Reni, come funzionano e le differenze tra uomini e donne

Il funzionamento dei reni varia negli uomini e nelle donne: come lavorano e come tenerli sotto controllo

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

I reni non sarebbero identici nell’uomo e nella donna. E non solo per dimensioni ma anche per capacità di funzionamento.

A scoprirlo, grazie ad una ricerca sui topi, sono stati alcuni ricercatori americani coordinati da Andrew McMahon, direttore dell’ Eli and Edythe Broad Center for Regenerative Medicine and Stem Cell Research dell’Università della California del Sud. Nello studio che spiega questa diversità di genere, pubblicato su Developmental Cell, gli esperti hanno per la prima volta ottenuto un organo completo partendo dai costituenti di un’unica cellula, valutando anche le componenti genetiche che entrano in gioco nello sviluppo dell’organo, con un “livello di dettaglio mai visto fino ad ora – spiega lo stesso Mc Mahon”.

Nella loro ricerca gli esperti americani hanno combinato il sequenziamento dei micro-RNA di cellule topi adulti di entrambi i sessi e poi hanno confrontato le cellule renali in laboratorio. Sono così emerse chiare differenze di genere, prima di tutto nell’espressione dei geni che regolano la produzione ormonale, come ad esempio quelli che “inviano” le istruzioni per i sistemi autonomi di monitoraggio della pressione arteriosa.

Ma non basta: pur se si tratta sempre di animali, e quindi il passaggio all’essere umano non è automatico, anche le unità operative dei reni, i nefroni, avrebbero capacità lievemente diverse nei due sessi. Ad esempio, si potrebbero avere differenze nel riassorbimento del glucosio, che normalmente non dovrebbe passare nelle urine, ed anche nei processi di detossificazione dei farmaci. Anche per questo i medicinali potrebbero avere effetti lievemente diversi, così come i problemi legati alla tossicità, nei due sessi.

Come lavorano i reni

Una centrale operativa fantastica. Ecco cosa sono i reni, che spesso non mandano alcun segnale della loro sofferenze. Prima di tutto, sono fondamentali per regolare la presenza di liquidi e sali minerali nel sangue per fare in modo che la quantità di acqua nell’organismo (in media il corpo di una persona adulta è fatto per il 55-60 per cento da acqua) non si  modifichi troppo.

Se il volume del liquido nel sangue cala, l’ipotalamo dà il via all’ipofisi (una piccola ghiandola del cervello) perché produca l’ormone antidiuretico che “informa” i reni sulla necessità di assorbire l’acqua e non eliminarla con l’urina. Quando invece siamo “carichi” di liquidi, arriva l’indicazione opposta. Cala la secrezione di ormone antidiuretico e quindi la produzione di urina aumenta.

In questo formidabile sistema di controllo anche il rene riesce però a ritagliarsi un ruolo autonomo, grazie al cosiddetto sistema renina-angiotensina. Infatti quando la quantità di sodio nel sangue cala, e con essa la pressione arteriosa, il rene produce un particolare enzima che si chiama renina. Q

uesta sostanza, attraverso una serie di reazioni, porta a due fenomeni. Da un lato le ghiandole surrenali aumentano la secrezione di aldosterone, un ormone che favorisce il ricupero del sodio nel rene. Dall’altro l’angiotensina fa aumentare la pressione e quindi aumenta il lavoro del rene che filtra più sangue. Infine, viene stimolata anche la produzione di ormone antidiuretico da parte dell’ipotalamo per aumentare la sete. Questi fenomeni normalmente vengono “bloccati” quando la situazione ritorna normale, ma in alcuni casi, nelle persone che hanno la pressione alta, si mantengono peggiorando la situazione del rene.

Controllate sempre le urine

L’urina è un liquido organico prodotto dai reni attraverso cui vengono espulsi gli scarti del corpo che vengono dalle varie reazioni chimiche necessarie per produrre energia. Uno degli elementi più rappresentati dopo l’acqua, che rappresenta il 95 per cento del contenuto urinario, è quindi l’azoto, che viene eliminato dopo essere stato utilizzato per la produzione delle proteine.

In realtà nelle urine non si trova solamente azoto, ma bensì le varie strutture chimiche che da esso derivano, come l’urea, l’acido urico e la creatinina. All’interno dell’urina, poi, ci sono molti sali minerali. E il compito del rene, in questo caso, è quello di riconoscere di quali sostanze ha bisogno l’organismo per evitarne la dispersione con l’urina, e allo stesso tempo di individuare quelle in eccesso per eliminarle.

Questo meccanismo è fondamentale per mantenere sotto controllo i valori del calcio, del sodio, del ferro e del magnesio. Basti pensare solamente che una carenza di controllo da parte dei reni nei confronti dell’equilibrio tra sodio e potassio può mettere in difficoltà il cuore, favorendo la comparsa di gravi aritmie.

L’acqua eliminata con le urine varia invece in base alle necessità dell’organismo, ed anche il liquido può essere più o meno concentrato. Ad esempio se si rimane a lungo in un ambiente molto caldo oppure si suda profusamente per uno sforzo fisico intenso il rene si “rende conto”, attraverso l’azione di speciali ormoni, che occorre risparmiare la massima quantità di liquidi. E quindi riduce la quantità di urina (che comunque non deve mai scendere sotto il mezzo litro al giorno). Al contrario, se si beve molto e se il clima è particolarmente rigido, la produzione di urina aumenta.

Ricordiamoci di bere

Per mantenere in salute il rene è fondamentale utile bere molta acqua, per fare in modo che l’azione del filtro si mantenga, evitare l’eccesso di proteine che possono in qualche modo affaticare i reni e tenere sotto controllo malattie come l’ipertensione e il diabete, che possono danneggiare anche questo organo.

E sempre nell’ottica della prevenzione conviene tenere sotto controllo il peso corporeo, per evitare che l’obesità danneggi anche questi organi. Per il resto, se si soffre di calcoli, occorre aumentare ancora il quantitativo d’acqua da bere ogni giorno, arrivando anche a due-tre litri al giorno. Ecco comunque qualche semplice regola per conservare in forma i reni.

  • Bere regolarmente acqua.
  • Evitare gli eccessi di proteine
  • Limitare l’apporto di sale, anche al fine di controllare la pressione arteriosa
  • Non assumere farmaci se non è necessario. Vengono metabolizzati dal fegato e poi eliminati spesso attraverso il rene
  • Curare con attenzione e secondo i consigli del medico eventuali infezioni delle vie urinarie, che possono arrivare anche ai reni.
  • Controllare e curare il diabete
  • Tenere sotto controllo la pressione arteriosa e curarsi in caso di ipertensione

 

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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