Primo giorno di scuola, i bambini ci hanno fatto capire che “ce la faremo”

Tutte le ansie (giustificate) delle mamme, tutti i “se” i “ma” i “come faranno”. Spazzati in un attimo dai bambini, che riescono ad abbracciarsi e dirsi tutto con gli occhi

L’Amica Speciale Semplicemente #unadivoi

14 settembre 2020: primo giorno di scuola. Dopo tante notti insonni per molte mamme e papà, le paranoie pensando a quello che ci aspetta, i (giusti) timori di noi genitori di fronte all’avvio di un anno che si prospetta tra i più difficili da gestire di sempre.

Le mascherine, il distanziamento nelle aule, la gestione delle entrate, delle uscite, dei pasti, della ricreazione. Il materiale didattico da sanificare di continuo. E questi bambini che non possono abbracciarsi, toccarsi, baciarsi. Gli stessi docenti cui sono vietate le carezze (“Sarà strano non accarezzarvi la testa quando non vi viene un esercizio, non chiedervi in prestito la penna perché la mia la perdo sempre”, scrive nel suo bellissimo post Enrico Galiano scrittore e professore amato sul web).

Ma come faranno? Come resisteranno? Come arriveranno a fine anno così? È impensabile.

E invece ce l’hanno  detto loro, i bambini, come si fa. La mattina del 14 settembre, per molti studenti italiani primo giorno di scuola dell’anno scolastico 2020-2012. Semplicemente, magicamente. Perché anche con le mascherine, a un metro di distanza, con i loro zaini da 10 kg sulle spalle (l’unica costante rimasta – ahinoi- invariata), è bastato vedersi, parlarsi, abbracciarsi con gli occhi perché tutto fosse come prima.

E a noi mamme, è bastato osservare la luce dei loro occhi, respirare la loro felicità per sentire sciogliersi quel peso che gravava sul cuore da giorni, allentarsi quella tensione, pensare per un attimo che forse, nonostante tutto, ce la potremmo fare.

Perché saranno loro a insegnarci come andare avanti. Con il loro essere bambini, ragazzi, la loro resilienza di gran lunga migliore della nostra, il loro spirito di adattamento e il loro entusiasmo costante, a prescindere da tutto, dai limiti, dalle regole, dalle restrizioni.

I miei figli in questi giorni non mi hanno mai detto una volta “Ma come faremo  a stare con le mascherine, a non abbracciarci?” La loro unica preoccupazione era soltanto: “Rivedrò finalmente tutti i miei amici? E le mie maestre?

Dopo tutti i mesi di lockdown, scuola a distanza, lezioni e rapporti virtuali, hanno solo voglia di stare fisicamente insieme e vicini. Anche se a 1,5 metri. Chissenefrega di distanze e barriere. Loro superano tutto. E in un capovolgimento di ruoli, quest’anno forse passerà alla storia come quello in cui saranno i bambini, i ragazzi, a insegnare qualcosa a noi adulti.

 

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