Diabete, dieta mediterranea riduce il grasso in eccesso

La scoperta si deve a uno studio italiano presentato in questi giorni durante i lavori del congresso Easd

La dieta mediterranea è in grado di diminuire la steatosi epatica (grasso nel fegato), condizione che riguarda il 70% circa dei pazienti con diagnosi di diabete di tipo 2.

Questa è la conclusione di uno studio presentato nel corso del congresso annuale Easd e condotto da un’equipe di ricercatori della Società Italiana di Diabetologia (SID), che hanno operato presso i laboratori dell’Università Federico II di Napoli.

Grazie al loro lavoro è stato possibile scoprire l’importanza per la salute di una dieta varia e contraddistinta dall’apporto di carboidrati a basso indice glicemico, ma anche di acidi grassi monoinsaturi e di grassi omega. Se si considera anche la presenza di vitamine e polifenoli è facile rendersi conto dell’affinità con la dieta mediterranea, patrimonio UNESCO  regime alimentare tra i più salutari al mondo.

Secondo lo studio sopra ricordato, seguire questo schema aiuterebbe a ridurre del 40% l’accumulo di grasso a livello epatico, con vantaggi concreti per chi soffre di diabete di tipo 2. Intervenire contro la steatosi epatica, condizione che come già detto coinvolge la quasi totalità dei pazienti diabetici, risulta cruciale in quanto il grasso in eccesso nel fegato è un fattore di rischio per le patologie cardiovascolari.

Come ricordato dalla Dottoressa Angela Albarosa Rivellese, membro di SID e accademica presso l’Università Federico II di Napoli, i risultati sono stati ottenuti tramite un intervento nutrizionale controllato sui pazienti coinvolti nella ricerca. La Dottoressa Rivellese ha altresì sottolineato che, grazie a una strategia nutrizionale multifattoriale che si rifa alle caratteristiche originali della dieta mediterranea, è stato possibile raggiungere un traguardo molto importante contro la steatosi epatica non alcolica.

La condizione in questione, come specificato sempre dalla Dottoressa Rivellese, non è solo estremamente diffusa tra i pazienti diabetici ma, oggi come oggi, non può essere affrontata con strategie efficaci. Lo studio sopra ricordato rappresenta quindi una potenziale svolta per il miglioramento della vita quotidiana di tantissime persone in Italia e non solo. Per dare numeri precisi, si ricorda che le diagnosi di diabete nel nostro Paese sono raddoppiate negli ultimi 30 anni (dati Istat risalenti al 2016).

Per fortuna nell’ultimo decennio sono diminuiti i numeri relativi alla mortalità. Dobbiamo dire grazie sia all’anticipazione delle diagnosi sia a studi come quello citato in queste righe, che mettono in primo piano la possibilità di migliorare la propria salute in maniera semplice e cambiando le abitudini alimentari.

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