XF, terzo Live: la fiera delle stecche. Ma il buonismo dei giudici assolve tutti

Al terzo Live di XF fioccano stecche e mediocrità. E mentre il buonismo dei giudici sorvola su tutto, Teo Bok, Patrizia e Alex (Clark Kent) Fontana giocano un campionato a parte

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Sara Gambero

Giornalista esperta di Spettacolo e Lifestyle

Una laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia del Cinema. Appassionata di libri, film e del mare, ha fatto in modo che il lavoro coincidesse con le sue passioni. Scrive da vent’anni di televisione, celebrities, costume e trend. Sempre con un occhio critico e l'altro divertito.

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XF 2026, al terzo Live arriva il conto ed escono le magagne, ovvero  i problemi a monte di alcune promozioni sbagliate dei giudici alle Last Call. Sì perché dopo gli innegabili problemi tecnici delle scorse puntate, ieri sera, salvo alcune eccezioni, i cantanti hanno dato il peggio di sé, tra assegnazioni sbagliate e performance ai limiti del karaoke di paese. Il pubblico da casa, e noi con loro, si chiede come i giudici possano ipocritamente ignorare tutto questo e sperticarsi in complimenti esagerati. The show must go on, per carità, ma lo strazio uditivo pure. E non è piacevole.

Ovviamente le performance scadenti sono anche colpa di assegnazioni non sempre adeguate e selezioni a monte sbagliate. Ne va da sé che i giudici cerchino di giustificare con le unghie e con i denti le proprie scelte. Ma mai come quest’anno si sta assistendo ad un livello scadente. Anzi, a voler essere precisi, mai come quest’anno si assiste ad una forbice squilibrata tra i concorrenti: da una parte una manciata di fuoriclasse (Patrizia, Giacomo, Teo Bok, Fontana)  e dall’altra una serie di concorrenti che, senza voler troppo infierire, probabilmente non erano ancora pronti per quel palco.

Ieri sera il povero Lenanie non ha preso una nota manco a lanciargliela addosso, è stato uno strazio anche nel cavallo di battaglia al ballottaggio finale (“Poi ad una certa bisognerebbe anche saper cantare”, scrivono su X). Così pure Manuel. Anche Camilla, una delle preferite del pubblico, sembrava a disagio e decisamente imprecisa e fuori forma nell’assegnazione della propria giudice Paola – Be my Baby dei Ronettes- , e Alia, partita come un fenomeno, sta evidenziando tutti i suoi limiti, in primis linguistici.  Ieri sera Mamma mia!, nel vero senso della parola: “Ha ABBAttuto una hot epocale” (cit. social). Come se non bastasse, ha pure scordato di indossare gli in ear, beccandosi il cazziatone di Jake.

Lenanie e Manuel al ballottaggio finale del terzo Live di XF 2026
IPA
Lenanie e Manuel al ballottaggio finale del terzo Live di XF 2026

Eppure, per i giudici è tutto un: “Bellissima esibizione, bravissimo, complimenti” . L’ipocrisia è imbarazzante” lamentano da casa, e comincia davvero a venire una nostalgia canaglia di Manuel Agnelli o di cavallo pazzo Morgan. Due che gli si poteva dire tutto, tranne che fossero buonisti o falsi nei giudizi.

Chiediamo quindi a gran voce, che tra una battuta di Jake, una freddura di Gabbani, un sorriso dolcissimo di Irama e un dialettismo comico di Paola – tra l’altro dotata di una cultura musicale incredibile, chapeau! – regalino un po’ più di onestà intellettuale nei giudizi. Perché il pubblico non è sordo.

Altre cose degne di note:

Jake sta facendo di tutto per affossare Teo Bok: pare il bulletto delle medie contro il più secchione della classe che per sua sfortuna è pure figo e popolare. Livello di rosicata smisurato.

Tra Paola e Gabbani il dissing continua. Dopo la critica di Gabba della scorsa settimana sulla scorrettezza di cambiare completamente la melodia (XF dovrebbe essere un programma basato sulle cover, non su pezzi riscritti completamente), Paola gli fa notare di aver cambiato, zitto zitto, le sequenze della sua assegnazione . Lui cerca di metterla in mezzo e lei chiosa: “Guarda Gabba che mentre tu andavi io già tornavo”.

Irama è dolcissimo e bellissimo. Ma sulle assegnazioni – ad unica eccezione di Patrizia, ieri sera-  è decisamente no.

Patrizia e Teo Bok giocano un campionato a parte: lui è già un performer navigato, fatto e scritturato (molti lamentano non a caso la disparità evidente tra chi ha bisogno di XF e chi, come lui, ha già avuto una cadidatura ai Grammy), lei un diamante grezzo, che nonostante la genuina inconsapevolezza della propria bravura e il padre che rema contro, probabilmente vincerà XF. Sempre che non venga alla fine surclassata dal vero fenomeno Alex Fontana, l’under dog di quest’anno, anzi vero supereroe del programma: da Clark Kent nel loft a Super Man-Bono Vox sul palco. Una trasformazione prodigiosa, incredibile e indubbiamente degna di vittoria. Ai posteri.