C’è una casa in Polonia, nella provincia della Wielkopolska, che non cerca di nascondersi tra gli alberi, ma li affronta e li rende parte di sé. PL.architekci, studio di architettura fondato da Bartłomiej Bajon e Katarzyna Cynka-Bajon, ha progettato per una famiglia di quattro persone una residenza monopiano dove il calcestruzzo armato è il protagonista assoluto, sia fuori che dentro. Pareti, solai, vialetti, pavimentazioni esterne: tutto è cemento a vista. Eppure questa casa, paradossalmente, è una delle più morbide che si possano immaginare.

Il progetto è partito da un’idea precisa: l’edificio doveva fare da sfondo agli alberi, non il contrario. Gli architetti volevano che la struttura “funzionasse in buona relazione con il paesaggio circostante”, e per riuscirci hanno lavorato su due elementi che sembrano in contraddizione tra loro. Il primo è la forza plastica del calcestruzzo, usato in grandi blocchi compatti che formano i corpi della casa. Il secondo è la forma delle aperture nei solai: ampie fessure a profilo ovale, tagliate nel cemento come ferite gentili, attraverso cui la luce scende e le piante crescono. Non sono lucernari nel senso tradizionale, piuttosto appaiono come giardini sospesi, isole di vegetazione incastonate nel grigio del solaio.

Indice
Cemento e legno, un dialogo che non finisce
Dall’esterno, la casa si presenta come un volume orizzontale basso, quasi silenzioso nonostante le dimensioni importanti, anche se non esagerate. La superficie abitabile è di circa 355 metri quadrati su un lotto di oltre 15.000. I blocchi di cemento si aprono verso il giardino con ampie vetrate a tutt’altezza incorniciate da rivestimenti in legno verticale, che dall’esterno della facciata scivolano senza interruzione verso l’interno, dove diventano mobili su misura, pareti attrezzate, testiere. Il confine tra facciata e arredo scompare, e con lui il confine tra dentro e fuori.
È un dettaglio che cambia tutto. Quando sei seduta sul divano del soggiorno e guardi verso la vetrata, non vedi una finestra sul bosco: vedi il bosco entrare, incorniciato dallo stesso legno che ti circonda. Le grandi fioriere circolari incastonate nel pavimento esterno sotto le aperture ovali del tetto completano l’effetto. Betulle giovani e ciuffi d’erba ornamentale crescono in queste isole protette dal cemento soprastante, esattamente come farebbero in un cortile giapponese.

Una casa pensata per essere vissuta
Gli spazi interni riflettono un’idea di famiglia concreta, non astratta. Il living è ampio e fluido, con un divano modulare a pianta curva che abbraccia il tavolino centrale, una lampada da terra gigante color bianco panna e, alle spalle, una tela astratta in nero e oro che scala il muro fino al soffitto. La zona pranzo ospita un tavolo per dieci persone, con sedie avvolgenti color grafite. La cucina è lunga e lineare, con un’isola bianca su cui poggiano piccole sculture in legno chiaro, e un pannello di rovere scanalato sul retro che riprende il motivo seriale delle facciate.

Le camere da letto sono altrettanto risolte: pareti intere rivestite in legno verticale fino al soffitto, letto basso al centro, lampade a stelo in metallo nero che sembrano crescere dalla parete. Ogni stanza ha accesso diretto alla corte o al giardino, grazie a porte-finestre a tutt’altezza che si aprono su terrazze di cemento levigato dove l’erba ornamentale cresce libera tra le fughe.

Il bagno padronale è l’unico spazio dove il cemento cede terreno al colore. Una vasca freestanding ovale campeggia davanti a una finestra sul bosco; alle spalle, una fascia di mosaico dorato illuminato corre lungo tutta la parete del lavabo, creando un contrasto caldo e inaspettato con il bianco laccato degli armadi sospesi.

Il tempo di costruzione racconta un progetto lungo
Il progetto è stato elaborato tra il 2016 e il 2018, la costruzione tra il 2017 e il 2022. Cinque anni di cantiere per una casa monopiano di medie dimensioni sembrano molti, e probabilmente lo sono stati, ma guardando il risultato si intuisce perché. Ogni corte, ogni isola verde incastonata nel solaio, ogni elemento di transizione tra l’interno rivestito in legno e l’esterno in calcestruzzo richiede una precisione costruttiva che non lascia spazio all’improvvisazione. Il dettaglio che connette la facciata al mobile è lo stesso che connette l’abitare alla foresta. Qui non c’è niente che sia solo decorativo.

Il paesaggio attorno alla casa cambia continuamente, e le fotografie di Tom Kurek lo mostrano in modo perfetto. In autunno, i pini arancioni e i betulle gialle filtrano la luce laterale in modo diverso da ogni angolazione. Di notte, le vetrate illuminate da dentro trasformano la residenza in una scatola di calore piantata nel buio del bosco. È una casa che vive benissimo da sola e che sembra non aver bisogno di niente, il che nella Wielkopolska, la regione al centro della Polonia, a novembre, probabilmente è esattamente quello che serve.