Giovedì 22 ottobre X Factor è entrato ufficialmente nel vivo della gara con il primo Live Show. I 12 concorrenti hanno portato le loro prime esibizioni sul palco, dando il via a una serata di musica che non ha risparmiato le prime scintille tra i giudici.
Un eliminato e un ripescaggio grazie a Giorgia, che con il suo X Pass ha permesso a un talento di rientrare in gara. Le nostre pagelle.
Indice
Giorgia cambia le carte in tavola (9)
Sono ormai anni che diciamo che Giorgia è molto più di una semplice conduttrice. E quest’anno la dinamica di X Factor le permette finalmente di mettere in gioco anche il suo giudizio, contribuendo a uno dei primi colpi di scena di questa edizione. Giorgia ha infatti avuto a disposizione due X Pass speciali per riportare sul palco due talenti eliminati durante le Last Call. Ma solo uno di loro può rientrare effettivamente in gara.
E Giorgia, che di musica ne sa eccome, ha scelto Teo Bok e Timothée Bonnardel: due talenti che, per un motivo o per un altro, hanno già lasciato il segno e la cui eliminazione aveva fatto discutere il pubblico.Alla fine, a rientrare in gara è Teo Bok, nella squadra di Gabbani.
Per il resto, Giorgia ha gestito bene la serata in ogni momento, anche in quelli più delicati come il ballottaggio finale o i problemi tecnici. Una conduzione attenta, che lascia spazio alla musica senza far mancare il sostegno a chi si è trovato in difficoltà.
Marco Mengoni, X Factor è casa sua (10)
A metà dei Live è arrivato lui. Ma che cosa si può dire di un cantante come Marco Mengoni? Giornate perse, il suo ultimo singolo, è un urlo liberatorio e doloroso che lui riesce a far sembrare facilissimo. Perché solo chi ha una voce e una sensibilità come le sue può rendere tutto così limpido e armonioso senza far pesare la difficoltà tecnica ed emotiva di un brano del genere.
Poi X Factor è casa sua. Bello che sia proprio lui ad aprire questi Live, ricordando a tutti che un percorso del genere può trasformarsi in una carriera bellissima e di grande valore. E Mengoni, in questo senso, è la dimostrazione migliore.
Squadra di Paola Iezzi
Mad-Dog un debutto da rock band (8)
Il debutto ufficiale dei Live è partito da loro. E che debutto! Se nei Daily hanno mostrato la loro parte più gentile e romantica, sul palco si sono trasformati in una rock band tutta d’un pezzo.
Con Club Foot dei Kasabian hanno aperto la serata con una performance precisa e convincente, dimostrando di essere assolutamente credibili nonostante la giovanissima età. Per nulla intimoriti dal palco e dalla responsabilità di aprire i Live, hanno portato a casa un’esibizione che lascia ben sperare per il resto della gara.
Manu riporta Lauro a X Factor (7)
Quanto ci manca Achille Lauro a X Factor? Non che Irama non ci piaccia, sia chiaro, ma il senatore del programma è ancora vivo nella nostra mente. E anche in quella di Paola Iezzi, che ha deciso di assegnare a Manu Incoscienti giovani.
Una versione che riflette il titolo del brano: lui in denim, emozionato e assolutamente in grado di farlo suo. Si vede che in qualche modo lo sente davvero e, al di là di qualche comprensibile tremolio da debutto, riesce a portare a casa una buona esibizione.
Camilla, l’underdog che ci voleva (10)
Con You Don’t Own Me, Paola Iezzi fa centro ancora una volta. La voce di Camilla è perfetta per questo pezzo e l’assegnazione porta con sé anche un messaggio importante, che in un periodo storico come questo è aria fresca.
Camilla è presa, a proprio agio, si muove con sicurezza e sembra divertirsi sul palco. E pensare che, prima di X Factor, non aveva mai cantato da nessuna parte se non all’oratorio.
Per questo la sua disinvoltura è ancora più sorprendente: sembra avere una naturalezza che altri artisti impiegano anni a trovare. Forse è proprio lei la quota underdog di questa edizione che ancora ci mancava: quella concorrente che alla prima occasione buona riesce a farsi notare.
Squadra di Jake La Furia
Alex Fontana, trasformista (9)
Con Song 2 dei Blur, Alex Fontana si riconferma un libro tutto da leggere: da non giudicare mai dalla copertina perché non si sa davvero cosa aspettarsi da lui. Lo standing è incredibile: sembra già al tredicesimo Live, altro che debutto.
La scelta del brano è azzeccata, anche se forse l’urlo iconico del pezzo avrebbe funzionato meglio con un coro a sostenerlo, vista la difficoltà di riprodurlo da solo. Ma sono dettagli: è chiaro che Alex già è uno di quelli da tenere d’occhio, perché sul palco sembra avere parecchio da raccontare.
ALÌA, sangue freddo da professionista (9)
Parte con un piccolo inconveniente tecnico, ma poi recupera alla grande. ALÌA non si sente in cuffia, si ferma, lo fa notare e riparte senza farsi prendere dall’ansia. E non era affatto scontato, soprattutto al primo Live. Con Maybe di Sienna Spiro porta a casa un’interpretazione impeccabile, dimostrando di avere non soltanto una bella voce, ma anche una notevole professionalità e tanto sangue freddo.
