Acqua in gravidanza: quale e quanta berne

Bere acqua in gravidanza è fondamentale: ecco quanta consumarne e come scegliere quella migliore

Bere acqua in gravidanza è fondamentale per rimanere sempre idratate e fornire all’organismo i sali minerali di cui ha bisogno.

Durante i nove mesi infatti il fabbisogno di acqua aumenta, complice anche alcuni cambiamenti che si realizzano nel corpo. Le donne incinta, non a caso, possiedono un contenuto maggiore di 8 litri d’acqua a causa dell’aumento del volume del sangue materno e del liquido amniotico. Per questo motivo è fondamentale fornire all’organismo quotidianamente almeno due litri d’acqua.

Sì, ma quale bere? Come ben sappiamo le acque non sono tutte uguali, sia naturali che frizzanti. Se siete abituate a bere quella del rubinetto potete continuare a farlo a patto che non sia filtrata. Quando si utilizzano le apposite caraffe con sistemi di filtrazione infatti questo liquido prezioso viene privato di sali minerali di cui la mamma ha bisogno durante la gravidanza.

Verificate sempre che l’acqua proveniente dall’acquedotto del vostro quartiere sia controllata bene. Se viene dichiarata potabile sarà batteriologicamente pura, dunque senza problemi dal punto di vista igienico. Non lasciatevi spaventare nemmeno da un eventuale contenuto di cloro, che solitamente è minimo e non dannoso. Cercate comunque di conoscere con chiarezza la composizione dell’acqua che arriva in casa vostra. Questo perché nel corso della gravidanza aumenta il fabbisogno di vari minerali, fra cui zinco, manganese, rame, calcio e magnesio, che sono importanti sia per la mamma che per il bambino.

In alternativa potete optare per l’acqua in bottiglia, naturale oppure frizzante. In questo caso leggete con attenzione l’etichetta per scegliere quella migliore per voi. Per prima cosa quando acquistate l’acqua al supermercato assicuratevi che sia a km zero e che la sorgente faccia parte della vostra regione.

In seguito valutate i parametri indicati nell’etichetta per non sbagliarvi. Optate soprattutto per le acque con una media mineralizzazione. Fate attenzione che siano calciche, ossia che presentano un’alto contenuto di calcio, preferite poi quelle dotate di un buon equilibrio fra gli oligominerali, con quantità bilanciate. E le acque oligominerali? Non sono dannose per la salute delle mamme, ma la loro bassa concentrazione di minerali le rende poco adatte alla gravidanza.

Acqua in gravidanza: quale e quanta berne