Giovanni Allevi, chi era la sorella Maria Stella morta nel 2022

Maria Stella Allevi era l'amatissima sorella del compositore Giovanni, morta nel 2022 e alla quale quattro anni dopo ha dedicato una splendida sinfonia

Foto di Nicoletta Fersini

Nicoletta Fersini

Giornalista, Content Editor, SEO Copywriter

Giornalista ed evocatrice di parole: appassionata di lifestyle, tv e attualità. Inguaribile curiosa, osserva il mondo. Spesso sorseggiando un calice di vino.

Aggiornato: 3 min di lettura

Chiedi a DiLei

Un dramma ha colpito Giovanni Allevi e la sua famiglia. Era il luglio 2022 quando la sorella Maria Stella è stata trovata morta nella sua abitazione di Ascoli Piceno. Docente di professione, ad accorgersi che qualcosa non andava un familiare che non sarebbe riuscito a mettersi in contatto con lei, tanto da decidere di lanciare l’allarme. Un momento difficile per il musicista e compositore che aveva raccontato da poco di aver scoperto di avere un mieloma, iniziando il suo percorso di cure contro la malattia.

Cosa sappiamo di Maria Stella Allevi

Classe 1965, Maria Stella Allevi viveva ad Ascoli Piceno, dove insegnava diritto presso l’Istituto Tecnico-Agrario Ulpiani. Come il fratello Giovanni era molto riservata in merito alla sua vita privata, ma si sa che aveva in parte seguito le orme di quasi tutto il resto della famiglia. Figli d’arte – la madre Fiorella era cantante lirica e il padre Nazzareno clarinettista -, entrambi si erano diplomati al conservatorio. L’unico a non seguire la passione di famiglia è stato il fratello Bruno, il più piccolo dei tre, che si è dedicato al giornalismo e alla comunicazione.

Nell’aprile del 2022, ospite del format Stories su Sky TG24, Giovanni Allevi aveva rievocato l’infanzia trascorsa a stretto contatto con la musica classica e il ruolo svolto dalla sorella maggiore, ricordando come Maria Stella avesse intrapreso lo studio dello strumento prima di lui e come i genitori cercassero di distoglierlo dal pianoforte: “Non volevano assolutamente che toccassi il pianoforte, solo mia sorella lo poteva suonare“.  Una scelta motivata dal desiderio di preservarlo “dai rischi che una vita fatta di musica comporta”. Regola che il giovane Giovanni scelse comunque di infrangere, dando avvio alla propria carriera musicale.

Giovanni Allevi e il dolore per la morte della sorella

La notizia della morte della sorella è arrivata in un momento già complicato e carico di sofferenza per Giovanni Allevi. Di recente aveva annunciato di aver ricevuto la diagnosi di mieloma, condividendo su Instagram parole di forza e coraggio, ma anche di fragilità. Proprio quelle che ci si aspetta in momenti così dolorosi.

“Il primo giorno di ricovero ho iniziato a scrivere un brano per violoncello e orchestra, ispirato da quella melodia – aveva scritto -. Mi sono entusiasmato all’idea che la composizione del brano avrebbe accompagnato tutto il tempo della terapia, come fosse un diario di emozioni fatto solo di note, e quando la mia battaglia sarebbe finita, avrei celebrato la vittoria sulla malattia dirigendo ‘Mieloma’ in teatro, con un grande solista al violoncello. La composizione mi sta assorbendo giorno e notte. È pura follia, lotta, dolore, ebbrezza, entusiasmo, gioia sfrenata, meditazione”.

La sinfonia dedicata a Maria Stella

Quattro anni dopo la morte della sorella, Giovanni Allevi è tornato a parlare del loro legame e dell’impatto devastante che la sua scomparsa ha avuto nel momento in cui stava affrontando la scoperta malattia. A lei ha dedicato la sinfonia Lost Time Symphony (“Sinfonia del tempo perduto”), un’opera della durata di 10 minuti in un unico movimento, che traduce in musica il vuoto lasciato dalla sorella e il lungo silenzio emotivo seguito alla sua morte.

“In pochi giorni ho conosciuto il buio, l’esistenza nella sua veste più cruda – ha detto -. E dal buio ha origine la melodia straziante, l’urlo di dolore che ho compresso per tre anni, ora manifestato in musica”. “La sua voce io la sento dentro nel cuore, il dialogo non si è mai interrotto”, ha aggiunto, spiegando che in questi ultimi anni: “Tra lo sgomento della sua perdita e il mio tumore non ho versato una lacrima, poi il dolore si è manifestato in questa sinfonia”.