Giovedì 29 ottobre il palco di X Factor si è acceso per il secondo Live Show. Dopo una prima puntata di rodaggio con debutti emozionanti e prime scintille tra i giudici, è arrivato il momento di fare sul serio.
Per i concorrenti non basta più cantare bene: bisogna dimostrare di avere qualcosa in più. La strada verso la finale è ancora lunga, ma ogni puntata presenta il suo conto: qualcuno deve lasciare la gara e conquistare il pubblico diventa sempre più importante. E i giudici, che lo sanno, iniziano a tirare fuori le unghie. Le nostre pagelle.
Indice
Giorgia, arbitro in mezzo alle polemiche (8)
Siamo solo al secondo Live e Giorgia si ritrova già a fare da arbitro tra i giudici. Per fortuna c’è lei, che prova a spegnere polemiche spesso sterili e a riportare l’attenzione sulla gara. Ma soprattutto, sa stare vicino ai concorrenti quando al tavolo volano parole e frecciatine, mentre loro restano lì, in attesa di capire se la propria esibizione sarà giudicata per quello che è o finirà in secondo piano rispetto alle discussioni. I suoi abbracci e gli sguardi dicono tutto: a un certo punto sarebbe bello ricordarsi che sul palco ci sono anche i cantanti.
Squadra di Paola Iezzi
Mad-Dog, attitudine British e un piccolo inconveniente (8)
Con Mrs. Robinson di Simon & Garfunkel, nella versione dei Lemonheads, i Mad-Dog confermano l’attitudine tutta British che già ci aveva conquistati al primo Live e che per un attimo ci fa dimenticare che arrivano dalla Sardegna.
La canzone è uno spettacolo e loro la portano a casa benissimo: il cantante con l’occhio sbarrato, il muro di suono e quell’energia che li rende credibili fino in fondo. Il rischio era di ritrovarsi davanti a una band da ballo del liceo americano: un ostacolo che loro hanno sorpassato alla grande. L’effetto chipmunk sulla voce del cantante è stato un imprevisto tecnico, ma alla fine quasi ci sta: in mezzo a quell’attitudine un po’ folle, ha reso la performance ancora più imprevedibile.
Manu, il cuore c’è ma la voce traballa (6,5)
Manu ha dimostrato in queste prime settimane di essere un cuore dolce, e Paola non poteva che affidargli I romantici di Tommaso Paradiso. Complice anche il presunto flirt nato nel loft, sulla carta era l’assegnazione perfetta per lui, sia per vocalità sia per tematica. Peccato che l’esibizione sia stata un po’ traballante, con qualche stonatura che si è fatta sentire. Il timbro è bello e il potenziale c’è, ma Manu deve ancora imparare a gestire meglio la voce per riuscire a essere davvero convincente.
Camilla, una stella (10)
Ci sono davvero poche parole per spiegare le emozioni che Camilla è riuscita a suscitare con As the World Caves In di Matt Maltese. Lei, che prima di X Factor non aveva mai cantato da nessuna parte se non all’oratorio, sale sul palco e fa sembrare tutto facile, emozionante, anche quando è chiaro che certi pezzi sono davvero alla portata di pochi. Camilla è una stella nascente, una di quelle che hanno ancora tantissimo da raccontare e che promettono cose bellissime.
Squadra di Jake La Furia
Alex Fontana, una categoria a parte (9)
Nonostante il dito del piede incidentato e la volata al pronto soccorso durante la settimana, Alex Fontana è arrivato sul palco come nulla fosse, cantando Street Spirit (Fade Out) dei Radiohead. Un pezzo nelle sue corde e un’esibizione che, ancora una volta, mostra tutte le sue sfaccettature. Non sembra un concorrente, ma un professionista: dice di essere un senior tra i concorrenti facendo riferimento all’età, ma in realtà lo è soprattutto in termini di talento.
ALÌA, una crescita che si vede (7+)
La dolcezza di ALÌA sta anche nel modo in cui si mette in gioco: si allena sui tacchi per migliorare lo standing e, questa volta, si misura con Hola (I Say) di Marco Mengoni e Tom Walker. Una canzone difficilissima, che lei riesce a portare a casa con una performance davvero buona. Siamo solo al secondo Live ma in lei si vede già una bella crescita. E se già adesso si mette alla prova così, c’è da aspettarsi ancora molto da lei.
Veronica, un salto di qualità (7,5)
Per il suo secondo Live, Veronica porta sul palco un altro pezzo incredibilmente difficile, con una storia ormai immortale. Total Eclipse of the Heart di Bonnie Tyler è un macigno, ma lei riesce a portarlo a termine con una bellissima prova vocale. L’emozione c’è ancora, ma rispetto alla scorsa puntata si vede un salto di qualità: sembra più consapevole dei propri mezzi e, anche davanti a un brano così impegnativo, riesce a farsi valere. Va al ballottaggio per la seconda volta, e questo, purtroppo, la penalizza. Deve lasciare la gara ed è un grosso peccato.
