“Michele Merlo si poteva salvare”. E la rabbia si aggiunge al dolore

Michele Merlo si poteva salvare secondo la superperizia, ed è così che la rabbia si aggiunge al dolore della perdita di un giovane artista

Michele Merlo poteva essere salvato. L’esito della superperizia ha fatto luce su una vicenda che ha lasciato tutti senza parole. Come dimenticare quel ragazzo la cui fama è giunta proprio sui banchi di scuola di Amici di Maria De Filippi? Il suo sorriso, la voglia di realizzare un sogno, di entrare nel cuore di tutti. Poi, la sua morte, improvvisa, straziante, che ora sappiamo poteva essere evitata. E facciamo fatica ancora oggi, a distanza di più di un anno, a elaborarla. Ad accettarla.

Michele Merlo, l’esito della superperizia: poteva salvarsi

Ad avere pubblicato l’esito della superperizia, disposta dal gip di Vicenza, è stato Il Corriere del Veneto. Il cantante vicentino, Michele Merlo, è morto il 6 giugno 2021. A distanza di oltre un anno, fa ancora male, ma soprattutto rumore. Un giovane ragazzo la cui vita è stata spezzata per una diagnosi sbagliata. Perché, se fosse andata diversamente, se l’ematoma alla gamba fosse stato diagnosticato come un sintomo della malattia – non invece come uno strappo muscolare – avrebbe potuto salvarsi, tanto da stimare una probabilità tra il 79 e l’87%.

La conclusione della perizia ha così spazzato ogni dubbio e ombra sull’episodio. Ed è così che la rabbia si è aggiunta al dolore. Due sentimenti forti, contrastanti, che scuotono l’animo di tutti, soprattutto dei genitori di Michele MerloDomenico e Katia – che hanno dovuto affrontare la perdita. Ma non superarla. Perché come si potrebbe superare la morte di un figlio che avrebbe potuto continuare a vivere la sua vita, inseguire i suoi sogni?

Nei giorni precedenti al decesso, avvenuto per una leucemia fulminante all’Ospedale Maggiore di Bologna, le condizioni di Merlo sono peggiorate rapidamente. Febbre, placche, mal di gola, l’ematoma sulla gamba sinistra. Ma non aveva uno strappo muscolare, né una tonsillite: quell’ematoma era il primo segnale del tumore che aveva iniziato a intaccare le cellule del sangue.

La rabbia di Domenico Merlo, il padre di Michele

In concomitanza con l’anniversario della morte di Michele, il padre Domenico ha rilasciato un’intervista a Il Resto del Carlino, dove ha raccontato tutta la sua rabbia. “Da un anno sono arrabbiato. Per questo non lascerò mai perdere e lotterò finché i responsabili pagheranno. Non per vendetta, ma per impedire che altri debbano affrontare ciò che abbiamo patito noi”.

Nessuno, fino a oggi, ha dato la certezza assoluta della salvezza di suo figlio. E il gip Nicolò Gianesini avrà l’ultima parola sulla perizia, che dovrà ufficializzare le probabilità di salvezza di Michele, e valutare l’operato del Dottor Pantaleo Vitaliano, il medico di base che verificò lo stato di salute del cantante il 26 maggio 2021. Del resto, a quell’ultimo controllo disposto per il 31 maggio, Michele non si presentò.

Ed è è proprio in virtù di quanto successo che Katia e Domenico hanno scelto di lottare. Adesso si è aggiunto un altro tassello importante verso la verità, per chiarire le condizioni di Michele. Nulla potrà mai forse lenire il dolore dei due genitori. Eppure, il senso di giustizia mosso dal profondo del loro cuore rende onore alla memoria dell’amato figlio Michele, e a tutti coloro a cui abbiamo dovuto dire addio troppo presto.