Infezioni sessualmente trasmesse: quali sono le più diffuse e come prevenirle

Le Infezioni Sessualmente Trasmesse costituiscono un vasto gruppo di malattie infettive molto diffuse. Ecco quali sono e come prevenire un eventuale contagio

Roberto Bernorio Ginecologo, Psicoterapeuta e Sessuologo clinico Medico specializzato in Ostetricia e Ginecologia, Psicoterapeuta e Sessuologo clinico, si dedica in particolare ai disturbi del dolore sessuale femminile e ai problemi di coppia.

Cosa sono

Le infezioni sessualmente trasmesse (IST) sono delle patologie infettive che possono essere veicolate attraverso i rapporti sessuali attraverso il contatto diretto di liquidi biologici. Queste infezioni si possono contrarre non solo con l’attività sessuale, ma anche attraverso il sangue (ad esempio siringhe infette) o per passaggio diretto dalla madre al bambino durante la gravidanza o il parto.

Le infezioni sessualmente trasmissibili possono essere causate da:

  • batteri, come nel caso di clamidia, gonorrea, sifilide;
  • virus, come per herpes genitale, papilloma virus (HPV), epatite B e C, AIDS;
  • protozoi, come nella tricomoniasi;
  • miceti, come nella vulvovaginite micotica;
  • metazoi, come nella scabbia e nella pediculosi del pube.

Alcune di queste malattie danno manifestazione di sé attraverso la comparsa di sintomi precoci, altre invece sono più subdole e non danno alcun segnale alla persona infetta. I problemi medici correlati possono inoltre essere distinti in alterazioni locali oppure sistemiche (ovvero che coinvolgono l’intero organismo).

Possiamo distinguere inoltre malattie mortali e non mortali, curabili e non curabili.

Le più comuni sedi di infezione nei maschi eterosessuali sono il pene, l’uretra e la faringe; nelle femmine eterosessuali la vulva, la vagina, la cervice uterina, la faringe e la regione ano-rettale; nei maschi omosessuali il pene, l’uretra, la faringe e la regione ano-rettale; nelle femmine omosessuali i genitali e la faringe.

I sintomi locali più frequenti con cui si manifestano le infezioni sessualmente trasmesse sono:

  • secrezioni anomale dal pene o dalla vagina;
  • prurito nella zona dei genitali;
  • sensazione di dolore o bruciore associati alla minzione o durante i rapporti sessuali;
  • lesioni genitali;
  • ingrossamento dei linfonodi inguinali;
  • dolori pelvici.

I principali fattori di rischio sono:

  • avere un inizio precoce dell’attività sessuale, che può portare ad un maggior numero di partner nella vita;
  • avere un’attività sessuale non protetta con partner multipli;
  • rapporti omosessuali tra due maschi;
  • aver contratto precedentemente un’infezione sessualmente trasmissibile;
  • uno scarso utilizzo del preservativo da parte di uomini e donne con partner occasionali;
  • abuso di alcool o di droghe.

Quali sono le più diffuse

Tra le malattie più diffuse troviamo al primo posto le infezioni da HPV (papilloma virus) che interessa all’incirca un quarto della popolazione femminile. Questo virus può dar segni della sua presenza quando interessa i genitali esterni attraverso la comparsa di condilomi, ovvero escrescenze cutanee irregolari (quelle che in tempi passati venivano soprannominate ‘creste di gallo’) che generano prurito o senso di fastidio. Lo stesso virus può anche però infettare la cervice uterina senza produrre alcun sintomo ma innescando delle alterazioni che predispongono le cellule alla degenerazione tumorale. Secondo studi recenti il papilloma virus sembra essere un fattore di rischio anche per tumori del pene e della faringe.

Come evidenziato dai dati dei Sistemi di sorveglianza sentinella, poi, le patologie più frequentemente segnalate dopo i condilomi ano-genitali sono: la sifilide latente, l’herpes genitale e le infezioni da Chlamydia trachomatis.

Cosa fare

Se si hanno sintomi la cosa migliore è consultare lo specialista di riferimento (ginecologo, urologo, dermatologo).

Se si hanno avuto comportamenti a rischio è importante sottoporsi a test diagnostici per valutare il possibile contagio.

Prevenzione

In termini di prevenzione primaria, il modo migliore per evitare o ridurre il rischio di contrarre queste infezioni è una corretta informazione e un’educazione alla salute sessuale che permetta di promuovere comportamenti sessuali responsabili, considerando che anche un solo rapporto sessuale non protetto potrebbe essere causa di contagio.

Altre strategie sono quella di astenersi dall’attività sessuale a rischio, e nel caso di rapporti occasionali utilizzare il profilattico e il dental dam, un quadratino di lattice di piccole dimensioni utilizzato per i rapporti oro-genitali e oro-anali. In entrambi i casi è fondamentale l’utilizzo corretto di queste protezioni, assicurandosi di utilizzarli solo da un lato, in quanto permettono di ridurre notevolmente il rischio, ma non escluderlo del tutto.

Un altro modo per prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili sono i vaccini, al momento però non sono disponibili per la maggior parte delle infezioni.

È importante evitare l’utilizzo di droghe o alcool che possono alterare la percezione della realtà, ridurre la capacità di giudizio e il senso di responsabilità, rischiando quindi di favorire comportamenti sessuali pericolosi. È inoltre necessario rispettare alcune norme igieniche, ovvero lavarsi accuratamente prima e in seguito ad ogni rapporto sessuale.

In termini di prevenzione secondaria, ovvero eseguire una diagnosi precoce dell’infezione asintomatica per evitare le conseguenze più gravi, è importante per le donne eseguire regolarmente il pap test e la visita ginecologica; per entrambi i sessi, eseguire test sierologici mirati in base ai propri fattori di rischio. In questo caso il consulto medico diventa imprescindibile.

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