Laura Pausini si sente male in concerto e chiede una maschera d’ossigeno

Laura Pausini e quel momento inatteso sul palco a Quito: la cantante costretta ad usare l’ossigeno davanti a 8mila spettatori

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

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Momenti di apprensione durante il concerto di Laura Pausini a Quito, in Ecuador. La cantante ha interrotto per alcuni minuti la sua esibizione per inalare ossigeno da una bombola portata sul palco da un membro del suo staff. L’episodio è avvenuto venerdì 24 aprile al Palazzetto dello Sport General Rumiñahui, davanti a circa 8mila spettatori, durante una tappa del suo Io Canto World Tour.

Laura Pausini in concerto con la maschera d’ossigeno

Laura Pausini ha affrontato il momento con grande naturalezza, senza cercare di nasconderlo. Anzi, fedele al suo stile spontaneo e diretto, ha scelto di scherzare con il pubblico: “Si può parlare mentre si indossa questa maschera, o è meglio di no?”, ha detto sorridendo, strappando applausi e risate ai presenti.

Dopo pochi minuti, la quasi 52enne ha restituito la maschera all’assistente e ha ripreso lo show regolarmente, senza ulteriori interruzioni, rassicurando di fatto i fan presenti. Le immagini di quel momento, prontamente documentate dagli smartphone, sono poi diventate virali sui social.

“Ci ha regalato 3 ore di concerto a 2800 mt e con un’energia e una voce incredibile, Laura è una dea!“, ha raccontato una follower su Instagram.

“Questa donna gioca in un campionato diverso da moltissimi anni, incompresa e criticata ingiustamente. Guardatela, sembra che il tempo non passi per lei. A 51 anni è autentica, carismatica, è ancora bella e soprattutto ci trasmette energia positiva. Rimani sempre così”, ha aggiunto qualcun altro.

Dietro il piccolo imprevisto di Laura Pausini con la maschera d’ossigeno – che l’ha poi richiesta dietro le quinte in un momento di pausa – non ci sono particolari problemi di salute. Si è trattato semplicemente di una conseguenza legata all’altitudine della capitale ecuadoriana, situata a circa 2.850 metri sopra il livello del mare.

A queste quote, infatti, la pressione atmosferica si riduce e con essa anche la quantità di ossigeno disponibile nell’aria. Per chi non è abituato, questo può provocare sintomi come affaticamento, giramenti di testa, mancanza di respiro e, nei casi più intensi, pure sensazioni di svenimento.

Una condizione che può diventare ancora più evidente durante un concerto dal vivo, soprattutto per chi canta e si muove sul palco per diverse ore consecutive. La performance vocale richiede infatti un notevole sforzo respiratorio e fisico, rendendo l’ossigeno supplementare una soluzione frequente per prevenire il cosiddetto mal di montagna.

Non si tratta quindi di una situazione insolita per artisti che si esibiscono in città ad alta quota, soprattutto durante tour internazionali che prevedono spostamenti rapidi e poco tempo per l’adattamento fisico.

Non è la prima volta per Laura Pausini, c’è un precedente

Per Laura Pausini non si tratta neppure di un episodio isolato. Già nel 2024, durante un concerto a Città del Messico, la moglie di Paolo Carta aveva dovuto ricorrere all’ossigeno supplementare proprio per affrontare gli effetti dell’altitudine.

Anche in quell’occasione aveva scelto di raccontare tutto con ironia, senza allarmismi. “Se non svengo adesso, svengo”, aveva commentato davanti al pubblico, trasformando un momento potenzialmente delicato in una scena leggera e condivisa con i fan.

Un atteggiamento che conferma ancora una volta il suo rapporto diretto con il pubblico, costruito attraverso la trasparenza e la spontaneità.