Ancora un grattacapo per Re Carlo; ancora un episodio controverso per l’ex Principe Andrea. E al centro della polemica questa volta sono finite anche Eugenia e Beatrice, le figlie dell’ex Duca di York nonché amatissime nipoti del sovrano britannico. A sollevare nuove polemiche è un rapporto del National Audit Office, che ha portato alla luce una serie di privilegi e anomalie finanziarie destinati ad alimentare il malcontento dell’opinione pubblica e ad accrescere la pressione su Buckingham Palace.
Il fratello di Re Carlo e le case gratis alle Principesse
Secondo quanto emerge dall’indagine, Beatrice ed Eugenia avrebbero vissuto per anni in prestigiose residenze reali senza sostenere personalmente alcuna spesa per l’affitto. Eugenia avrebbe occupato un appartamento all’interno di St. James’s Palace, mentre la sorella maggiore avrebbe risieduto a Ivy Cottage, nella tenuta di Kensington Palace.
La questione ha assunto immediatamente una dimensione politica. Le due Principesse, infatti, non ricoprivano incarichi ufficiali per la Corona e conducevano attività professionali autonome. Ma avrebbero immeritatamente beneficiato di sistemazioni privilegiate finanziate attraverso fondi della Casa Reale. Tutto grazie all’intercedere del padre Andrew.
“Pur non ricoprendo alcuna carica reale e avendo i propri lavori, non hanno mai pagato personalmente un solo centesimo di affitto, pur avendo vissuto in esclusive proprietà di palazzo per quasi due decenni”, si legge sul Daily Mail.
Il rapporto evidenzia inoltre che alcuni canoni sarebbero stati calcolati sulla base di valutazioni immobiliari ormai superate e inferiori ai prezzi di mercato. Un dettaglio che ha alimentato ulteriormente le critiche, soprattutto in un periodo in cui la monarchia è chiamata a dimostrare trasparenza e rigore nella gestione delle proprie risorse.
Anche se gli affitti non sono stati coperti direttamente dai contribuenti, la manutenzione delle residenze reali è sostenuta attraverso il Sovereign Grant, alimentando così il dibattito sull’opportunità di mantenere determinati privilegi per membri della famiglia che non svolgono funzioni istituzionali.

Il ruolo del principe Andrea e i dubbi sugli affitti
A rendere la vicenda ancora più delicata è però il coinvolgimento diretto dell’ex Principe Andrea. Il figlio della Regina Elisabetta aveva tutto ma voleva sempre di più. A quanto pare l’ex Duca di York avrebbe subaffittato alcune proprietà situate all’interno della tenuta di Royal Lodge ai membri del proprio personale.
E l’aspetto più controverso riguarda la gestione di questi introiti. Le somme riscosse avrebbero dovuto essere utilizzate per coprire costi di manutenzione e gestione della proprietà. Ma, a detta degli ispettori, queste entrate non sarebbero state adeguatamente registrate o comunicate, rendendo impossibile verificarne la destinazione finale. Ergo, Andrea avrebbe tenuto tutto il denaro per sé.
Per l’ex marito di Sarah Ferguson si tratta dell’ennesima ombra che si aggiunge a una reputazione già gravemente compromessa dagli scandali degli ultimi anni. Dopo il caso Epstein, la perdita degli incarichi ufficiali e l’allontanamento progressivo dalla vita pubblica, il fratello del sovrano continua a rappresentare una fonte costante di imbarazzo per la Corona.
Re Carlo sotto pressione, cresce il fronte anti-York
Il momento non potrebbe essere più delicato per Re Carlo. Da tempo il monarca 77enne cerca di promuovere una monarchia più snella, meno costosa e maggiormente concentrata sui membri attivi della famiglia reale.
Le nuove rivelazioni rischiano però di alimentare ulteriormente il cosiddetto fronte “anti-York”, già molto forte sia nell’opinione pubblica sia all’interno degli stessi Windsor. Gli scandali che continuano a coinvolgere Andrea stanno inevitabilmente trascinando nel dibattito anche le sue figlie.
Le polemiche hanno già raggiunto Westminster, dove alcuni parlamentari chiedono chiarimenti sulla gestione delle proprietà e dei fondi collegati alla famiglia reale. Nel frattempo cresce il numero di coloro che vorrebbero ridurre ulteriormente il ruolo degli York all’interno dell’istituzione.
Per Carlo III il problema è duplice: da un lato difendere l’immagine della monarchia, dall’altro gestire una questione familiare che continua a riemergere ciclicamente. E proprio mentre il sovrano cerca di consolidare il proprio regno, il nome di Andrea torna ancora una volta a trasformarsi in un pesante grattacapo per Buckingham Palace.