Re Carlo, dal dj set alla sorpresa a teatro: ha accettato la “nuova monarchia”

La malattia ha avuto un impatto netto sul Re, che sta seguendo ora la strada tracciata da Kate e William per una monarchia ben differente

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Luca Incoronato

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Di recente abbiamo visto Re Carlo premere play su una consolle da dj davanti a 4mila persone a Buckingham Palace. In un’altra giornata, invece, ha imbracciato un ukulele in Irlanda del Nord, suonando insieme a un gruppo di pensionato.

Ma non finisce qui, dal momento che si è anche “imbucato” a uno spettacolo sold-out di Shakespeare, sedendosi tra il pubblico come un qualsiasi appassionato. Tre scene differenti che hanno un filo conduttore. Raccontano infatti qualcosa che va ben oltre l’aneddoto. Re Carlo ha cambiato passo, soprattutto dopo la diagnosi di cancro, e con lui sta cambiando la monarchia.

Il dj set a Buckingham Palace

Il 15 maggio, nei Giardini di Buckingham Palace, Re Carlo ha festeggiato i 50 anni del King’s Trust, la fondazione che ha creato nel 1976 per aiutare giovani britannici a crearsi un futuro. Tra i 4mila invitati anche Idris Elba, Helen Mirren, Damian Lewis e tanti altri Vip.

Il momento che tutti ricorderanno, però, è quando il sovrano si è avvicinato alla postazione di Christian St. Louis, dj formato proprio grazie al Trust, prendendo il controllo della sua consolle. Un video virale fin da subito, che mostra un Re divertito e sereno, ma soprattutto amatissimo.

L’ukulele in Irlanda del Nord

Pochi giorni dopo i festeggiamenti, Carlo e Camilla sono volati in Irlanda del Nord per la 43a visita del Re nella regione (la prima come sovrano). A Newtownards, nella contea di Down, la coppia ha fatto visita agli Ards Allotments, ovvero gli orti comunitari fondati da Maurice Patton oltre 20 anni fa.

Carlo ha chiacchierato con volontari e giardinieri, interessandosi alle coltivazioni. E poi, con la naturalezza di chi ha deciso di non prendersi troppo sul serio, si è unito al Loughries Men’s Shed Ukulele Ensemble. Si tratta di un gruppo di uomini del posto che suonano l’ukulele per stare insieme. Il sovrano ha strimpellato con loro ed è stato invitato alla prossima prova. Cosa che ha accettato col sorriso.

La sorpresa a teatro: Shakespeare con Branagh

Il 22 maggio, quasi a conclusione di un mese intenso e molto particolare, Re Carlo si è presentato senza annuncio al Royal Shakespeare Theatre di Stratford-upon-Avon, così da poter assistere a una rappresentazione de La Tempesta, diretta da Sir Richard Eyre e interpretata da Sir Kenneth Branagh.

Re Carlo

Non uno spettacolo come gli altri, segnando il ritorno del celebre attore alla Royal Shakespeare Company (RSC) dopo oltre 30 anni. Il Re, che è patron della RSC, si è seduto in platea tra il pubblico, venendo fotografato mentre rideva di gusto durante lo spettacolo. La co-direttrice artistica Tamara Harvey ha raccontato alla BBC che Carlo sembrava “un vero appassionato di teatro”, non un Re in visita ufficiale. Una distinzione sottile ma significativa.

Cosa sta cambiando

La monarchia non è più quella di un tempo. Impensabile aggrapparsi a determinati atteggiamenti e privilegi, come hanno più volte tentato di spiegare internamente Kate e William. Dopo la malattia sembra che Carlo abbia accettato di cambiare atteggiamento di buon grado.

Di fatto sta ridefinendo il modo di essere Re, al netto di alcuni limiti come la gestione del caso Andrea. La malattia sembra aver sbloccato qualcosa in lui. Oggi è più rilassato e spontaneo, in una parola: umano. Non che non lo fosse in privato, con la sua famiglia, ma oggi lo è in pubblico. Meno cerimonie e rispetto per l’etichetta, più momenti genuini.

Non è solo una questione di carattere. È una scelta strategica per la monarchia. In un’epoca in cui l’istituzione reale è costantemente sotto scrutinio (polemiche legate a Harry e Meghan, il calo di popolarità tra i giovani e il dibattito sul ruolo della Corona nel XXI secolo, ad esempio), Carlo sembra aver capito che la sopravvivenza della monarchia passa per la simpatia, non per la soggezione.