Dieta con succo di noni, la bevanda che protegge dall’infiammazione

Il noni è un frutto dalle mille proprietà benefiche, e il suo succo è un toccasana per la nostra salute

Il noni è un frutto di origine polinesiana, dal sapore amaro e molto intenso: nelle popolazioni in cui è più diffusa la sua coltivazione, viene usato per le sue virtù terapeutiche piuttosto spiccate. Da questo frutto si estrae un succo tropicale che, sebbene in commercio si trovi spesso mescolato a quello di altri frutti (come l’uva e i mirtilli), mantiene inalterate quasi tutte le sue proprietà.

Il succo di noni non è particolarmente calorico, ma anche in questo caso dipende dalla miscela che troviamo sugli scaffali del supermercato. In genere, una porzione da 100 ml apporta all’incirca 50 calorie. Il suo contenuto di antiossidanti è piuttosto elevato, e tra questi spiccano il beta carotene (precursore della vitamina A) e gli iridoidi. Quest’ultima sostanza sembra possedere un’importante azione protettiva nei confronti del danno ossidativo provocato dal fumo, diminuendo così il rischio di malattie ad esso collegate.

Un esperimento, i cui risultati sono stati pubblicati su Food Science & Nutrition, ha evidenziato come la somministrazione quotidiana di succo di noni abbia ridotto la formazione dei radicali liberi e la sua conseguente esposizione ai danni ossidativi del DNA in soggetti considerati forti fumatori di sigarette. Un ulteriore studio, condotto sempre su forti fumatori, ha invece rilevato il ruolo di questa bevanda nel ridurre il rischio di sviluppare il cancro. Tuttavia, la sua azione antitumorale deve ancora essere studiata a fondo.

Il succo di noni possiede un’importante attività ipocolesterolemizzante e antinfiammatoria, che potrebbe proteggere la salute del cuore e il diminuire il rischio di insorgenza di patologie legate allo stato infiammatorio cronico dell’organismo. Alcune evidenze scientifiche hanno trovato una correlazione tra le proprietà antiossidanti di questa bevanda e un ridotto livello di colesterolo e di proteina C reattiva nel sangue – quest’ultima è un marcatore generico di infiammazione. Anche in questo caso, però, gli effetti sono stati evidenziati solamente su forti fumatori.

Ancora, gli antiossidanti contenuti nel succo di noni potrebbero essere responsabili della sua azione antidolorifica. Da secoli, le popolazioni polinesiane usano questa bevanda per ridurre il dolore nei soggetti che soffrono di artrite, migliorando la loro qualità della vita. Gli esperti ritengono che l’efficacia del succo di noni nei confronti del dolore artritico sia da imputarsi alle sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti.

La vitamina C, anch’essa contenuta in gran quantità nella bevanda, ha un ruolo importante nel corretto sviluppo del sistema immunitario, mentre la xeronina svolge la sua azione rigenerativa e riparatrice nei confronti delle cellule danneggiate. Infine, il suo consumo sembrerebbe legato ad un aumento dei livelli di endorfine e di serotonina, molecole che migliorano l’umore e donano una sensazione di benessere.

Il succo di noni è controindicato in gravidanza e in allattamento, ma anche nei pazienti che soffrono di problemi renali ed epatici. Inoltre, la bevanda potrebbe avere interazioni con alcuni farmaci diuretici, anticoagulanti e ipertensivi. Per qualsiasi dubbio, non esitate a consultare il vostro medico.

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