Con il secondo Live di X Factor 2026 si entra nel vivo della gara, che significa soprattutto una cosa da sempre: i giudici calano la maschera indossata alle Audition del volemose bene, sfoderano gli artigli e cominciano a giocare davvero, con strategia, per portare uno dei propri ragazzi alla vittoria.
Ieri sera, in particolare, è stato un gioco al massacro di Gabbani: forse perché graziato dal rientro di Teo Bok, che ha sostituito la sua prima eliminata e riportato la sua squadra al completo, forse perché proprio Bok è un elemento talmente divisivo e temuto da scatenare inevitabilmente bisboccia, fatto sta che più di una volta la pacata Giorgia è dovuta intervenire per placare gli animi e riportare il focus sulla gara.
Per il resto, andiamo per punti a sottolineare i momenti salienti della puntata
- Alla fine è uscita Veronica, la brava ma troppo ansiosa cantante di Jake, finita per la seconda volta al ballottaggio e non più graziata. Peccato perché al netto dell’emotività aveva una gran bella voce e non sapremo mai con chi limonava nel loft (cit. Jake).
- Gabbani è senza dubbio il giudice più “bullizzato” dai colleghi. Ogni sua critica viene stroncata a priori, anche quando ha palesemente ragione (il testo riscritto in toto di Fossati nun se po fa’, Irama), in rete criticano la sua eccessiva pignoleria e le freddure spesso fuori luogo. Su una cosa però è inattaccabile: la sua notevole preparazione e cultura musicale, che lo rendono talvolta saccente ma senza dubbio sempre centrato nelle osservazioni.
- Jake è il più simpatico ma anche permaloso del gruppo: va tutto bene finché non si attacca uno dei suoi. Lì babbo Orso sfodera i dentoni. E sul rap si sente il Kendrick Lamar della Madonnina, tanto da stroncare il temuto Teo sull’unica cosa nella quale non era stato eccellente.
- La vera rivelazione di questa edizione, al netto delle strepitose voci femminili di Camilla e Patrizia, è senza dubbio l’under dog Alessandro Fontana: uno che quando parla pare Topo Gigio, quando canta Bono Vox. Attenzione perché Fontana potrebbe davvero rivelarsi l’outsider vincente. Basta levare i comodini dal loft: è finito al pronto soccorso per una frattura del dito e costretto a cantare col piede alzato. Solo per questo meriterebbe la finale ad honorem.
- Qualcuno dica a Irama che le sue presentazioni sono incomprensibili quasi quanto come le ricette del mio medico. Ma chi gliele scrive? (Ah sì: il mio medico)
- Teo Bok entra col botto e fa tutto benissimo: canta, balla, ammicca, non sbaglia un nota o un movimento pelvico. Sui social ha più follower dell’ospite internazionale di ieri sera (non è una battuta: 428mila contro 137mila). Talentuoso, sorridente, educato, è un performer nato e non gli si può dire niente, anche se tutti ci provano. La sola remora che si potrebbe fare è: ha davvero bisogno lui, artista già affermato con una candidatura ai grammy, di una vetrina come X Factor, destinata più agli artisti sconosciuti?
- I fonici, per scusarsi del pasticciaccio del primo Live hanno introdotto a sospresa durante le esibizioni dei Mad Dog il secondo ospite internazionale: i Chipmunk. Il frontman ad un certo punto si è trasformato a sua insaputa in Alvin Superstar.
- Alla fine del programma, oltre al nome del vincitore, chiediamo a gran voce anche quello della costumista geniale ma evidentemente sotto trip di Paola e l’hair stylist di Irama, passato dalle meches al castano mocassino. Aiuto.