Trenta minuti, quarantacinque, forse anche un’ora intera: molto più di quanto racconti il video, accelerato e compresso in pochi secondi. È il tempo reale che Belen Rodriguez dedica al suo allenamento in palestra.
Il tempismo non è casuale: Belen tornerà al timone di Tu Si Que Vales, dopo quattro anni di assenza dal programma di Canale 5, e il fisico torna a essere sotto i riflettori più che mai, tra copertine e telecamere. Proprio in questi giorni, dopo un commento social che le attribuiva il fisico soltanto al denaro, la showgirl argentina aveva risposto a muso duro: “È farti un mazzo così, bello mio. La bellezza è soprattutto disciplina”. Poche ore dopo, su Instagram, ecco spuntare il video del suo allenamento.
Il circuito in palestra, però, è solo un pezzo del mosaico. Da tempo Belen Rodriguez affianca al lavoro con i pesi sessioni di pilates con i macchinari, utili per la flessibilità e la coordinazione, e nel mix capita rientri anche il crossfit. Un’abitudine che ha radici lontane: la danza, studiata in Argentina fino ai 15 anni, prima ancora di diventare la showgirl che conosciamo.
Un total body a circuito, senza pause
Quello mostrato da Belen Rodriguez è un total body a circuito: gli esercizi si susseguono senza sosta, con l’obiettivo di alzare battito cardiaco e metabolismo senza ricorrere a carichi pesanti.
Via libera quindi a pesetti leggeri, elastici e corpo libero, una combinazione che lavora insieme su tonificazione e dimagrimento. La sessione parte da addominali e core, prosegue con affondi e spinte verso l’alto, poi passa alla parte superiore del corpo lavorata con gli elastici tra spinte laterali e frontali.
Per gambe e glutei, il grande protagonista è lo step-up. Il finale è quello più intenso, ancora dedicato all’addome tra bicicletta e ginocchia al petto, prima di un ultimo movimento simile al burpee, eseguito su una pedana instabile.
Quanto dura e quante volte a settimana
Quei 30-45 minuti, fino a un’ora nei giorni più duri, per gli addetti ai lavori andrebbero ripetuti due o al massimo tre volte alla settimana: meglio poche sedute fatte bene che tante fatte male, insomma. Non manca la fase di riscaldamento, con mobilità dinamica e rotazioni del tronco a inizio seduta, utile per preparare i tessuti al lavoro che segue.
Lo stretching statico, invece, va lasciato per la fine. Farlo prima, infatti, rischia di essere controproducente più che utile.
Si può copiare anche a casa
Chi non ha una palestra o un personal trainer a disposizione può comunque adattare il circuito senza troppe rinunce: i pesetti diventano bottiglie d’acqua, lo step-up si improvvisa su una sedia bloccata contro il muro o sulle scale di casa, mentre plank, ginocchia al petto e sollevamento del bacino restano esercizi alla portata di chiunque, senza attrezzi particolari.
Un solo avvertimento, prima di improvvisarsi Belen Rodriguez: ascoltare il corpo, e fermarsi se un movimento provoca fastidio o dolore. Per i movimenti più complessi, meglio farseli mostrare almeno una volta da chi se ne intende, per imparare a posizionarsi bene ed evitare inutili strappi.