Dieta con farine alternative: controlli il peso e il colesterolo

Quando si punta a sostituire la farina bianca, è possibile fare riferimento a numerose altre soluzioni gustose e ricche di nutrienti preziosi

Alimento base per la preparazione di pasta e prodotti da forno, la farina deve essere introdotta nella dieta considerando il fatto che alcune tipologie sono più salutari di altre. L’elenco delle farine alternative a quella bianca, che possono rivelarsi vantaggiose per aspetti come il controllo del peso e del colesterolo, è molto ampio.

Entrando nel vivo delle opzioni succitate, ricordiamo innanzitutto la farina di cocco. Priva di glutine e prodotta macinando la polpa del celebre frutto esotico, è un’ottima fonte di trigliceridi a catena media.

Quando si nomina questa tipologia di grassi, è opportuno fare presente il loro ruolo cruciale nel supporto all’efficienza del metabolismo, con ovvi vantaggi relativi al controllo ponderale. La farina di cocco è pure ricca di antiossidanti e, secondo alcuni studi, contraddistinta da proprietà antimicrobiche.

Per quel che concerne il sapore, ricordiamo che è tendente al dolce. Il suo utilizzo viene spesso consigliato nelle preparazioni in cui è richiesto il ricorso alle uova per mantenere l’umidità dell’impasto.

Proseguendo con l’elenco delle farine alternative alla bianca che possono essere incluse nella dieta, è il caso di soffermarsi su quella di mandorle, straordinaria fonte di vitamina E nonché alleata speciale nei casi in cui, partendo da quello che si mette in tavola, si punta a tenere sotto controllo il colesterolo LDL e a migliorare la resistenza all’insulina.

Una menzione deve essere dedicata alla farina di quinoa, ricavata dall’apprezzatissimo pseudocereale, priva di glutine e ricca di proteine, ferro e grassi saturi. Come non citare poi la farina di grano saraceno? Prodotta a partire dal grano saraceno macinato, ha proprietà che sono state più volte al centro dell’attenzione scientifica.

Degno di nota, tra i tanti lavori di ricerca effettuati nel corso degli anni, è uno studio pubblicato nel 2007 e condotto da un’equipe attiva presso la Seconda Università Medica Militare di Shanghai (Cina). Gli esperti in questione si sono concentrati sugli effetti del consumo di semi di grano saraceno, scoprendo, al follow up, effetti positivi per quanto riguarda la dislipidemia (ossia la variazione della quantità di lipidi presenti nel circolo ematico, in primis colesterolo e trigliceridi).

Quando ci si sofferma sui benefici della farina di grano saraceno, è opportuno dedicare un cenno pure alla presenza di prebiotici, una tipologia di fibra molto importante ai fini dell’incremento dei batteri non patogeni dell’intestino.

Un appunto per chi non vuole sbagliare in cucina: questa farina, se si punta a portare in tavola delle preparazioni gustose, dovrebbe essere combinata con un 20/25% di farina integrale (altra alternativa interessante alla farina bianca e, come ben si sa, caratterizzata dalla presenza delle parti più ricche di nutrienti del chicco di frumento, ossia la crusca e il germe).

Facilmente reperibili sul mercato, le farine alternative a quella bianca possono rivelarsi delle portentose per la forma fisica e per la salute in generale. Concludiamo facendo presente che, prima di introdurle nella dieta, è opportuno chiedere consiglio al proprio medico curante.

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