Chi era Costanza Cappelli, la Connie dei social

Costanza Cappelli era conosciuta sui social come La Connie: era una content creator, social media manager e grande appassionata di interior design

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Claudia D'Alessandro

Giornalista, esperta di Spettacolo e Content Editor

Giornalista e content creator, si nutre da sempre di cultura e spettacolo. Scrive, legge e fugge al mare, quando ha bisogno di riconciliarsi col mondo.

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Costanza Cappelli era conosciuta sui social come La Connie: content creator, social media manager e grande appassionata di interior design, negli anni aveva costruito attorno al suo profilo Instagram una community di oltre 43mila persone, conquistate soprattutto dal suo modo personale di raccontare la casa, gli spazi e la quotidianità.

Costanza è morta a pochi mesi dalla scoperta di una grave malattia, lasciando la figlia Nina, il marito Giacomo e tantissime persone che in queste ore la stanno ricordando sui social.

Chi era Costanza Cappelli, La Connie dei social

Dietro La Connie c’era una formazione profondamente legata alla creatività. Costanza Cappelli aveva studiato al Polimoda di Firenze e si era laureata in Disegno industriale per la moda. In seguito aveva scelto di approfondire un’altra delle sue grandi passioni conseguendo un master in Interior Design a Palazzo Spinelli, sempre a Firenze.

Il digitale era entrato presto anche nella sua vita professionale: dal 2009 aveva iniziato a lavorare come social media manager per diversi brand e parallelamente si era dedicata a un blog, chiuso ormai da tempo. Negli anni Instagram era diventato il suo spazio principale, nel quale La Connie aveva trovato il linguaggio più adatto per raccontarsi e condividere le proprie passioni.

Al centro c’era soprattutto l’arredamento: più che trasformare completamente una casa, la creator amava lavorare su ciò che già esisteva, cercando di rendere gli ambienti più armoniosi attraverso colori, materiali, illuminazione e disposizione degli arredi. Una passione diventata anche una professione: oltre ai contenuti pubblicati online, offriva consulenze di interior design, a distanza oppure direttamente nelle abitazioni.

Costanza nel tempo aveva condiviso con la sua community non soltanto consigli su case e arredamento, ma anche frammenti della sua quotidianità e della vita familiare: una dimensione nella quale aveva trovato spazio anche sua figlia Nina, di 13 anni, la luce dei suoi occhi.

La malattia raccontata sui social

È stata la stessa Costanza, nell’estate 2026, a raccontare alla sua community che qualcosa nella sua vita era improvvisamente cambiato. Aveva spiegato di aver scoperto il 20 luglio quello che aveva definito un “brutto male”, senza rendere pubblica una diagnosi più precisa. Da quel momento erano iniziati esami, visite e operazioni, mentre la quotidianità fatta di lavoro, famiglia e progetti si era improvvisamente fermata.

Nel messaggio con cui aveva deciso di parlare della malattia aveva scelto parole misurate, spiegando di non sapere quanto avrebbe avuto voglia di condividere di quel percorso. Aveva però indicato il modo in cui avrebbe provato ad affrontarlo: “Un giorno alla volta”. E soprattutto aveva chiesto alla sua community delicatezza nei confronti di Nina e della sua famiglia.

A conclusione del post una frase significativa: “Fluctuat nec mergitur“, il motto latino legato alla città di Parigi che significa, letteralmente, “è battuta dalle onde, ma non affonda”. Dopo la notizia della morte di Costanza Cappelli, il suo profilo si è riempito di messaggi di affetto e di cordoglio: in tanti la ricordano come una presenza autentica, capace di creare rapporti sinceri, capaci di andare oltre lo schermo.

Il marito ha voluto lasciare su Instagram un ultimo saluto a chi l’ha seguita con affetto negli anni: “Costanza ha condiviso qui una parte importante della sua vita, dei suoi pensieri, delle sue passioni e delle sue battaglie. E voi, in questi anni, le siete stati accanto in tanti modi. Questo profilo rimarrà qui, come rimarrà tutto ciò che Connie ha lasciato nelle persone che l’hanno amata. Nina ed io vi ringraziamo per l’affetto che le avete dimostrato”.