“A 76 anni mi sento come a 20”: Richard Branson continua a stupire il mondo

L’imprenditore filantropo fondatore dell’impero Virgin Group, partito dal niente a 20 anni, a 76 continua a tenere fede al suo motto di vita: “Chi ha detto che non si può fare?”

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Sara Gambero

Giornalista esperta di Spettacolo e Lifestyle

Una laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia del Cinema. Appassionata di libri, film e del mare, ha fatto in modo che il lavoro coincidesse con le sue passioni. Scrive da vent’anni di televisione, celebrities, costume e trend. Sempre con un occhio critico e l'altro divertito.

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A 16 anni era considerato uno studente mediocre a causa dalla grave dislessia lasciò la scuola. I suoi insegnanti pronosticarono che “sarebbe finito in prigione o milionario, magari nella fantascienza”.  Lui ha dimostrato con i fatti che la fantascienza, nel suo caso, è stata poco fanta(sy) e molto reale, e a suon di “Ma chi l’ha detto?” ripetuti a tutti quelli che gli dicevano che non era possibile, ha costruito un impero, il Virgin Group,  fatto di 400 società attive in settori diversi, dalla musica alle telecomunicazioni ai trasporti, ha acquistato un’isola paradisiaca nelle Isole Vergini Britanniche, Necker Island, in cui vive, ha tentato più volte di fare il giro del mondo in mongolfiera (rischiando anche la vita), si è cimentato nelle imprese più incredibili. E anche oggi, che ha compito 76 anni, sfida la genetica e proclama al mondo di sentirsi meglio di un 20enne. Dimostrandolo con foto che documentano la sua incredibile forma fisica (l’ultimo servizio pubblicato su Men’s Health). 

“Mi alleno per 20 minuti in palestra ogni giorno: solo 20 minuti veloci per evitare infortuni”, ha dichiarato proprio a MH. “Le sessioni in palestra servono solo a mantenere il corpo in forma. Voglio essere sicuro che quando avrò 150 anni (testuali parole!), il mio corpo sarà ancora in ottima forma come oggi. La cosa entusiasmante è che penso di poter tenere il passo con i ventenni e i trentenni, nonostante io abbia superato i 70 anni“.

Branson si allena con i pesi solo per mantenere la muscolatura per poter fare quello che gli piace e lo appassiona davvero: kitesurf, tennis, bici in montagna. Anche in questo caso, sport impegnativi solitamente preclusi agli over 70, ma lui se ne infischia e continua a fare quello che più gli piace, contro qualunque limite, sociale o anagrafico.

Sir Richard Branson pratica kitesurf vicino il 9 settembre 2016 a Noosa, in Australia
Getty Images
Sir Richard Branson pratica kitesurf vicino il 9 settembre 2016 a Noosa, in Australia

A chi intorno a lui si lamenta di aver provato e fallito, ricorda sempre “Do not be embarrassed by your failures, learn from them and start again” (Non vergognarti dei tuoi fallimenti, imparaci e ricomincia). D’altronde i suoi primi esperimenti di business, a soli 13 anni, un allevamento di pappagallini e la coltivazione di alberi di Natale si risolsero in un fallimento totale. Eppure anziché togliergli entusiasmo lo spinsero ancor più a riprovarci, per farcela. Mettendoci sempre testa e cuore, intelligenza e coraggio. Perché “The brave may not live forever – But the cautious do not live at all!” (I coraggiosi forse non vivranno per sempre, ma i prudenti non vivono affatto).