Vittorio Sgarbi è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma. Il critico e storico dell’arte, 74 anni, si trova nuovamente nell’ospedale romano dopo i problemi di salute che lo avevano costretto a fermarsi a lungo nei mesi scorsi. Il ricovero è stato confermato dal Gemelli, mentre al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli ufficiali sulle cause e sulle sue condizioni. Le condizioni di Sgarbi sarebbero gravi, anche se non c’è ancora una conferma ufficiale.
Il difficile periodo della malattia
Per Vittorio Sgarbi quello attuale non è il primo ricovero al Gemelli. Nella primavera del 2025 il critico d’arte aveva trascorso un lungo periodo nella struttura romana a causa di una profonda depressione, della quale aveva poi scelto di parlare pubblicamente.
Sgarbi aveva raccontato una fase segnata dall’isolamento, dalla perdita di peso e dalla difficoltà ad alimentarsi. Un periodo molto diverso dall’immagine pubblica che lo ha accompagnato per decenni, caratterizzata da una presenza costante in televisione, nelle istituzioni e negli appuntamenti culturali.
In passato Sgarbi ha sofferto di ischemia miocardica acuta e un attacco cardiaco lo portò a un ricovero d’urgenza a Modena. Anni prima aveva combattuto e superato un cancro alla prostata, di cui aveva parlato apertamente in diverse occasioni.
Con il passare dei mesi le sue condizioni erano migliorate e il critico aveva gradualmente ripreso alcune delle sue attività, tornando anche a incontrare il pubblico. “Vi avverto si presenterà con un’aria molto diversa rispetto a quella che ricordate dalla tv. Lì era pura estroversione. Ora, al contrario, si tratta di introversione”, aveva dichiarato la sorella.
Lo scorso febbraio Sgarbi era riapparso in pubblico alla Certosa di Ferrara, visibilmente debilitato fisicamente, con passo incerto e volto piuttosto provato, mentre a maggio aveva partecipato al Salone del Libro di Torino. A settembre a Ferrara invece ha presenziato all’inaugurazione della mostra Da Monet a Van Gogh a Kandinsky, dove è stato accolto da una commossa standing ovation del pubblico. Si tratta dell’ultima uscita pubblica prima del nuovo ricovero.
Il rapporto con la figlia Evelina
Negli ultimi mesi, però, accanto alla salute di Sgarbi si è parlato molto anche della sua situazione familiare e, in particolare, del difficile rapporto con la figlia Evelina.
Nel settembre 2025 Evelina aveva chiesto al Tribunale civile di Roma la nomina di un amministratore di sostegno per il padre, esprimendo preoccupazione per le sue condizioni e per la capacità di occuparsi autonomamente dei propri interessi, richiesta alla quale Sgarbi si era opposto.
Il Tribunale aveva in seguito ritenuto non necessaria la nomina di un amministratore per la gestione ordinaria, disponendo però una perizia per approfondire la capacità del critico di valutare le conseguenze di decisioni particolarmente complesse, anche sul piano personale e patrimoniale.
La vicenda aveva reso evidente una distanza tra padre e figlia. Evelina aveva continuato a manifestare pubblicamente le proprie preoccupazioni, mentre Sgarbi aveva contestato la sua iniziativa. “Non capisco, o forse lo capisco fin troppo bene, perché Evelina interpelli i giornali e le televisioni e non me, neanche dopo questa assoluzione, giusto per dirmi che le fa piacere. E non mi spiego ancora perché certa tv si appassioni così tanto alla sua vicenda che per quanto mi riguarda avrebbe una natura squisitamente intima. Ma non sono stato certo io a volere lo spettacolo. Io voglio essere solo lasciato in pace”, aveva fatto sapere il critico d’arte.