Punto G: esiste? Sì, ecco dove. Forse trovato il centro del piacere femminile

Punto G, questo sconosciuto: esiste o non esiste? Da decenni il presunto centro del piacere femminile e in particolare dell’orgasmo vaginale, moderno quanto irraggiungibile Sacro Graal del sesso, è al centro di dibattiti, dubbi e studi che hanno come obiettivo la sua individuazione. L’ultima ricerca è quella dello studioso Adam Ostrzenski dell’Institute of Gynecology di St. Petersburg, Florida, che assicura di averlo finalmente trovato e ne fornisce addirittura le coordinate, fossero utili agli uomini interessati a una utile stimolazione di quello della compagna.
 

Il punto G dunque, secondo lo scienziato, si trova tra l’apparato genitale e quello urinario femminile e forma un angolo di 35° con la parete laterale dell’uretra. Ostrzenski non è certo avaro di particolari in merito e ci svela anche le dimensioni esatte del punto G: nella zona sopra citata ha rilevato un inspessimento del tessuto della lunghezza di circa 8 millimetri, di larghezza da 3,6 a 1,5 mm e altezza 0,4 mm. Una volta estratto, pare che il tessuto del punto G, molto somigliante al tessuto erettile cavernoso dei genitali maschili e del clitoride, sia estendibile fino a oltre 30 mm e dunque molto elastico.
 

Non è ancora chiaro se la presenza del punto G sia riscontrabile in tutte le donne, ammette lo studioso. Anche perché finora l’esperimento grazie al quale è stato trovato il prezioso tessuto ha riguardato un solo campione, ovvero una anziana 83enne deceduta. Ostrzenski promette però di condurre altri esperimenti nelle prossime settimane per confermare la sua scoperta.

La controversa e misteriosa questione del "Punto G", ancora prima di essere così chiamato in onore del ginecologo Grafenberg, che per primo lo descrisse oltre 50 anni fa, è aperta fin dai tempi più remoti della storia e continua fino ad oggi. Già nell’11esimo secolo infatti antichi testi indiani parlavano di una zona particolarmente sensibile al piacere sessuale situata all’interno della vagina. Fu il professor Jannini dell’Universita’ degli Studi de L’Aquila il primo ad avvistare il famoso punto G tramite un comune esame ginecologico, l’ecografia transvaginale. In realtà tuttavia finora molti studi ne hanno negato l’esistenza, non ancora sufficientemente supportata da evidenze scientifiche.
E dopo 10 secoli, il mistero del punto G rimane tuttora insoluto.

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