Sono circa 56mila le donne italiane che ogni anno ricevono una diagnosi di tumore al seno. Siamo quindi di fronte alla forma neoplastica più diagnosticata nella popolazione femminile in tutte le fasce d’età.
Per fortuna, rispetto a qualche anno fa, il progresso scientifico e le più recenti innovazioni terapeutiche hanno reso la malattia sempre più curabile e, in molti casi, gestibile nel lungo termine. Non per nulla, la sopravvivenza a 5 anni in Italia è pari all’86 per cento. Ma attenzione: per ottenere questi risultati è necessario seguire bene i trattamenti.
L’aderenza terapeutica gioca un ruolo fondamentale, soprattutto dopo la fase iniziale della malattia. Lo ricorda la seconda edizione della campagna di sensibilizzazione sul tumore al seno ed empowerment rivolta a pazienti e caregiver, “The Life Button – Il bottone che ti lega alla vita”, di Lilly, che quest’anno prende forma in un luogo accogliente e femminile, ispirato all’atmosfera di una sartoria: un pop up store, aperto al pubblico il 29 e il 30 ottobre in via Marghera 34, a Milano.
Indice
Il valore dell’aderenza terapeutica
“L’aderenza alla terapia è decisiva per il successo della cura e va mantenuta lungo tutto il percorso: nel tumore della mammella il trattamento può durare anni, e il rischio di interromperlo è presente in ogni fase, non solo all’inizio – commenta Carmen Criscitiello, Professoressa Associata di Oncologia Medica presso Humanitas University e Responsabile dell’Oncologia di IRCCS Humanitas San Pio X e dell’Oncologia Mammaria di IRCCS Istituto Clinico Humanitas -.
La terapia endocrina adiuvante, per esempio, se assunta correttamente giorno dopo giorno può ridurre il rischio di recidiva di circa il 40 per cento; eppure circa una paziente su tre la interrompe prima del tempo o non la assume come dovrebbe. Per questo è fondamentale accompagnare le pazienti a proseguire la cura con continuità.
Lo spazio a Milano ha proprio il significato di ricordare questi aspetti, raccontando l’iniziativa attraverso un’esperienza immersiva: dai corner informativi all’area sartoria in cui, per entrambe le giornate, una sarta sarà a disposizione dei visitatori per applicare, se lo desiderano, sui loro capi l’iconico The Life Button, il simbolo della campagna.
Un bottone, elemento semplice e presente nel quotidiano, tondo e rosa come il seno, che vuole essere un richiamo concreto all’aderenza terapeutica e al valore del restare legati al proprio percorso di cura, passo dopo passo.
L’alleanza tra paziente e curante
Prendersi cura di sé e della propria malattia è un percorso lungo, spesso costeggiato da ostacoli, paure, conquiste e il bottone rosa vuole ricordare alle donne che vivono questa esperienza che non sono sole. Insomma, la campagna vuole ricordare come e quanto assieme a chi la assiste la donna possa sia possibile aiutarla a ricercare e ritrovare costanza, motivazione e coraggio.
Soprattutto, racconta che l’aderenza non è un dovere individuale, ma una responsabilità condivisa. Medici, caregiver, amici, familiari: tutti possono aiutare una donna a “non perdere il filo”, a non mollare, a credere nel valore del trattamento giorno dopo giorno.
“Nel rapporto medico-paziente la capacità relazionale, la chiarezza e l’empatia non possono essere considerate aspetti secondari, ma devono essere parte integrante di un percorso terapeutico efficace – segnala Gabriella Pravettoni, Professoressa di Psicologia Cognitiva e delle Decisioni presso l’Università Statale di Milano e Direttrice della Divisione di Psiconcologia dell’Istituto Europeo di Oncologia -.
La donna che riceve una diagnosi di tumore al seno deve sentirsi realmente al centro della comunicazione e del percorso di cura: questo significa accoglierne le paure e i dubbi, anche quelli che si fa più fatica a esprimere. Costruire uno spazio di ascolto in cui i bisogni emotivi possano emergere facilita il dialogo e favorisce una profonda consapevolezza, che rappresenta il presupposto fondamentale per sostenere l’aderenza terapeutica nel tempo”.