Il caffè nella dieta: riduce l’appetito e aiuta la digestione

Bevanda tra le più amate al mondo, il caffè è contraddistinto da benefici per la forma fisica che è utile conoscere

Includere il caffè nella dieta può rivelarsi una scelta vantaggiosa per la forma fisica e per la salute in generale. La bevanda più celebre al mondo, ricavata dai semi torrefatti di una pianta del genere Coffea, è infatti utile ai fini della riduzione dell’appetito. Inoltre, contribuisce a migliorare l’efficienza dei processi digestivi.

Prima di entrare nel vivo dei suoi benefici, vediamo assieme qualche informazione sul profilo nutrizionale. In cento grammi di caffè, possiamo trovare diversi nutrienti preziosi. Tra questi è possibile citare il calcio, il fosforo, il potassio e il sodio. Il caffè, inoltre, è una fonte di vitamine del gruppo B, in particolare riboflavina e niacina. A seconda della miscela, si può parlare di una quantità più o meno alta di caffeina.

Bere caffè, come ricordato dagli esperti del gruppo Humanitas, aiuta a stimolare il sistema nervoso centrale e, come ben si sa, ad attenuare la sensazione di sonno. I benefici non finiscono qui! Come sopra accennato, il caffè ha effetto anche sulle secrezioni gastriche e biliari, stimolandole e, di conseguenza, dando un importante contributo al buon funzionamento dei processi digestivi,

Da non dimenticare è anche la sua capacità di ridurre la sensazione di fame. A cosa è dovuta questa proprietà? Come evidenziato dagli esperti della Mayo Clinic, tutto dipende dalla presenza di caffeina. In un articolo pubblicato sul sito della prestigiosa istituzione ospedaliera, si specifica che la caffeina, grazie alla sua efficacia termogenica, può aiutare pure a bruciare calorie. Nonostante questi benefici, gli studiosi raccomandano cautela, specificando che il consumo di caffè da solo non è sufficiente per ottenere risultati importanti per quanto riguarda la perdita di peso.

Chiarito questo aspetto, è bene rammentare che il caffè nella dieta è comunque legato a diversi effetti positivi sulla salute. La famosissima bevanda è infatti ricca di antiossidanti e, secondo alcuni studi, ha pure proprietà antinfiammatorie. Quando la si nomina, è necessario soffermarsi sulla tollerabilità da parte dell’organismo. I parametri in merito sono molto soggettivi: a prescindere dai riferimenti precisi, nel momento in cui si supera la soglia che il corpo è in grado di sopportare sopraggiungono effetti fastidiosi come le palpitazioni, l’insonnia e l’acidità di stomaco.

Da evitare durante l’infanzia, il caffè può peggiorare le condizioni di chi soffre di reflusso gastrico. Per questo motivo, prima di introdurlo nella dieta è il caso di chiedere consiglio al proprio medico curante.

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