Squadra di Francesco Gabbani
Teo Bok animale da palcoscenico (10-)
Teo Bok lo ami o lo odi, vie di mezzo non ce ne sono. Enfatico, sopra le righe, ma anche dannatamente bravo. Ripescato da Giorgia sul filo del rasoio, al suo primo Live non ha avuto nemmeno un attimo di esitazione.
Con I Wish di Stevie Wonder ha fatto quello che gli riesce meglio: prendersi il palco e trasformarlo nel suo territorio. Perché è soprattutto un performer, e quando parte con le sue mosse e il suo modo di stare in scena è difficile distogliere lo sguardo. Il rap su Wonder? Forse un po’ troppo. Ma Teo è così: non è venuto a fare il compitino e di certo non ha intenzione di passare inosservato (pure con battute infelici).
Giacomo Calò, un (tenero) diavolo (8)
Con il mashup di Diavolo in me e X colpa di chi? di Zucchero, Giacomo si cimenta con qualcosa di diverso dal solito. Più ritmo, più movimento e un modo nuovo di stare sul palco, che però non sembra ancora appartenergli del tutto.
Perché la voce è indiscutibile e lui resta uno dei fiori all’occhiello di questa edizione, ma quando si tratta di sciogliersi e lasciarsi andare c’è ancora un po’ da lavorare. La strada del performer, forse, non è proprio la sua: ci ha provato, e questo va riconosciuto. Ma per ora il nostro diavolo è ancora un po’ troppo tenero per fare davvero scintille.
Scraffs, qualcosa si è perso (6,5)
Con Charlie fa surf dei Baustelle, gli Scraffs scelgono una versione molto rock, quasi punk anni Duemila. La canzone è un piccolo capolavoro, ma nella loro interpretazione è mancata forse la seconda voce, quella di Rachele Bastreghi nell’originale, che avrebbe dato più spessore all’esibizione.
Questa volta sono apparsi un po’ sottotono: la carica c’era, eccome, ma non è stata incanalata alla perfezione. Sul palco c’è stata molta caciara, mentre la voce è rimasta un po’ troppo bassa. E anche davanti alle critiche c’è ancora qualcosa da rivedere: saperle accettare e farne tesoro fa parte del percorso, soprattutto quando si è ancora all’inizio.
Squadra di Irama
Le Distanze, tutta un’altra storia (8)
Che sorpresa queste Distanze. Il sottotono dello scorso Live sembra averli svegliati da un sonno da cui sono usciti con una bella interpretazione di New York, New York. Voce limpida, arrangiamento convincente e un brano tutt’altro che semplice da reinterpretare senza rimanere schiacciati da una versione iconica. Loro sono riusciti a farlo proprio e a riscattarsi dopo il debutto. Questa è la direzione giusta.
Patrizia, una voce fuori categoria (8,5)
Quando hai una voce come quella di Patrizia, il rischio è che ci si aspetti sempre l’esibizione perfetta. In questa puntata si confronta con Unethical di Faouzia, un brano che la porta su un terreno diverso dal solito. La voce resta potentissima, ma l’esibizione è risultata forse meno efficace, come hanno sottolineato anche i giudici.
Il pezzo era difficile e la scelta l’ha portata fuori dalla sua zona di comfort, ma non basta una serata un po’ meno brillante per mettere in discussione il suo talento. Patrizia resta una delle voci più interessanti di questa edizione.
Lenanie, una riscrittura che non convince (5,5)
Con C’è tempo di Ivano Fossati, Lenanie si mette alla prova come autore, riscrivendo alcune parti del brano. Irama ha voluto dargli spazio per mostrare la sua scrittura, ma il risultato, purtroppo, non è arrivato fino in fondo.
Tra lo stravolgimento dell’originale e una performance che non ha convinto troppo né sul piano tecnico né su quello emotivo, questa volta è rimasto poco. L’intenzione di trovare una propria strada c’è, ma serve ancora lavorarci. Una cosa che potrà fare la prossima settimana, dopo aver vinto il ballottaggio con Veronica.
Un tavolo dei giudici (troppo) infuocato (5)
Ora ci si scalda davvero. La prima puntata era stata soltanto un rodaggio con qualche piccola punta di polemica. Questa volta, invece, gli animi si sono accesi sul serio. Gabbani difende gli Scraffs e si scontra con una Paola Iezzi sempre estremamente ferma nelle sue posizioni, anche con quella tenuta azzurra da assistente di volo che ricorda Britney Spears in Toxic.
“Intellettualmente disonesto“, dice lei a proposito del discorso di Gabbani. E anche Irama non lascia passare le critiche del collega alla riscrittura di Lenanie. Insomma, questa volta è stato davvero troppo. Il confronto tra giudici fa parte del gioco, ma quando ogni osservazione diventa l’occasione per una nuova polemica, il rischio è che si perda di vista il motivo per cui sono seduti a quel tavolo: giudicare la musica.