GF Vip, Salvo (e gli altri) alla gogna: Cristina Plevani furiosa

Al GF Vip Salvo Patrick, Sergio e Pasquale vengono processati in studio e in Casa. La Plevani si sfoga su Instagram: “Nera contro Signorini e autori”

Il processo si è pubblicamente compiuto. Andando oltre ogni aspettativa. Perché dopo la squalifica di Salvo Veneziano al GF Vip a causa delle sue infelici e pesanti affermazioni su un’altra concorrente, tutti aspettavamo trepidanti  la puntata per scoprire con quale grado e intensità Signorini e gli autori avrebbero “fustigato” i colpevoli. Al plurale, perché insieme a Salvo, nel calderone della gogna, sono finiti anche Patrick, Pasquale e Sergio, gli altri tre highlander del GF. Rei di aver riso alle affermazioni del compare, anziché indignarsi o frenarne l’entusiasmo goliardico.

E non solo Alfonso li ha pubblicamente redarguiti leggendo in diretta la penalità pattuita: andare in un centro antiviolenza femminile ad ascoltare le testimonianze di donne vittime. Ma anche in Casa l’accoglienza di alcuni coinquilini è stata da Tribunale dell’Inquisizione.

I tre, contriti e con la coda fra le gambe, hanno cercato timidamente di giustificarsi, dissociandosi dalle affermazioni di Salvo. Pasquale in particolare ha contestato la punizione di Signorini, non volendo essere associato al “marchio d’infamia”.

In mezzo a tutto questo moralismo, c’è stato anche chi, sia prima che durante e dopo la puntata, ha cercato di frenare e denunciare l’eccessiva demonizzazione dei quattro. Lamentando una buona dose di ipocrisia. In rete infatti, molti si sono detti schifati della gogna mediatica cui hanno sottoposto Salvo & Co. Eccessiva e addirittura pericolosa, l’etichetta di “violento” e misogino appiccicata addosso al pizzaiolo per delle affermazioni sicuramente infelici ma non perentorie. Basti vedere le minacce che sta ricevendo in queste ore la moglie Giusy sui suoi profili social.

Una voce su tutti: Cristina Plevani, vecchia amica di Salvo e Sergio. Che fin dai giorni scorsi aveva detto al sua, difendendo in parte l’ex coinquilino (“ignorante, in questo caso sì, mostro e violento no”). Cristina ha pubblicato un post su Instagram, all’indomani della puntata, dicendosi “nera contro Signorini e gli autori”.

Devo ancora trovare le parole giuste per commentare quello a cui ho assistito ieri sera. Di certo era una gogna mediatica a mio parere, fuori luogo. Ero nera. Ho urlato contro il televisore. Contro Signorini. Contro gli autori.
Questa mattina mi serviva colore, in mezzo a tutto questo grigiume.
Poi sarò ancora in black, in segno di lutto.
@mattino5tv @grandefratellotv #cristinaplevani #grandefratello #mattinocinque #mattino5 #grandefratello #grandefratellovip

I commenti al suo post condividono la sue opinione: “Gogna mediatica, ipocriti, strumentalizzatori, addirittura un centro antiviolenza per delle risate goliardiche e superficiali….”, “Non hanno ucciso nessuno … la stronzata poi di farli parlare con donne abusate hanno toccato il fondo .. i MOSTRI sono altri .. che spettacolo vergognoso .. cosa non si fa per gli ascolti”. “Gogna mediatica a dir poco. Proporre poi di andare al centro antiviolenze a parlar con donne che hanno subito violenza reale l’ho trovato davvero imbarazzante. Signorini pessimo e per fare sta morale da 4 soldi ha strumentalizzato un tema davvero sensibile”.

E ancora: “La squalifica ci stava tutta. La gogna no. Non è un mostro, non picchia le donne ed ha una moglie che lo ama (e spesso giustamente lo cazzia da oltre 20 anni). Farlo passare come un quasi stupratore è stato esagerato. Dovevano squalificarlo e basta. Senza sfruttare il caso per alzare lo share e fare una morale ipocrita su un tema cosi delicato. Anche la gogna agli altre tre ex gieffini è stata ridicola. Per quanto pure loro siano in torto, credo che la loro risata vada inquadrata nel contesto di un momento di stupidità dopo giorni di reclusione sentendo le cazzate dette da Salvo. E che non meritassero addirittura la pretesa di andare in un centro antiviolenza per espiare la loro colpa, come fossero criminali”.

“Pasquale ha fatto bene ad indignarsi: associare i loro nomi alla violenza sulle donne , mi è sembrato veramente eccessivo. se avessero veramente lanciare un segnale forte, avrebbero dovuto invitare tutti i partecipanti al #gf20 ad ascoltare queste storie”.

Ecco, forse anziché metterli tutti e quattro al muro, si sarebbe potuto proporre di ascoltare tutti insieme le testimonianze reali di donne vittime di violenza. Per rendersi-tutti-conto della gravità del problema e dell’importanza delle parole. Dall’una come dall’altra parte.

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