Nove rimbalzi contro la Repubblica Ceca, altri nove contro gli Stati Uniti: chi ha seguito le prime due uscite dell’Italia al Mondiale 2026 ha imparato in fretta a cercare il numero 13 sotto il tabellone. Lorela Cubaj riempie di rado la casella dei punti, ma a Berlino, dove le Azzurre sono tornate a giocare una rassegna iridata dopo trentadue anni di assenza, il suo lavoro sporco sotto le plance è diventato uno dei fondamentali della squadra di Andrea Capobianco. E la domanda che rimbalza puntuale ogni volta che la telecamera la inquadra accanto alle avversarie è sempre la stessa: qual è la sua altezza?
Quanto è alta Lorela Cubaj, il centro azzurro cresciuto a Terni
L’altezza di Lorela Cubaj è di 1,92 metri, secondo il roster ufficiale diramato dalla FIP per la rassegna iridata. Diverse schede internazionali la indicano invece in 1,93 (sei piedi e quattro pollici), con un peso attorno ai 91 chili: uno scarto di un centimetro che dipende semplicemente dalla fonte del rilevamento. In ogni caso, insieme a Olbis Andrè, è la giocatrice più alta a disposizione del commissario tecnico. In un gruppo costruito su esterne rapide e di piccola taglia – Mariella Santucci 1,70, Costanza Verona 1,75, Matilde Villa 1,77 – quei centimetri sotto canestro pesano parecchio.
Non possiamo però ridurre tutto alla statura, perché sarebbe ingeneroso. Nata a Terni l’8 gennaio 1999 da famiglia di origini albanesi, cresciuta nel vivaio del Pink Basket prima del passaggio alla Reyer Venezia, la cestista ha costruito la propria reputazione negli Stati Uniti: cinque stagioni a Georgia Tech e due riconoscimenti consecutivi come miglior difensore della ACC, nel 2021 e nel 2022. Premi che si conquistano con i piedi, con il tempismo e con la lettura degli spazi, non soltanto con l’apertura alare. Nel 2022 è arrivata la chiamata al draft WNBA con la scelta numero 18 da parte di Seattle, poi girata a New York; oggi è di nuovo in laguna, dove nel 2024 ha vinto lo scudetto.
Lorela Cubaj ai Mondiali di basket femminile 2026: il rendimento a Berlino
Nel torneo tedesco, in scena dal 4 al 13 settembre tra la Max-Schmeling-Halle e la Berlin Arena, Cubaj è una presenza fissa nel quintetto iniziale. All’esordio contro la Repubblica Ceca, chiuso sul 63-54 per le Azzurre, ha messo insieme 5 punti e 9 rimbalzi, un assist e un eloquente +11 di plus/minus: nessuna compagna ha fatto meglio a rimbalzo in una partita vinta soprattutto grazie al dominio sotto le plance, 42 carambole recuperate contro le 32 delle avversarie.
Due giorni più tardi, nel confronto con gli Stati Uniti perso di misura per 55-52, la casella dei punti è rimasta vuota. I 9 rimbalzi catturati anche in quell’occasione raccontano però un’altra storia: contro il roster più profondo del Pianeta, l’Italia ha retto per quaranta minuti proprio perché ha concesso pochissimi secondi tiri, alternando difesa a uomo e zona.
Il bilancio del girone D ha già consegnato alle Azzurre la qualificazione alla fase a eliminazione diretta, con i quarti in programma giovedì 10 settembre. Resta da giocare la sfida alla Cina, un altro test in cui la fisicità sotto canestro peserà sul piazzamento finale. In questa Nazionale femminile che ha ritrovato il palcoscenico mondiale dopo un’attesa lunghissima, il faro tecnico resta Cecilia Zandalasini. Ma è nell’area piccola, dove Cubaj e Andrè si dividono i compiti più ingrati, che si decide quanto lontano potrà arrivare questa Italia.