Adipociti beige: il grasso sano che può aiutarti a dimagrire

Si sviluppano grazie a un ormone, l’irisina, e possono essere prodotti anche attraverso l’alimentazione quotidiana

Luana Trumino Esperta di benessere

Tre tipi di grasso

L’obesità è la patologia più diffusa sulla Terra, e lo sarà ancor più nel prossimo futuro. Questa epidemia ha spinto la ricerca scientifica a studiare l’organo adiposo umano. Il grasso, infatti, non è tutto uguale. Ne esistono tre tipi differenti, ognuno con specifiche caratteristiche.

Adipociti bianchi

“Quello che in inglese viene definito come White Adipose Tissue (WAT) – spiega il prof. Pier Luigi Rossi,medico specialista in scienze della alimentazione e medicina preventiva ad Arezzo e docente presso l’Università di Bologna – è composto in prevalenza da adipociti bianchi (white fat cell), localizzati nel tessuto sottocutaneo e addominale (viscerale). Sono utili per immagazzinare il grasso come riserva di energia. Quando sono aumentati di numero e di volume, esprimono l’accumulo di massa grassa e il peso corporeo posseduti da una persona. Disegnano la nostra immagine, femminile e maschile, quella che vediamo allo specchio”.

Adipociti bruni

Il Brown Adipose Tissue (BAT) è composto da adipociti bruni (brown fat cell) utili per produrre calore metabolico “bruciando” gli acidi grassi saturi per garantire la temperatura corporea costante (36° C) al variare delle condizioni climatiche esterne al corpo (processo chiamato termogenesi). “Il grasso bruno, molto diffuso nel corpo del bambino, ma meno in quello degli adulti – continua il medico – è localizzato nel collo e nell’area sopraclavicolare, paravertebrale e soprarenale. La massa degli adipociti bruni è nettamente più piccola rispetto alla massa e al peso del tessuto adiposo bianco. Alla nascita è già formato e con il passare degli anni gli adipociti  bruni si riducono, creando la sensazione del freddo percepita da molte persone”.

Adipociti beige

“Oggi – svela l’esperto – la ricerca è tutta concentrata sul terzo tipo di adipociti, chiamati adipociti beige e localizzati all’interno del tessuto adiposo bianco (brown-in-white): il cosiddetto ‘grasso sano’. Studiati presso la Harvard Medical School di Boston, rappresentano una scoperta straordinaria per gli effetti che potranno avere per la terapia della obesità, del grave sovrappeso e per le patologie correlate a queste due condizioni”.

Come gli adipociti beige possono aiutare a dimagrire

L’obesità – spiega il prof. Pier Luigi Rossi – è generata dall’eccessivo stoccaggio di grassi all’interno degli adipociti bianchi. Avere un maggiore presenza di adipociti beige contribuisce a “svuotare” dagli adipociti bianchi il grasso stoccato al loro interno e quindi a dimagrire. L’esposizione al freddo, l’attività motoria, le molecole introdotte attraverso i cibi ingeriti e il profilo ormonale possono favorire o bloccare la presenza di questi utili adipociti beige in ciascuno di noi”.

Il ruolo dell’irisina

In particolare, i ricercatori della Harvard Medical School hanno scoperto l’esistenza di un ormone che unisce il muscolo al grasso beige. “Si tratta dell’irisina – puntualizza il nutrizionista – così chiamata dagli studiosi con riferimento alla Dea Iris, la dea messaggera della mitologia greca. Questo ormone viene prodotto dalle cellule muscolari durante un’attività motoria aerobica e promuove il passaggio degli adipociti bianchi ad adipociti beige nell’organo adiposo, meccanismo molecolare detto browning, ovvero conversione della cellula adiposa bianca in cellula adiposa bruna. Più adipociti beige abbiamo, più si riesce a dimagrire e a mantenere il giusto peso forma. Così l’aumento degli adipociti beige fa consumare maggiori dosi di acidi grassi, facendo dimagrire. Inoltre, l’irisina aumenta l’efficienza dell’ormone tiroideo, con il risultato di indurre un maggior consumo energetico e migliora la sensibilità insulinica delle cellule, inducendo riduzione della massa grassa”.

I consigli alimentari per stimolare la produzione degli adipociti beige

Oltre a svolgere attività fisica per la sintesi dell’irisina, anche a tavola possiamo orientare il corpo verso la produzione del grasso beige. “Attenzione innanzitutto a un eccesso alimentare di omega 6 ed acido arachidonico – spiega l’esperto – perché questo limita la presenza di adipociti beige. Al contrario, una dose generosa di acido retinoico, derivato dai caroteni contenuti negli alimenti vegetali, consente una maggiore attività degli adipociti beige. I caroteni sono presenti per lo più nei cibi di colore rosso/arancione come le carote, le zucche, il melone, le albicocche, i pomodori, le angurie e i peperoni. Consiglio di consumare questi alimenti dopo una breve cottura perché in questo modo i carotenoidi sono meglio assimilati”.

“Infine – conclude il medico –  vivere dei momenti quotidiani all’aria aperta, al sole, permette di ottenere due effetti preziosi: aumentare la vitamina D all’interno degli adipociti e attivare la termogenesi per contrastare il clima freddo, stando fuori degli ambienti riscaldati. Il termosifone contribuisce alla obesità perché non fa ‘bruciare’ i grassi per mantenere costante la giusta temperatura corporea”.

Attenzione, dunque, a non trascorrere troppo tempo al calduccio di casa, specialmente durante l’inverno. Il freddo, nelle giuste dosi, può aiutarci a riconquistare la linea.

 

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