Dieta: non abbiate paura dei grassi! Lo dice un esperto

La dieta ricca di grassi è l'ultima indicazione alimentare, sostenuta da recenti ricerche scientifiche, che consiglia di mangiare grassi per dimagrire

La dieta ricca di grassi per dimagrire, è l’ultima indicazione alimentare arrivata in ordine di tempo, in un settore che vede fiorire diete in base a varie teorie, così contrastanti da creare una certa confusione.
La nutrizionista Zana Morris basa la sua dieta dimagrante su un’alimentazione ad alto contenuto di grassi e senza
carboidrati, sostenendo che il grasso è stato ingiustamente demonizzato come la causa principale di obesità, quando in realtà è vero il contrario. In altre parole, è necessario mangiare più grasso per spostare quelli in eccesso.

Una dieta ricca di grassi e povera di carboidrati stimola l’organismo ad utilizzare una parte delle sue riserve di grasso per svolgere le attività giornaliere, con il risultato di perdere peso.
Alla base della teoria, sostenuta comunque da un numero crescente di esperti, ruota il comportamento differente di grassi e zuccheri dal punto di vista metabolico.
Gli zuccheri hanno un tempo di assimilazione molto ridotto rispetto ai grassi, l’energia da loro prodotta è disponibile molto rapidamente, quindi una loro mancanza stimola l’organismo a trarre energia bruciando anche i grassi di riserva.

La sensazione di fame, motivo comune che rende le diete difficili da seguire, diminuisce con una dieta ricca di grassi e proteine per svariati motivi. In primo luogo i chetoni, rilasciati durante il processo di assimilazione dei grassi, tendono a sopprimere l’appetito. La combinazione di grassi e proteine ​​evita anche i livelli bassi di zucchero nel sangue, che causano il desiderio di cibo. Infine i cibi grassi sono psicologicamente soddisfacenti mentre si consumano, si digeriscono molto lentamente e mantengono la sensazione di sazietà più a lungo.

Rimane un punto interrogativo a cui rispondere: una dieta ricca di grassi, soprattutto se saturi, è problematica per quanto riguarda lo sviluppo del colesterolo e dei problemi cardiovascolari?
La risposta è negativa secondo gli scienziati dell’Università di Cambridge, che hanno analizzato i risultati di studi effettuati sul rapporto tra il rischio di malattie di cuore e il consumo di grassi saturi, non avendo trovato alcuna differenza tra i consumi minimi e quelli elevati.
Anche il dott. David Allison, dell’Università di Alabama-Birmingham, sostiene che i veri colpevoli dello sviluppo di colesterolo sono gli zuccheri e i carboidrati, non il grasso o il colesterolo alimentare.

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