Peperoncino: benefici per la salute e controindicazioni

Noto per donare sapore alle nostre ricette preferite, il peperoncino ha anche interessanti proprietà e benefici per la salute del cuore e non solo

Caratteristiche e uso

Il peperoncino rosso (Capsicum annuum) è una pianta erbacea della famiglia delle Solanaceae, originaria dell’America Centrale e coltivata con successo in diverse regioni del mondo, tra cui anche l’Europa. La pianta del peperoncino presenta radice fittonante, fusti legnosi che raggiungono il metro di altezza e foglie alterne, glabre e lanceolate. In estate il peperoncino produce piccoli fiori con corolla bianca-giallastra dai quali si sviluppano frutti rossi dalla forma tondeggiante o allungata a seconda della varietà. Esistono infatti diverse specie di peperoncino che differiscono per forma e dimensioni del frutto e per grado di piccantezza: tra le varietà più piccanti troviamo l’habanero e il calabrese, mentre peperoni dolci, pimento e paprika dolce non lo sono per nulla. La droga del peperoncino è rappresentata proprio dalle bacche mature che contengono alcaloidi, costituiti principalmente da capsaicina, acidi organici, carotenoidi, grassi, proteine e vitamine, in particolare vitamina A e C.

I frutti del peperoncino hanno un caratteristico sapore pungente e piccante e sono ampiamente utilizzati in cucina per conferire gusto a svariate ricette. A questo scopo il peperoncino può essere assunto fresco o essiccato sia intero che polverizzato, durante la cottura o aggiunto successivamente ai piatti. Con i frutti del peperoncino possono essere preparati anche oli aromatizzanti usati per insaporire insalate, verdure, legumi, pasta, pizza e altri piatti. Oltre a conferire gusto, il peperoncino presenta anche proprietà e benefici per la salute ed è impiegato in erboristeria, fitoterapia e cosmesi.

Proprietà e benefici

Il peperoncino ha azione soprattutto sull’apparato gastrointestinale ed è impiegato per migliorare la digestione. I benefici del peperoncino sono dovuti alla presenza di capsaicina: questa molecola, infatti, agisce su recettori localizzati a livello dello stomaco, desensibilizzandoli nel tempo. Inoltre, l’assunzione di peperoncino riduce la secrezione acida e ha effetto protettivo sulla mucosa gastrica. Il risultato è una diminuzione del dolore gastrico, dell’acidità di stomaco, del senso di pienezza e della nausea conseguenti a una digestione lenta. In genere per trattare disturbi gastrointestinali, il peperoncino è assunto sotto forma di capsule al dosaggio di 2,5 grammi al giorno suddiviso in tre somministrazioni al giorno prima dei pasti principali.

Consumare regolarmente peperoncino può anche avere effetti benefici sul cuore e sull’apparato cardiovascolare, poiché riduce la pressione sanguigna diminuendo il rischio di insorgenza di malattie come infarto e ictus. Consumato fresco fornisce anche vitamina C dall’azione antiossidante, utile a contrastare l’azione dannosa dei radicali liberi, molecole che giocano un ruolo importante nel processo di invecchiamento e nello sviluppo di patologie.

Il consumo di peperoncino potrebbe poi essere utile per favorire la perdita di peso nelle persone sovrappeso e obese che seguono un regime alimentare ipocalorico. Questo grazie all’effetto termogenico della capsaicina sull’organismo, accompagnato da un aumento del senso di sazietà che porta ad assumere meno cibo nel corso della giornata.

La capsaicina, grazie alla sua capacità di desensibilizzare specifici recettori, ha inoltre un effetto analgesico locale utile per il trattamento di dolori e tensioni muscolari e reumatismi. Trattamenti con peperoncino sono d’aiuto anche in caso di rinite non allergica che provoca congestione nasale, starnuti ricorrenti e produzione di muco acquoso. In questo caso si utilizzano preparazioni galeniche a uso topico, disponibili in farmacia dietro prescrizione medica.

Coltivazione

Il peperoncino può essere facilmente coltivato anche da chi ha a disposizione poco spazio. Per iniziare la coltivazione è sufficiente acquistare una piantina già sviluppata o, in alternativa, partire dai semi che si trovano nei frutti freschi o essiccati.

La semina del peperoncino avviene in semenzaio coperto alla fine dell’inverno, sistemando le piantine in vaso ad aprile-maggio, scegliendo un terriccio ricco di sostanza organica e ben drenato. Il contenitore deve essere di almeno 20 centimetri di diametro e va collocato all’esterno in pieno sole quando la temperatura è superiore ai 15°C. La pianta può essere coltivata anche in piena terra se si dispone di un giardino soleggiato. Le irrigazioni devono essere regolari e abbondanti durante le giornate calde, evitando che il terreno risulti eccessivamente bagnato o, al contrario, troppo asciutto. In estate produrrà fiori e, successivamente frutti, che potranno essere raccolti e utilizzati a scopo alimentare freschi o essiccati.

Le piante di peperoncino hanno anche un gran valore ornamentale: alcune varietà come il peperoncino arlecchino presentano colorazioni delle bacche che variano al procedere della maturazione dal giallo al rosso intenso, passando per l’arancione e il viola.

Controindicazioni ed effetti collaterali

L’assunzione di peperoncino. alle dosi normalmente impiegate nell’alimentazione, è considerata sicura e priva di rischi, anche durante la gravidanza. A dosi elevate il peperoncino può provocare irritazione gastrointestinale, diarrea e coliche intestinali. Nelle persone allergiche, il peperoncino può inoltre provocare problemi all’apparato respiratorio. Per quanto riguarda le possibili interazioni, il peperoncino può interferire con la somministrazione di teofillina, antiagregganti piastrinici, barbiturici e ACE-inibitori.

Il consumo di peperoncino è sconsigliato durante l’allattamento, nei bambini e negli adolescenti per mancanza di dati relativi alla sicurezza in queste condizioni. Si raccomanda inoltre di non utilizzare peperoncino in caso di lesioni alle mucose e ulcera gastrica. Attenzione al contatto con mucose, occhi, pelle danneggiata, poiché i principi presenti nel peperoncino causano forte bruciore.

 

Fonte:

Critical Reviews in Food Science and Nutrition

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