Massimo Ranieri compie 75 anni: ieri e oggi dello scugnizzo della musica italiana

Dai vicoli di Napoli ai palchi internazionali, Massimo Ranieri festeggia i suoi primi 75 anni senza perdere il suo spirito popolare

Foto di Giorgia Sdei

Giorgia Sdei

Giornalista pubblicista, esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

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Settantacinque anni e non sentirli. Massimo Ranieri celebra un traguardo importante portando con sé una storia artistica che attraversa decenni di spettacolo italiano. Cantante, attore, showman e regista, il suo percorso racconta non solo un talento fuori dal comune, ma anche un legame profondo con le sue origini e con il pubblico. Quale miglior modo per augurare buon compleanno all’eterno scugnizzo se non ricordando le tappe più importanti di una carriera ancora in evoluzione?

Massimo Ranieri, 75 anni tra musica e palcoscenico

Nato a Napoli il 3 maggio 1951 con il nome di Giovanni Calone, Massimo Ranieri è uno di quegli artisti che sembrano appartenere a più epoche contemporaneamente. Cresciuto in una famiglia numerosa, ha iniziato a lavorare giovanissimo, dividendo le giornate tra piccoli impieghi e le prime esibizioni nei locali. È proprio lì che nasce la sua voce, intensa e riconoscibile, capace di trasformare ogni canzone in un racconto che tocca le corde più profonde di tutti noi.

Il debutto vero arriva negli anni Sessanta, quando ancora adolescente si fa notare nel mondo discografico e comincia a esibirsi anche all’estero. Prima di diventare Massimo Ranieri, però, si presenta con un nome che oggi fa sorridere: Gianni Rock. Un omaggio alla musica americana e a un immaginario lontano, che presto lascia spazio a un’identità più personale. Quella che lo renderà una vera icona.

Il successo non tarda ad arrivare. Brani come Rose rosse, Se bruciasse la città e l’intramontabile Perdere l’amore diventano colonne sonore di intere generazioni, mentre le partecipazioni al Festival di Sanremo consolidano la sua presenza nel panorama musicale italiano. Ma fermarsi alla musica sarebbe riduttivo.

Dal teatro alla regia

Nel corso degli anni, Ranieri ha costruito una carriera trasversale, passando con naturalezza dalla canzone al teatro, dal cinema alla televisione. Ha lavorato con grandi nomi dello spettacolo, da Anna Magnani a Ottavia Piccolo, da Enrico Maria Salerno a John Turturro e Kirk Douglas, sotto la guida di registi come Giorgio Strehler e Mauro Bolognini, dimostrando una versatilità rara.

Sul palco teatrale si misura con Shakespeare, Pirandello e Molière, mentre al cinema debutta giovanissimo e conquista subito l’attenzione della critica. Non meno significativa è la sua attività televisiva, dove riesce a mescolare alla grande intrattenimento e racconto personale, mantenendo sempre uno stile elegante ma divertente che conquista proprio tutti, dalle nonne ai bambini. Negli anni Duemila sorprende ancora, cimentandosi anche nella regia d’opera. Un passaggio che conferma la sua voglia di sperimentare e di mettersi in gioco, senza mai restare fermo su un solo linguaggio artistico.

E poi c’è Napoli, presenza costante nella sua carriera. Ranieri ha spesso reinterpretato la tradizione musicale partenopea portandola su palchi nazionali e internazionali con uno sguardo contemporaneo.

Massimo Ranieri, la vita privata e il rapporto con la figlia

Se la carriera è sempre stata sotto i riflettori, la vita privata di Massimo Ranieri è rimasta a lungo lontana dal clamore mediatico. L’artista ha più volte raccontato il rapporto complesso con l’amore (nonostante sia il filo conduttore di tutte le sue canzoni) spiegando di aver dedicato gran parte della sua vita al lavoro spesso a discapito del resto.

Tra le pagine più delicate della sua storia personale c’è quella legata alla figlia Cristiana, nata all’inizio degli anni Settanta e riconosciuta molti anni dopo solo nel 1995. Una vicenda che lo stesso Ranieri ha raccontato più volte senza filtri – ammettendo errori e scelte difficili – e che nel tempo si è trasformata in un rapporto ritrovato e ricostruito.

Oggi, a 75 anni, Massimo Ranieri continua a portare in scena i suoi spettacoli e la sua musica con la stessa energia degli esordi. Il percorso è quello di un artista che non ha mai smesso di evolversi, restando autentico e fedele a se stesso e proprio per questo molto amato da tutti.