È morta a 94 anni Phyllida Law, attrice britannica di teatro, cinema e televisione e madre dell’attrice premio Oscar Emma Thompson. Una carriera lunga otto decenni, costruita tra palcoscenico e set, con una particolare predilezione per il teatro e per i ruoli capaci di attraversare generi diversi, dalla commedia al dramma fino ai musical. La notizia è stata confermata dal suo agente, Jacky Leggo, che ha fatto sapere che la Law è morta “serenamente a casa, circondata dalla sua famiglia”.
Chi era Phyllida Law, la madre di Emma Thompson
Nata a Glasgow nel 1932, Phyllida Law era entrata alla prestigiosa Bristol Old Vic Theatre School con l’idea iniziale di lavorare come scenografa. Poi la recitazione ha preso il sopravvento.
Negli anni Cinquanta aveva iniziato a calcare i palcoscenici del Bristol Old Vic, dove aveva conosciuto l’attore Eric Thompson. I due si erano sposati nel 1957 ed erano rimasti insieme fino alla morte di lui, nel 1982. Dal matrimonio sono nate due figlie, entrambe attrici: Emma e Sophie Thompson.
Nello stesso periodo la Law aveva iniziato a lavorare in televisione, collezionando negli anni Sessanta numerose apparizioni in serie e programmi britannici. A teatro aveva invece condiviso il palcoscenico con interpreti del calibro di Alec Guinness, in A Voyage Round My Father, al Theatre Royal Haymarket nel 1971.
La fama internazionale di Phyllida Law è legata anche al rapporto artistico con le figlie. Negli anni Novanta aveva iniziato a comparire con maggiore frequenza sul grande schermo, spesso accanto a Emma Thompson.
Tra i titoli più noti ci sono Gli amici di Peter, film del 1992 diretto da Kenneth Branagh, all’epoca marito di Emma. L’anno successivo la Law era tornata a lavorare con la figlia in Molto rumore per nulla, ancora diretto e interpretato da Branagh.
Nel 1996 aveva recitato in Emma, adattamento del romanzo di Jane Austen con Gwyneth Paltrow, interpretando la signora Bates, mentre Sophie Thompson aveva avuto un altro ruolo nel film. Un anno dopo era arrivato uno dei lavori più significativi del rapporto artistico tra madre e figlia: L’ospite d’inverno, debutto alla regia di Alan Rickman, nel quale Law ed Emma interpretavano proprio madre e figlia.
Rickman aveva poi scelto nuovamente Phyllida nel 2014, nella pellicola Le regole del caos. L’ultima apparizione cinematografica dell’attrice risale al 2020, con Then Came You diretto da Adriana Trigiani.
Il legame tra Emma Thompson e la madre Phyllida Law
Al di là del lavoro, il rapporto tra Phyllida ed Emma Thompson era profondissimo. Durante la pandemia, le tre generazioni della famiglia avevano trascorso molto tempo insieme, un’esperienza che Emma aveva definito un “lusso miracoloso”.
L’attrice aveva parlato del particolare equilibrio costruito con la madre e la figlia Gaia, anche lei attrice: tre donne appartenenti a generazioni diverse, ma unite da una quotidianità condivisa e da un rapporto molto stretto.
In passato Emma aveva ricordato anche quanto la morte del padre, avvenuta quando lei aveva 21 anni e la sorella 18, avesse cambiato per sempre gli equilibri familiari. “Siamo molto più unite grazie a quell’evento”, aveva dichiarato, descrivendo sé stessa, la madre e la sorella come un “solido triumvirato”.
“Riposa in pace, mia regina”, ha scritto la nipote di Phyllida sui social dopo la notizia del decesso.

Il desiderio di Phyllida Law sul funerale
L’ultima apparizione pubblica di Phyllida Law risale al settembre 2025, quando aveva accompagnato la figlia Emma Thompson alla première londinese di Dead of Winter-Sfida nel gelo. Una delle ultime immagini pubbliche della famiglia riunita: Emma aveva posato accanto alla madre e alla figlia Gaia.
Nel 2017 Phyllida Law aveva pubblicato un’autobiografia dedicata alla sua lunga carriera teatrale e alla relazione con il marito Eric Thompson. Il libro, intitolato Notes to Self: A Heartwarming Memoir of Life in the Theatre and a Famous Courtship, ripercorreva gli anni degli esordi e la vita accanto all’attore conosciuto al Bristol Old Vic.
In occasione della pubblicazione del memoir, Law aveva raccontato con il suo consueto senso dell’umorismo anche come avrebbe voluto fosse organizzato il proprio funerale. Aveva spiegato di preferire una cerimonia umanista, semplice e senza letture, accompagnata dalla musica jazz.
E, fedele alla sua ironia, aveva aggiunto un desiderio molto particolare: che il funerale si svolgesse nel pomeriggio, così da permettere agli invitati di andare a teatro subito dopo. “Mi piacerebbe che il sipario si alzasse alle 14.30, così la gente può venire a teatro dopo”, aveva detto.
Una battuta che restituisce bene il carattere di un’attrice profondamente legata al palcoscenico, anche nei momenti più personali. Per Phyllida Law, infatti, il teatro non era soltanto una professione, ma una parte essenziale della propria identità, tanto da immaginare l’ultimo saluto come un appuntamento capace di lasciare spazio, subito dopo, a un’altra rappresentazione.