Come curare l’influenza: la regola delle tre “L”

Cosa mangiare, quanto dormire, cosa indossare nel pieno dell'influenza stagionale o quando avvertite i primi sintomi

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Letto, lana e latte. Così gli anziani consigliavano di combattere l’influenza, con la sana regola delle tre “L”. traduciamo in parole semplici? Letto sta per riposo. Non conviene fare gli eroi, recandosi al lavoro quando la febbre è alta o comunque si si sente deboli e magari i colpi di tosse o il mal di testa rovinano la giornata.

La prima “L”: il riposo

Grazie al riposo il sistema immunitario dell’organismo riesce a reagire meglio al virus e si può ridurre non solo il tempo “perduto” a causa dell’influenza, ma anche il rischio di complicazioni che possono prolungare il periodo di malessere. Non dimenticate poi che l’attività fisica riduce la “forza” delle difese immunitarie nel breve periodo (alla lunga è un ottimo strumento per potenziare anche l’attività difensiva dell’organismo quindi va considerata una sana abitudine).

La seconda “L”: la lana

Ovviamente il riposo va fatto in un ambiente protetto: così entra in gioco la seconda “L”, che sta per lana. Gli sbalzi termici possono rendere più complessa la difesa del corpo dal virus e quindi conviene stare ben “imbacuccati” a casa, evitando di esporsi a rischi inutili.

La terza “L”: il latte

La terza “L”, che viene riassunta con la parola latte, indica invece l’importanza dell’alimentazione. Prima di tutto, non preoccupatevi se in presenza dell’infezione mangiate di meno.

Si tratta di una reazione del tutto naturale. Ricordate però di non sovraccaricare le vie digerenti, che non sono nelle migliori condizioni per poter ricevere il cibo. Se possibile, prendete magari qualche appuntamento in più con gli alimenti, frazionando in pasti piccoli e leggeri l’introito calorico. E soprattutto bevete molto, dal brodo di pollo, che in effetti contiene proteine utili per combattere meglio il virus, fino alle spremute di agrumi e simili.

Non solo per la vitamina C, ma anche per recuperare liquidi e sali minerali che inevitabilmente si perdono. Se potete, poi, aggiungete anche un pizzico di “dolcezza” per chi combatte contro il virus. Non stiamo parlando di cioccolato o simili, quanto piuttosto di semplici gesti di tenerezze come le coccole o una semplice carezza. Anche se può sembrare strano, fanno bene poiché aumentano le endorfine, che da un lato vi fanno sentire meglio e dall’altro favoriscono il rilascio di composti che possono accelerare il processo di guarigione.

In ultimo, il capitolo farmaci. Impiegate quelli di automedicazione, scegliendo in base ai sintomi che più vi disturbano. Gli antibiotici vanno sempre prescritti dal medico e non servono a nulla contro i virus.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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