Ultimi barbecue e salute: i consigli per mangiare bene, senza rischi

La bella stagione si presta a grigliate e barbecue, ma bisogna fare attenzione: quando si tratta di conservazione e cottura degli alimenti è bene non lasciare mai nulla al caso

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Il momento è quello giusto per il via libera ai pranzi fuori porta e alle serate sulla spiaggia. Ma attenzione a non fare errori con gli alimenti o, meglio, con la loro conservazione e la loro cottura. Potreste rischiare qualche fastidioso mal di pancia, capace di rovinarvi le giornate di vacanza, legato alle cattive condizioni dei cibi.

Se gli alimenti non sono correttamente conservati e adeguatamente cotti, infatti, cresce il rischio che si possano trasmettere batteri presenti al loro interno, che si riproducono del nostro corpo.

Barbecue sì, ma con attenzione

Volete un esempio? Pensate solo al barbecue. Per chi vuole godere una serata in montagna o al mare giocando abilmente con legna e carbonella per assaporare il gusto più “vivo” delle carni, questo tipo di cottura è sicuramente quella più attraente e funzionale.

Solo bisogna prestare attenzione a come si cucinano prelibati pezzi di vitello, petti di pollo, spiedini e simili. Questo significa che potrebbe essere necessario armarsi oltre che di spiedo, coltelli e forchette anche di un termometro da campo, per misurare l’effettivo grado di cottura e di calore sviluppatisi nei cibi.

Normalmente, comunque, serve meno per far si che eventuali batteri vengano distrutti dal caldo. Per chi non è così tecnologico, quindi, ecco qualche regola basilare.

Le regole per un barbecue sano

In primo luogo quando cuocete lasciate il tempo giusto per le vivande, ricordando che i tagli grandi di carne dovrebbero arrivare intorno ai 60 gradi per una cottura al sangue e superare i 70 per la “medium”. Una cottura più prolungata è invece consigliabile per il pollo.

La sua carne va scaldata di più, fin sopra gli 80 gradi e controllando che anche vicino alle ossa la carne abbia perso il suo colorito rosato, per essere certi che la cottura sia completa. Per il pesce, a prescindere dal termometro, va benissimo il test della forchetta.

Quando si può tagliare un branzino con la forchetta, almeno sotto il profilo dell’igiene, significa che questo può essere pronto. La scienza ricorda inoltre che l’uccisione dei germi avviene a 71 gradi per un hamburger e a 74 gradi per la carne di pollo.

Ricordiamoci inoltre che va provata la cottura prima di togliere la carne dal calore. Può anche capitare che fuori sembri addirittura bruciata mentre dentro è ancora rossa e ricca di sangue. E comunque poco cotta, con ciò che questo può comportare.

Prima del barbecue: come conservare gli alimenti?

Il pesce, che va sempre consumato il prima possibile, va conservato nella parte fredda del frigorifero per pochi giorni dopo averlo pulito con cura e previo inserimento in un sacchetto di plastica. Se si è certi che il pesce non sia stato decongelato poi si può congelare per due mesi se si tratta di pesci grassi e quattro in caso di pesci magri.

Se prevedete anche un piatto di verdura, la conservazione in frigo diventa cruciale. L’insalata ad esempio va sempre conservata in sacchetti di carta e non quelli di plastica, che invece tendono a trattenere l’umidità se l’insalata è già stata lavata e asciugata va benissimo uno strofinaccio da cucina o un recipiente di vetro. La conservazione deve avvenire nella parte meno fredda del frigorifero.

Infine, per la frutta fresca ricordate che la maggior parte dei frutti può essere conservata nella zona meno refrigerata del frigorifero. Mele, pere e ananas possono invece essere tenuti in ambiente secco, in un’area che non scenda sotto i 10-12 gradi.

La frutta può essere anche conservata per lunghi periodi, fino a un anno, nel freezer. Occorre però prima sbucciarla o comunque lavarla e asciugarla con cura, tagliarla a pezzi e cospargerla di zucchero per far sì che non diventi eccessivamente molle e perda di consistenza.

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