Anticipazioni Le Iene, “Vite Spericolate”: Baby Gang e Simba La Rue

Nicolò De Devitiis ci porta a scoprire le storie di Baby Gang e Simba La Rue, due grandi protagonisti della scena musicale italiana

Foto di Ilaria di Pasqua

Ilaria di Pasqua

Lifestyle Editor

Nata a Carpi, si laurea in Fashion Culture and Management. La sua avventura nella moda comincia come Producer, ma nel 2020, con coraggio, diventa Web Editor, fonde stile e scrittura con amore.

Mercoledì 10 luglio, come sempre in seconda serata su Italia 1, torna con un nuovo appuntamento Le Iene presentano: Vite Spericolate, spin-off del celebre programma condotto da Nicolò De Devitiis. L’inviato ha trascorso 48 ore con due grandi protagonisti della scena musicale italiana: Baby Gang e Simba La Rue. Scopriamo insieme cosa ci aspetta in questa emozionante puntata.

Baby Gang: un viaggio tra musica e difficoltà

La storia di Baby Gang, nome d’arte di Zaccaria Mouhib, è emblematica delle sfide che molti giovani affrontano nella società odierna. Nato a Lecco nel giugno 2001 da genitori marocchini, Baby Gang ha avuto un’infanzia segnata da difficoltà economiche e sociali.

All’età di undici anni, decide di lasciare la famiglia per vivere per strada, affrontando una vita di privazioni e difficoltà. Dormendo sotto i ponti e sui treni, Zaccaria si trova spesso in situazioni di estrema precarietà, compiendo piccoli furti per sopravvivere.

Nonostante le difficoltà, la musica diventa la sua via di fuga e salvezza. Nel 2018 pubblica il suo primo singolo, Street, che attira l’attenzione del pubblico e gli apre le porte del successo. Tuttavia, il suo percorso non è privo di ostacoli. Tra detenzioni in carcere e soggiorni in comunità, Baby Gang continua a lottare per la sua passione, trovando nella musica un’arma potente per esprimere la sua realtà e le sue esperienze.

Baby Gang
Fonte: Ufficio Stampa Mediaset
Baby Gang

Il sistema penitenziario e le sfide di Baby Gang

La storia di Baby Gang è anche un duro atto d’accusa contro il sistema penitenziario italiano. Arrestato nuovamente lo scorso aprile per aver violato gli arresti domiciliari, l’artista è finito in carcere a causa di alcune foto pubblicate sui social per promuovere il suo album L’angelo del male.

Le immagini, che mostravano oggetti di scena come pistole e pacchi di droga, sono state interpretate dalle autorità come una violazione delle condizioni imposte. La decisione ha suscitato indignazione, soprattutto considerando il contesto artistico e l’iconografia tipica del genere trap.

L’avvocata Mariapia Scarciglia, presidente di Antigone Puglia e collaboratrice del legale di Baby Gang, ha espresso incredulità per l’accaduto. La storia dell’artista è un esempio di come il carcere possa ostacolare, anziché favorire, il reinserimento sociale e la valorizzazione dei talenti. Nonostante le difficoltà, Baby Gang continua a lottare per portare la sua musica e la sua arte anche all’interno delle carceri, sperando di ispirare altri giovani reclusi.

Simba La Rue e Nicolò De Devitiis
Fonte: Ufficio Stampa Mediaset
Simba La Rue e Nicolò De Devitiis

Simba La Rue, la faccia nascosta del successo

Nella puntata, Nicolò De Devitiis ci porterà anche alla scoperta di Simba La Rue, un altro rapper di successo che condividerà la sua storia e le sue esperienze. Simba La Rue, noto per la sua musica e per il suo stile di vita ribelle, mostrerà una parte più umana e poco conosciuta al grande pubblico. Attraverso le sue parole, scopriremo le sfide che ha affrontato e le motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere la carriera musicale.

Simba La Rue, come Baby Gang, utilizza la musica come mezzo per esprimere la sua realtà e per raccontare storie di vita vissuta. La sua partecipazione a Le Iene presentano: Vite Spericolate offrirà uno spaccato autentico del mondo della musica trap e delle difficoltà che molti giovani artisti devono affrontare per emergere.