Vaccino antinfluenzale: chi dovrebbe farlo (quando e perché)

Per affrontare l'influenza, esiste un vaccino. Non è sempre sensato farlo. Ma in alcuni casi può scongiurare complicazioni e risvolti ben peggiori

Con l’arrivo dell’autunno e dei primi malanni di stagione, in molti casi, è opportuni sottoporsi a un vaccino antinfluenzale. 

Che cos’è e chi dovrebbe farlo? Andiamo con ordine. Quando la temperatura cambia repentinamente, moltissime persone, soprattutto bambini e anziani, si ammalano. L’influenza è spesso causata da virus che colpiscono le vie aeree, infettando gola, polmoni e naso. Si manifesta senza preavviso e in modo brusco, con sintomi che possono rivelarsi molto fastidiosi.

Solitamente è accompagnata da febbre alta, tosse, dolori articolari e raffreddore. Provoca un senso di debolezza fisica e spossatezza che può durare anche per diversi giorni, costringendoci al letto. Il virus che causa questa patologia si trasmette attraverso le goccioline di saliva o le secrezioni respiratorie diffuse nell’aria con starnuti, tosse oppure una conversazione ravvicinata. Il contagio può avvenire anche in maniera indiretta, venendo a contatto con oggetti o superfici infette. 

Per questo motivo gli esperti raccomandano di evitare luoghi affollati, favorire il ricambio dell’aria delle stanze e lavarsi spesso le mani, cercando di non toccare bocca, naso e occhi. Alcune categorie, dietro consiglio medico, dovrebbero sottoporsi al vaccino antinfluenzale, che rappresenta un valido strumento di prevenzione e cura. Il vaccino è adatto a chiunque voglia evitare di contrarre l’influenza ed è consigliato in particolare per bambini (a partire dai 6 mesi di vita), anziani (con età superiore ai 65 anni), soggetti a rischio o che sono affetti da malattie croniche.

Dovrebbe farlo anche chi svolge impieghi particolari e lavora in luoghi in cui si è maggiormente esposti al contagio, come i centri commerciali, gli uffici pubblici, le scuole e gli ospedali. Le campagne di vaccinazione solitamente iniziano a metà ottobre e si concludono alla fine di dicembre. Nonostante ciò, è sempre meglio vaccinarsi all’inizio dell’autunno per non farsi cogliere impreparati.

Per farlo basta rivolgersi al proprio medico di famiglia o al pediatra, che saprà fornire tutte le informazioni necessarie. L’efficacia è limitata nel tempo e dura in media 12 mesi, per questo motivo il vaccino deve essere ripetuto ogni anno.

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