Peccato per il problema tecnico, che avrebbe potuto compromettere l’esibizione, ma alla fine ci ha dato un motivo in più per apprezzarla. Brava, brava.
Veronica omaggia Dolly Parton (7,5)
Per questo primo Live Jake La Furia, con tanto di cappello da cowboy, ha affidato a Veronica I Will Always Love You nella versione originale di Dolly Parton, anche se il pezzo viene ricordato dai più soprattutto per l’interpretazione di Whitney Houston.
Veronica ha confezionato un bellissimo tributo a Dolly, ma forse l’emozione del debutto e il peso dell’omaggio hanno reso Veronica un po’ impostata. C’è da dire che il brano è difficilissimo e lei ha una voce davvero bella. Qualche rigidità si è sentita, e il televoto l’ha portata al ballottaggio.
Squadra di Francesco Gabbani
Alice Fregoso, il palco è ancora troppo grande (7,5)
Diciotto anni, cantautrice di Genova con tanta voglia di esprimersi. Crescere nella città che ha dato i natali a una delle scuole cantautorali più importanti d’Italia significa anche confrontarsi con una tradizione musicale ingombrante.
Gabbani le ha affidato Piazza Grande di Lucio Dalla, un brano di un altro grande, di Bologna, che richiede personalità e capacità interpretativa. Alice ha una voce molto limpida, ma questa volta è rimasta un po’ piatta. Non è questione di aver cantato male, anzi: è che il palco, insieme a una canzone così importante, sembra averla un po’ inghiottita. Il talento c’è, ma per lasciare il segno serve ancora qualcosa in più. Alla fine va al ballottaggio e, purtroppo, è la prima concorrente eliminata.
Giacomo Calò, una voce incredibile (9)
L’X Pass di Gabbani. Fin da subito si è visto quanto il suo giudice creda in lui e punti sul suo talento. E fa benissimo: Giacomo ci aveva stupiti già alla prima Audition, entrando nell’Olimpo delle voci straordinarie, e non sembra avere alcuna intenzione di scenderne.
A ogni step aggiunge qualcosa in più e, con Ordinary di Alex Warren, anche al primo Live non sbaglia un colpo. Se proprio dobbiamo trovare qualcosa da migliorare, forse c’è quello standing un po’ dondolante. Ma che cosa gli vuoi dire, al debutto, con una voce così?
Scraffs, punk mansueto (7+)
La quota punk rock di questa stagione di X Factor arriva sul palco con What a Wonderful World. Una scelta bellissima, energica, che gli Scraffs portano a casa bene, ma forse con un’esibizione un po’ troppo impostata rispetto alle aspettative. Ai Bootcamp e alle Auditions avevano mostrato una vena ribelle che sembrava promettere scintille, mentre al primo Live quella carica si è un po’ smorzata. Bravi, certo, ma da loro ci aspettavamo un po’ più di sfrontatezza.
Squadra di Irama
Le Distanze, personalità onirica (7-)
Con Il cielo di Renato Zero, Le Distanze portano sul palco un’esibizione estrosa, quasi onirica. Riescono a fare loro un brano così iconico, con un arrangiamento interessante che racconta bene chi vogliono essere. Certo, confrontarsi con artisti così grandi comporta sempre un rischio: nel tentativo di reinterpretarli, si può finire per allontanarsi un po’ troppo dall’originale. Ma il trio ha personalità da vendere e, in fondo, è proprio questo che si cerca a X Factor: non copie perfette, ma artisti capaci di lasciare la propria impronta.
Patrizia, una voce che non delude (9)
Patrizia debutta ai Live con la sua versione di It’s a Man’s Man’s Man’s World. Una voce soul potentissima, che abbiamo già avuto modo di apprezzare nelle puntate precedenti e che anche questa volta ha mantenuto altissime le aspettative. Il brano è impegnativo, ma lei lo affronta con sicurezza e personalità, confermando di avere tutte le carte in regola per arrivare lontano. Nessun dubbio: è una delle concorrenti da tenere d’occhio.
Lenanie un po’ sottotono (6)
Con Blu Celeste di Blanco, Lenanie sceglie di riscrivere alcune parti del brano e di metterci molto di suo. L’emozione si sente, così come la voglia di trovare una propria strada, ma l’esecuzione non è stata sempre precisa e qualche stonatura si è fatta sentire. In una prima puntata dei Live ricca di personalità ed esibizioni che hanno lasciato il segno, questa è rimasta un po’ più sullo sfondo. L’idea di lavorare sul pezzo è interessante, ma per convincere davvero c’è ancora un po’ da fare.
Giudici, la pace è già finita (7)
Nelle passate edizioni di X Factor, la prima puntata dei Live è per antonomasia quella in cui i giudici appaiono più coccoloni e tranquilli. I talenti sono al debutto, l’emozione è tanta e, di solito, serve qualche momento in più perché gli animi inizino a scaldarsi.
Quest’anno, invece, si è partiti già con mezzo piede in guerra. Nulla di eclatante, per carità, ma tra i giudici sono volate frecciatine, appuntini e battute che lasciano intuire un clima un po’ acceso, soprattutto tra Jake e Gabbani. Per fortuna siamo solo alla prima puntata, e i protagonisti sono comunque stati i concorrenti e le loro performance. Chissà, però, cosa succederà quando la gara si farà davvero dura.