Estate e Covid-19, come assistere chi soffre di malattia di Alzheimer

Consigli pratici degli esperti ai familiari di persone con Alzheimer: attività da fare all'aperto e focus sulla storia individuale

Federico Mereta Giornalista Scientifico

La pandemia ha cambiato molte delle nostre abitudini. E stiamo provando, senza abbandonare ovviamente le precauzioni, a riappropriarci della nostra vita. Non è facile. Ma è ancora più difficile per chi vive con la malattia di Alzheimer.

Per queste persone, il mondo esterno si allontana, la memoria e gli affetti svaniscono. E per chi assiste chi fa i conti con la malattia, la sfida è difficilissima. Per questo è importante sapere come muoversi. Ed è fondamentale seguire i consigli di esperti.

“L’isolamento fisico e sociale causato dalla pandemia ha messo a dura prova le persone con demenza che hanno pagato un prezzo altissimo in termini di salute e peggioramento della qualità di vita: in questa fase in cui è possibile riprendere una serie di attività sociali all’esterno, molti familiari ci hanno chiesto un supporto per aiutarli a individuare le attività più idonee da fare insieme ai propri cari – spiega Gabriella Salvini Porro, Presidente della Federazione Alzheimer Italia.

Così, grazie ai nostri psicologi e terapisti occupazionali, abbiamo stilato alcuni semplici suggerimenti per riappropriarsi degli spazi sociali e relazionali esterni al domicilio e al nucleo familiare.”  Ecco quindi una serie di consigli pratici dedicati ai familiari di persone con demenza per organizzare l’attività psico-motoria fuori dall’ambiente domestico, mantenendo come obiettivo primario il benessere psico-fisico delle persone con demenza.

Cosa programmare all’aperto

Ci sono tre aree di attività che possono essere svolte all’esterno. Sul fronte del movimento, nelle ore meno calde della giornata, può essere utile fare una passeggiata intorno a casa, nel cortile o anche in un parco vicino casa con il solo obiettivo di camminare. Ovviamente, sempre facendo attenzione ad evitare i momenti più caldi della giornata, conviene puntare anche su attività di stimolazione cognitiva. Cosa significa?

La persona può essere accompagnata al parco o ai giardini pubblici, sedersi su una panchina e osservare ciò che avviene intorno. Si possono fare semplici “esercizi”, come guardare i fiori e cercare di riconoscerli, osservare le persone che passano, sentire i profumi e i rumori. O anche, se si ha un cortile o un terrazzo, occuparsi della cura delle piante: innaffiarle, togliere le foglie secche, piantare fiori nuovi.

Infine, tra le attività ludico-ricreative, andare al bar a bere un caffè o prendere un gelato, assistere a un concerto all’aperto, andare in chiesa o in un museo può essere d’aiuto. Ma ovviamente in questi casi va valutato il tempo di tolleranza della singola persona con demenza.

Attenzione poi: accanto ai benefici, chi assiste deve tenere conto anche di aspetti meno positivi come, ad esempio, il rischio di affaticamento o dell’insorgere di fastidi o dolori fisici che si possono ripercuotersi sull’umore (ad esempio dolore a piedi o ginocchia) o anche la possibilità che i comportamenti delle altre persone, come le grida dei bambini o l’abbaiare dei cani, possano creare disagio e stress alla persona con demenza.

Partire dall’esperienza personale

Sul fronte psicologico, i consigli degli esperti per chi assiste partono dalla necessità di partire con la storia personale di vita della persona con demenza: esperienze, carattere, interessi come anche bisogni servono infatti a individuare le attività più idonee che andranno poi inserite in una routine quotidiana che permette al familiare una migliore organizzazione della giornata, e aiuta la persona con demenza a sentirsi più sicuro. A questo scopo è utile valutare 5 fattori:

  • storia personale: quali erano le abitudini, gli interessi e le passioni prima della diagnosi, le attività sociali che svolgeva con particolare piacere;
  • personalità: quali erano le caratteristiche caratteriali prima dell’esordio della malattia, ad esempio era una persona apatica e solitaria oppure socievole e creativa;
  • stato fisico: è importante avere chiare le reali capacità di movimento e deambulazione della persona, in modo da valutare l’opportunità di utilizzare un deambulatore o di una carrozzina;
  • stato cognitivo-comportamentale: analisi di quali sono le capacità residue di memoria, comunicazione e relazionali;
  • ambiente: compito del familiare caregiver è fare un’attenta analisi dell’ambiente esterno, individuando luoghi di interesse per la persona con demenza, valutando eventuali barriere architettoniche, prediligere percorsi con panchine o sedie dove possa risposare e la presenza di aree coperte in caso di pioggia o troppo sole.

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