Prevenzione e cure su misura per il cuore della donna

8 marzo, Festa della donna. Pensiamo al cuore, non solo come simbolo d’amore, ma come organo che permette di inviare il sangue in tutto l’organismo e nelle donne, che spesso sottovalutano i rischi, si può ammalare.

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Gli studi scientifici dicono che per il gentil sesso ci vuole maggior attenzione, sia nella prevenzione attraverso il controllo di specifici fattori di rischio che hanno un maggior peso nelle donne, sia nelle terapie, sia da parte della donna stessa che dai sanitari che la seguono. E soprattutto, se il medico indica cure necessarie per controllare i fattori di rischio, primi tra tutti ipertensione e colesterolo, occorre che la donna segua le prescrizioni, senza “saltare” i trattamenti magari per impegni di famiglia. Insomma, pensiamo al nostro cuore, prima di tutto con una vita sana e poi, sia prima che dopo un eventuale attacco cardiaco, assumendo i farmaci, magari sfruttando gli effetti di una polipillola che contiene principi attivi nei confronti di diversi fattori di rischio, per ridurre il rischio di “dimenticanze”. A ricordarlo nella giornata dedicata alle donne è, ovviamente, una cardiologa, Giovanna Geraci, Dirigente Medico presso l’Ospedale Cervello di Palermo.

I rischi specifici per lei

Sovrappeso, obesità, sedentarietà, fumo, colesterolo e pressione elevata, diabete. Tutti questi sono fattori di rischio che debbono essere tenuti presenti in chiave preventiva, ma non “incidono” allo stesso modo nei due sessi, come conferma una ricerca apparsa su Italian Journal of Gender-Specific Medicine e condotta dagli specialisti dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Questa “differenza” va tenuta presente. “In generale, le donne tendono a sottovalutare il rischio cardiovascolare, concentrando l’attenzione soprattutto sul pericolo “tumore” perché c’è l’errata percezione che la protezione degli estrogeni della vita fertile si mantenga anche dopo la menopausa, mentre non è cosi” – spiega la Geraci. “E spesso non sanno che ci sono condizioni, tra i fattori di rischio, che sembrano avere un impatto maggiore nel sesso femminile, come ad esempio l’ipertensione e il diabete. Inoltre una storia di problemi in gravidanza, come un innalzamento della pressione o incrementi della glicemia che magari si risolvono, andrebbe sempre tenuta presente perché anche a distanza di anni può lasciare “tracce” sul cuore. Per questo è fondamentale che il ginecologo si relazioni con il cardiologo e che la donna sia “seguita” nel tempo sotto quest’ultimo aspetto”. C’è poi un altro fattore di rischio che non può essere sottovalutato ed è molto più “pesante” in termini di salute cardiovascolare, per la donna: la depressione. “Sappiamo che nella donna i quadri depressivi sono più frequenti che nell’uomo e purtroppo si presenta sia come possibile “concausa” dello sviluppo di un infarto sia come “esito” di un attacco cardiaco” – riprende la Geraci. “Il risultato è che la donna in queste circostanze tende quindi ad avere una condizione psicologica, legata anche allo stress cronico, che da un lato la porta a sottovalutare eventuali problemi (non per nulla le donne arrivano mediamente più tardi degli uomini alle cure urgenti per l’infarto, anche perché possono avere più frequentemente sintomi meno “classici”) e dall’altro comporta una minor attenzione alla prevenzione e alle cure prescritte dal medico. In questo senso, le donne tendono ad essere meno “aderenti” alle terapie, quando invece è fondamentale, in prevenzione primaria e secondaria dopo un evento, seguire le terapie per rimanere in salute e vivere più a lungo”.

Come migliorare l’aderenza alle cure

“Non pensiamo di essere sempre perfette,  prendiamoci più cura di noi stesse invece di caricarci del peso di essere “caregiver”, cioè di assistere gli altri: in poche parole, amiamoci di più a preserviamo la salute del cuore e delle arterie” – è l’appello della Geraci a tutte le donne. “Manteniamo uno stile di vita sano e soprattutto seguiamo le cure che ci vengono prescritte, ricordando sempre che il nostro cuore va protetto e che le malattie di cuore sono il principale “killer” delle donne. E’ fondamentale, in questa chiave, prendere le pastiglie che il medico ci prescrive, ogni giorno, regolarmente. Essere aderenti alle cure significa avere un futuro migliore, nel benessere, invece che rischiare di più infarti e altri problemi cardiovascolari. Anche dopo un evento di questo tipo, continuare a combattere anche con i farmaci i fattori di rischio, evitando di “dimenticare” i trattamenti o di assumerli saltuariamente, significa non solo dare “anni alla vita”, ma anche “vita agli anni”. In questo senso, l’utilizzo di pillole che contengano diversi principi attivi per il controllo di diversi fattori di rischio, come appunto l’ipertensione e il colesterolo, diventa un’arma efficace per superare le “dimenticanze” terapeutiche e continuare a proteggere cuore e arterie”. Questa raccomandazione è fondamentale. In uno studio pubblicato sulla rivista sopraccitata e condotto in Lazio e Toscana in uomini e donne che seguivano diverse terapie per problemi di salute, le donne indipendentemente dall’età sono sempre meno aderenti degli uomini. Solo in età molto avanzata l’aderenza è pressoché bassa in entrambi i generi. Si tratta di una tendenza da combattere, per la salute delle donne: perché l’8 marzo sia davvero una festa per la mente e per il cuore.

Per informazioni visita il sito https://www.alcuoredelladerenza.it/

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