto. Questa è la principale conclusione di uno studio scientifico condotto da un’equipe di epidemiologi dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia).

Gli esperti appena citati hanno collaborato con l’Istituto Superiore di Sanità, con l’Università di Varese e con gli studiosi del Cardiocentro Mediterraneo di Napoli. I dettagli del lavoro sono stati pubblicati sulle pagine della rivista Journal of The American College of Cardiology.

Gli studiosi sono partiti da uno scenario che vede il peperoncino come uno degli alimenti più consumati quando si parla di dieta mediterranea. Nonostante questa sua oggettiva popolarità, i dati epidemiologici relativi all’associazione tra la sua assunzione e il rischio di mortalità erano fino ad oggi molto scarsi e, soprattutto, poco focalizzati sulla situazione delle popolazioni della zona del Mediterraneo.

Grazie allo studio sopra ricordato è stato possibile fare un po’ di chiarezza. Gli esperti che lo hanno condotto si sono focalizzati su un campione di 22.811 individui di ambo i sessi e residenti in Molise. L’assunzione di peperoncino è stata stimata prendendo come riferimento le risposte a un questionario sulla frequenza alimentare noto come EPIC (European Prospective Investigation Into Cancer).

A un follow up mediano di 8,2 anni, gli studiosi hanno registrato 1.236 decessi. Entrando ulteriormente nel vivo dei dati evidenziamo che l’assunzione regolare di peperoncino è risultata associata a un rischio ridotto di cardiopatia ischemica e di morte cerebrovascolare.

Gli esiti dello studio sono stati commentati dal Dottor Giovanni De Gaetano, Presidente di Neuromed. Intervistato sulle pagine del Corriere della Sera ha posto l’accento sul fatto che, in generale, la riduzione del rischio di mortalità è risultata indipendente dal tipo di dieta seguita.

Questo significa che il peperoncino – ottima alternativa al sale da cucina quando si punta a insaporire i piatti che si portano in tavola – fa bene anche a chi non è avvezzo a seguire lo schema alimentare tipico dei Paesi del bacino del Mediterraneo.

Attenzione: questo non deve rappresentare un alibi per mettere da parte l’attenzione all’alimentazione! I benefici del peperoncino – dovuti soprattutto alla capsaicina, l’alcaloide responsabile del sapore piccante di questa spezia – devono anzi incentivare a mangiare meglio in generale. Concludiamo sottolineando che, prima di introdurlo concretamente nella dieta, è comunque bene chiedere consiglio al proprio medico curante.

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