Sars-CoV-2 e asma, come usare le mascherine e respirare bene

Indossare le mascherine non comporta alcun rischio di aumentare le difficoltà respiratorie. I consigli per i pazienti asmatici e allergici

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Nei luoghi chiusi, negli uffici, nei mezzi di trasporto pubblici e comunque ogni qualvolta non sia possibile rispettare il distanziamento sociale, con la fine del lockdown stretto dovremo indossare le mascherine. Ci sono persone, come quelle che soffrono di asma e di gravi forme allergiche, per le quali però la protezione può risultare difficile da portare. Come comportarsi? Ecco i consigli del Presidente dell’Associazione Allergologi Immunologi Territoriali e Ospedalieri (Aaiito).

Bisogna stare tranquilli

Prima di tutto, una nota tranquillizzante: secondo tutte le evidenze disponibili indossare la mascherina non comporta nessun rischio aggiuntivo di aumentare le difficoltà respiratorie nelle persone con allergie respiratorie.

“La mascherina può effettivamente provocare una sensazione psicologica di “fatica a respirare”, ma non peggiora in nessun modo la situazione bronchiale del paziente – spiega l’esperto Al contrario la mascherina può diventare un fattore protettivo contribuendo filtrare almeno in parte i granuli pollinici che in questa stagione iniziano ad essere aerodispersi dalle piante in fioritura. Considerato, ad esempio, che la dimensione dei pollini delle spore fungine è compresa tra 1 e 15 micron (100, 1.000 volte più grandi del coronavirus, collocato tra 0,6 e 0,14 micron) è evidente che il filtro delle mascherine può contribuire ad abbattere la concentrazione inalabile di queste particelle aerobiologiche consentendo una importante riduzione della sintomatologia allergica.”

Altrettanto importante è non ricercare di avere protezioni particolari. Secondo l’esperto il paziente asmatico e allergico non necessita di mascherine particolari (FP2, FP3); può utilizzare una normale mascherina chirurgica certificata. Per quanto riguarda i pazienti allergici che intendono uscire, non vi è alcuna particolare raccomandazione, a meno che la situazione respiratoria non peggiori drasticamente uscendo all’aperto. In tal caso il suggerimento è quello di restare presso il proprio domicilio, limitando le uscite al minimo. Ultima regola: non smettete le terapie.

“È assolutamente raccomandato sia per i bambini e che per gli adulti allergici e/o asmatici in terapia di mantenimento per allergie (ad es. antistaminici, corticosteroidi per via inalatoria e/o broncodilatatori) il rispetto e l’assunzione in modo scrupoloso delle terapie prescritte del proprio specialista di riferimento – precisa Asero Le terapie non vanno interrotte a causa dei timori di COVID-19”.

L’asma è una patologia cronica

Ci possono essere fasi di riacutizzazione alternate a benessere. Ma non bisogna dimenticare che l’asma bronchiale è una patologia cronica dei bronchi ed è dovuta all’infiammazione dei bronchi associata a broncocostrizione, cioè a restringimento del calibro dei bronchi stessi.

A questi due meccanismi sono dovuti i vari sintomi che possono presentarsi, in forma più o meno intensa. Si va dalla dispnea, ovvero dalla difficoltà respiratoria che può giungere fino alla sensazione di “fame d’aria” fino alla tosse e ai sibili lungo le vie respiratorie, che si formano per i restringimenti al passaggio dell’aria. Particolare attenzione va prestata alla tosse, che nell’asma è quasi sempre secca e senza produzione di muco e può rappresentare il primo segnale d’allarme.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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