Disgrafia e disortografia: come gestirle?

Disgrafia e disortografia: come gestire la scrittura disordinata, illeggibile o scorretta

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Disgrafia e disortografia: come gestire la scrittura disordinata, illeggibile o scorretta per facilitare le attività scolastiche

Cos’è la disgrafia

La disgrafia è il Disturbo Specifico dell’Apprendimento che interessa la scrittura nella sua dimensione manuale, motorio-esecutiva. Si manifesta quando l’operazione dello scrivere risulta ancora lenta e faticosa anche dopo i primi anni di scolarizzazione, quando l’apprendimento delle lettere dovrebbe essere consolidato.

La scrittura è disordinata, la gestione dello spazio sulla pagina confusa, con parole troppo distanziate e altre ammassate in un punto del foglio, frasi che non seguono le righe e che non rispettano i margini. La grandezza delle lettere è variabile, il tratto passa dall’essere eccessivamente calcato all’essere così sottile da risultare impercettibile.

Tutto ciò può dipendere anche da una scorretta postura e impugnatura della penna e il risultato è una scrittura illeggibile, talvolta persino per lo scrivente stesso.

Cos’è la disortografia

Anche la disortografia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento che riguarda la scrittura, ma, a differenza della disgrafia, ha a che fare con la sua correttezza ortografica e grammaticale.

La difficoltà sta nella transcodifica del linguaggio orale in linguaggio scritto. È caratterizzata da:

  • scambi frequenti tra suoni simili come /b/ e /p/, /d/ e /t/, /f/ e /v/, /l/ e /r/
  • omissioni, aggiunte e inversioni di lettere
  • frequente omissione di doppie
  • uso improprio dell’accento
  • errori ortografici nell’uso della H, della Q, dell’apostrofo
  • fusioni e separazioni di parole.

Trattamenti riabilitativi

Se la diagnosi, effettuata al termine della classe seconda della Scuola Primaria, accerta la presenza di disgrafia o disortografia, è bene iniziare un trattamento riabilitativo. I centri SOS Dislessia, per esempio, sotto la direzione scientifica del Prof. Giacomo Stella, svolgono attività clinica, riabilitativa ed educativa a favore dei bambini e degli adulti con dislessia evolutiva.

Si stabilisce, in accordo con la famiglia, un programma di sedute con logopedisti o psicologi con cadenza mono o bisettimanale per una durata complessiva di almeno tre mesi. Il trattamento può essere condotto con l’uso di tecnologie informatiche (prevalentemente programmi di videoscrittura con sintesi vocale); si possono effettuare esercizi motori  per migliorare la coordinazione occhio-mano; si può lavorare sul potenziamento lessicale, che porta con sé anche un’evoluzione delle abilità ortografiche.

Questi interventi riabilitativi possono determinare un miglioramento delle prestazioni di lettura e scrittura anche nel breve termine.

Didattica personalizzata

Oltre al lavoro individuale con gli specialisti, bambini e ragazzi con DSA devono trovare anche a scuola una didattica che tenga conto delle loro difficoltà e valorizzi le loro potenzialità. Una didattica individualizzata e personalizzata, come prescritto dalla Legge 170/2010 che prevede l’introduzione di strumenti compensativi e misure dispensative ad hoc per ogni studente con DSA, per consentirgli di raggiungere gli stessi obiettivi scolastici dei compagni.  Perché si superi l’idea dei Disturbi Specifici di Apprendimento come una malattia da cui guarire e anche l’errata convinzione che le difficoltà scolastiche dei ragazzi e delle ragazze con DSA siano dovute alla semplice mancanza di impegno e ci si metta davvero in gioco per costruire una scuola “Decisamente Super Affascinante”.

 

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