Effetto placebo: cos’è e come funziona

Il placebo è un rimedio che in alcune persone può migliorare i sintomi di un disturbo, nonostante non abbia attività terapeutica

Tatiana Maselli Erborista e Editor specializzata in Salute&Benessere Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, ambientalista e appassionata di alimentazione sana, cosmesi naturale e oli essenziali, scrive per il web dal 2013.

Cos’è

L’effetto placebo è definito come l’azione terapeutica di una sostanza in grado di curare un disturbo senza possedere alcuna attività farmacologica. Un farmaco, infatti, ha proprietà terapeutiche perché formulato con principi attivi che vanno a legarsi su recettori presenti sulla membrana o all’interno delle nostre cellule. In un placebo invece non è presente un principio attivo in grado di generare una risposta fisiologica, oppure è presente in quantità irrilevanti.

Sostanze con funzione placebo sono ad esempio quelle inerti, come le soluzioni fisiologiche, e le sostanze parzialmente inerti, cioè quelle che pur contenendo un principio attivo non possono avere attività farmacologica poiché somministrati in piccole quantità: questo è il caso dei farmaci omeopatici, all’interno dei quali i composti attivi sono talmente diluiti da non poter svolgere un’azione farmacologica.

L’effetto placebo è un fenomeno piuttosto comune che sembra funzionare non solo sugli adulti, ma anche su bambini e animali. Sebbene l’effetto placebo sia spesso percepito come inutile o addirittura dannoso, si tratta di un evento positivo che presenta diversi vantaggi. Il termine placebo significa infatti “piacere” e indica il “fare del bene” al paziente.

Come funziona

Il meccanismo grazie al quale l’effetto placebo funziona non è stato ancora del tutto compreso. Tra le ipotesi, vi è quella che il semplice fatto di prendersi cura di sé o che qualcuno si prenda cura di noi, acceleri la guarigione. L’effetto placebo sarebbe dunque legato a un processo di autoconvincimento: se ci si sta curando assumendo un rimedio, l’aspettativa che quel rimedio funzioni fa sì che ci si senta davvero meglio. Questa teoria è verosimile, poiché si è notato che il placebo agisce maggiormente quando la sua assunzione prevede una forma farmaceutica simile al farmaco (ad esempio capsule, compresse o gocce) un dosaggio specifico e più somministrazioni. Inoltre, a influire sull’efficacia è anche il sapore, il colore, le dimensioni della forma farmaceutica. L’effetto placebo funziona anche quando si assumono farmaci veri e propri, migliorando la buona riuscita di una terapia, ad esempio, se si ha fiducia nel medico che prescrive il farmaco o nella terapia stessa, magari perché un amico o un familiare l’ha seguita con esito positivo.

Un’altra possibilità è che alcune sostanze oggi considerate inerti abbiano in realtà un’azione farmacologica. Moltissime piante ad esempio sono utilizzate da secoli per trattare svariate malattie e, sebbene abbiano mostrato le loro proprietà terapeutiche su migliaia di persone, ad oggi la loro efficacia non è stata ancora dimostrata. In ogni caso, l’effetto placebo sembra funzionare in modo differente tra gli individui e anche nello stesso soggetto in base alle circostanze.

È interessante sapere che oltre all’effetto placebo esiste anche il suo contrario, noto come nocebo. L’effetto nocebo consiste nella comparsa di effetti collaterali dopo aver assunto una sostanza inerte, semplicemente perché si teme che tali effetti si presentino. Il nocebo interessa in genere persone facilmente suggestionabili e funziona con un meccanismo del tutto simile al placebo.

Cosa cura

L’effetto placebo sembra funzionare in modo in modo particolare nei disturbi psicosomatici, cioè nelle manifestazioni influenzate dalla psiche e dall’emotività. La somministrazione di sostanze inerti o semi inerti ha una maggiore efficacia dunque nei disturbi legati all’ansia.

Lo stress e l’ansia possono essere alla base di numerose problematiche: si può ad esempio soffrire di insonnia, disturbi dell’umore, problematiche legate all’apparato gastrointestinale, come digestione lenta e difficile, gonfiore addominale, stipsi o diarrea. Gli stati emotivi possono anche influenzare l’apparato respiratorio provocando asma e tosse o quello muscolo scheletrico, portando a tensioni muscolari e dolori anche cronici.

La nostra mente può dunque influenzare la comparsa di numerosi sintomi e la buona o cattiva riuscita di una terapia, svolgendo un ruolo davvero importante nella comparsa di malattie e nei processi di guarigione.

Vantaggi e svantaggi

L’effetto placebo, spesso descritto come un fenomeno negativo, presenta in realtà diversi vantaggi. Per diversi disturbi, in particolare quelli di origine psicosomatica, non è infatti necessario l’uso di farmaci. Molte persone però, hanno bisogno di assumere un rimedio per avere la sensazione di fare qualcosa per stare meglio. In questi casi, assumere una sostanza inerte è un’ottima soluzione poiché non ha effetti collaterali, controindicazioni o interazioni ed è dunque, in poche parole, innocua e priva di rischi per la salute.

Occorre poi tenere conto del fatto che nei soggetti in cui il placebo funziona, la sua efficacia si somma a quella dei medicinali, potenziandone l’effetto. L’uso del placebo può dunque evitare di assumere farmaci quando non è necessario e anche incrementare l’efficacia di terapie in corso, riducendo il dosaggio e di conseguenza gli effetti indesiderati di farmaci.

Inoltre, un farmaco placebo ha un costo nettamente inferiore rispetto a un tradizionale medicinale. Di contro, in caso di patologie serie, ricorrere al placebo anziché ai farmaci prescritti dal medico può avere conseguenze molto gravi ed è assolutamente da evitare.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Effetto placebo: cos’è e come funziona