Si possono bere caffè e tè in gravidanza? Parola all’esperto

Bere caffè e tè in gravidanza è consentito purché nelle giuste dosi, perché tanti sono i rischi nei quali si può incorrere, anche dopo il parto. Ne abbiamo parlato con il ginecologo.

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Giorgia Marini

Parenting Specialist

Ex avvocato. Blogger, con la laurea sul campo in Problemi di Mammitudine. Da 6 anni scrivo di gravidanza, maternità ed infanzia, sul mio blog “Stato di Grazia a Chi?” e su altre testate online. Racconto la maternità con brio, garbo ed empatia.

Per le donne coffee addicted potrebbe essere un problema bere caffè e tè in gravidanza in quanto va fatto con estrema moderazione, conoscendone anche i relativi rischi sia durante la gestazione che dopo, quando comincia l’allattamento.

Sebbene nella dieta della donna in gravidanza sono poche le rinunce alimentari, purché all’insegna della varietà, riducendo ovviamente ciò che fa male a prescindere dallo stato interessante, per le bevande ci sono più restrizioni.

In questo articolo ci concentreremo sulle dosi corrette da assumere durante la gravidanza, di caffè e tè, per ridurre al limite i rischi nei quali potremmo incorrere  sia durante i tre trimestri, che dopo il parto. Lo faremo anche grazie alle risposte che ci fa fornito il dottor Antonio Simone Laganà, ginecologo.

Caffè e tè in gravidanza: le dosi consigliate

Cominciamo con il dire che caffè e te si possono bere in gravidanza, ma rispettando le dosi consigliate. Tali dosi vanno tenute a mente dal primo al terzo trimestre ma anche dopo il parto, in caso il cui la mamma decidesse di allattare.

Per cui, va benissimo il caffè della colazione, quando serve per svegliarci, e se rientra nella nostra routine, o il tè delle cinque alla vecchia maniera, ma non possiamo andare tanto oltre, come suggerito da riferito Laganà.

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda che il valore massimo di caffeina sia non superiore a 300 mg al giorno. Secondo le linee guida emanate dal Ministero della Salute e dalle maggiori società di ginecologia e ostetricia, durante la gravidanza, è raccomandato non superare il limite di 200 mg al giorno per quanto riguarda l’assunzione di caffeina, che corrisponderebbe ad un massimo di due tazzine di caffè al giorno.

Ma dobbiamo anche considerare che la caffeina è presente anche in altre sostanze, come tè, cioccolato, cola, pertanto, nel caso si assumesse anche una di queste sostanze, andrebbe ulteriormente limitato il consumo di caffè.

Come il caffè, anche il tè va consumato con moderazione, sia per la presenza della teina, sia per le catechine in esso contenute, che possono ridurre l’assorbimento dell’acido folico, fondamentale per prevenire i difetti di chiusura del tubo neurale.

È sempre opportuno fare riferimento alle indicazioni del proprio medico o ginecologo che, in base alla situazione personale della donna in fase gestazionale, sapranno dare i consigli più appropriati”.

Bere caffè e tè in gravidanza
Fonte: iStock
Le dosi di caffeina da non superare in gravidanza

Primo e secondo trimestre: i rischi

Abbiamo da subito premesso quanto sia importante conoscere i rischi connessi al superamento delle dosi consigliate di caffè e te, per evitare di cadere in leggerezze che non ci perdoneremmo mai. Perché, ammettiamolo, se sull’alcol in gravidanza c’è una certa attenzione, anche a livello di messaggi pubblicitari sui danni che possa comportante non solo l’abuso ma anche un consumo moderato, sulla tazzina di caffè di metà mattina, ci sono poche informazioni!

“Alcuni studi e meta-analisi hanno suggerito che anche il consumo di dosi di caffeina al di sotto del livello massimo raccomandato (200 mg/giorno) si associ a potenziali esiti negativi della gravidanza, come aborto spontaneo (soprattutto durante il primo trimestre), ritardo nella crescita fetale, basso peso alla nascita o, al contrario, elevata massa corporea del neonato, oltre a potenziali effetti sull’attività cardiovascolare. Ciò è dovuto al fatto che la caffeina attraversa la barriera della placenta arrivando al feto, il quale non ha ancora gli enzimi per inattivarla efficacemente”.

Terzo trimestre: i rischi

Superati i primi tre mesi di gravidanza che, come sappiamo, sono i più delicati, un po’ come gli ultimi tre sono quelli generalmente più faticosi fisicamente e carichi a livello mentale, dobbiamo continuare fare attenzione in caso non avessimo rinunciato a bere il nostro caffè.

“L’assunzione di caffè o altre sostanze contenenti caffeina potrebbe causare potenziali effetti negativi anche sulla donna come palpitazioni, insonnia e, soprattutto durante il secondo e terzo trimestre, problematiche come pirosi gastrica e reflusso gastro-esofageo. Alla luce di tutto ciò, sarebbe preferibile ridurre maggiormente la dose di caffeina assunta o eliminarne del tutto l’assunzione”.

Sebbene, nel caso di pirosi e reflusso non ci siano rischi sulla gravidanza in senso generale ed assoluto, sarebbe sempre meglio evitare di cadere in queste situazioni di disagio, essendo la gestazione tra l’altro già appesantita da disturbi intestinali.

Bere caffè e tè in gravidanza
Fonte: iStock
Le dosi di caffeina da non superare in gravidanza

Post parto: i rischi

Spiace ricordarlo ma, dopo il parto, per la mamma che allatta, alcune rinunce in termini di consumo di bevande rimangono valide. Facciamo riferimento alla cola, all’alcol (che sarebbe sempre meglio evitare),al  caffè e al tè. Durante l’allattamento, infatti, al neonato viene trasmesso anche quello che la propria mamma ha bevuto e se lei non avesse rinunciato alla caffeina si ritroverà un bebè che abbia più difficoltà a riposare nelle ore deputate al sonno ma anche molta eccitazione generale.

Tuttalpiù, ricordiamoci quanto sia importante per la donna che allatti essere idratata in modo adeguato, in quanto perde molto liquidi durante le poppate. L’idratazione è sempre estremamente importante anche durante la gravidanza, infatti viene raccomandato dagli esperti di bere un corretto quantistico di acqua.

Bere caffè e tè in gravidanza

Cosa bere in gravidanza al posto del caffè

Se qualcuna sta pensano al caffè decaffeinato, va detto che, nonostante l’OMS non si sia espressa al riguardo, la maggior parte della comunità scientifica ritiene che non debbano comunque essere superate le dosi consigliate, essendoci tracce di caffeina in tale bevanda.

“Un valido sostituto del caffè potrebbe essere il caffè d’orzo, che non contiene caffeina, ha proprietà digestive e antinfiammatorie ed è inoltre poco calorico”.

Aggiungiamo alle parole conclusive del dottore che, se qualcuna volesse optare per i succhi di frutta, spesso presenti elle nostre colazioni, sarà necessario verificare il quantitativo di zuccheri indicati sulla confezione, spesso aggiunti rispetto a  quelli già insiti nella frutta stessa in quanto potrebbero essere dannosi per la gravidanza. Sarebbe sempre meglio chiedere al proprio/propria ginecologa, quale possa essere la bevanda sostitutiva prevista nel caso specifico, alla luce della storia clinica della donna.