Quando la debolezza si trasforma in grandezza: il caso Angela Merkel

Le scuse della Cancelliera federale della Germania diventano un esempio da seguire: anche i grandi possono sbagliare

Lei non è solo il leader del governo tedesco, ma è stata la donna che ha cambiato per sempre il volto economico, politico e sociale di un Paese per 16 anni, un arco temporale molto lungo durante il quale, Angela Merkel, si è trovata ad affrontare crisi finanziarie, colossi del digitale che hanno trasformato il modo di comunicare, ha visto presidenti arrivare e altri andare via.

E forse nessuno, a quei tempi, avrebbe scommesso su una parabola politica così lunga. Con la sua attività, e il pragmatismo che ha sempre caratterizzato la sua persona, la Cancelliera ha ridefinito l’identità della Germania non solo a livello politico ma anche umano in tutta Europa. Apprezzata, stimata e molto spesso temuta, Angela Merkel si è dimostrata un leader affidabile e autorevole. Ma come tutti gli esseri umani, anche lei può commettere errori.

 “Per dirlo con parole chiare: è un errore mio, unicamente mio. Alla fine, in virtù il mio ruolo, sono io a portare la responsabilità ultima per tutto”.

Con queste parole Angela Merkel si è presentata alla stampa: 4 minuti storici, come ha scritto Bild, in cui la Cancelliera ha ammesso di aver preso una scelta sbagliata, di aver deciso le sorti dei cittadini tedeschi senza un’accurata valutazione. Ed eccolo il suo dietro front, un mea culpa mai visto in 16 anni di attività politica. Delle scuse pubbliche, che hanno fatto il giro del mondo e che hanno dimostrato quanto la debolezza può trasformarsi in grandezza.

Tutto è nato a seguito dello Shutdown di Pasqua, un decreto voluto dalla Merkel per blindare, totalmente, la Pasqua dei tedeschi. A seguito di una maratona lunga una giornata intera, avuto con i governatori, la cancelliera aveva dichiarato un lockdown senza precedenti dal 1 al 5 aprile.

Notizia, questa, non accolta bene da un Paese sfinito che porta il peso di mesi di chiusura di ristoranti, negozi, teatri e altre attività, al quale si aggiunge lo scandalo delle mascherine e i lenti ritmi delle vaccinazioni.

Così ecco arrivare l’inversione di marcia: “So che ha provocato ulteriore insicurezza, mi dispiace e chiedo scusa alle cittadine e ai cittadini” – ha dichiarato alla stampa la Cancelliera – “Sono profondamente convinta che batteremo il virus, la strada è in salita, ma alla fine la partita sarà vinta”.

Un gesto, quello delle scuse, che ha scritto un pezzo della storia del Paese e quello della stessa cancelliera che sta per chiudere il suo quarto è unico mandato alla guida della Germania, dimostrando un autoriflessione che in pochi hanno. Perché tutti possono sbagliare, ma non tutti riescono a chiedere scusa. E Angela Merkel lo ha fatto.

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Quando la debolezza si trasforma in grandezza: il caso Angela Merkel