Marco Mengoni, di cosa parla il suo ultimo singolo, Giornate perse

Marco Mengoni torna con "Giornate perse", un brano intimo nato da un periodo difficile della sua vita. Di cosa parla

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

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Alcune canzoni arrivano quando si è pronti a raccontare qualcosa che, fino a quel momento, è rimasto difficile da mettere in parole. Per Marco Mengoni Giornate perse è un brano che nasce da un periodo doloroso e che apre una nuova fase del suo percorso musicale.

Il singolo è il primo tassello di un nuovo progetto discografico, nel quale il cantautore torna a dare spazio a una scrittura intima che parla anche di quelle emozioni che spesso si preferisce tenere per sé.

Il pubblico ha potuto ascoltarlo per la prima volta dal vivo a Che Tempo Che Fa. Ospite di Fabio Fazio, Mengoni ha presentato il nuovo brano e ne ha raccontato la genesi, lasciando emergere il legame con uno dei momenti più difficili della sua vita. Un racconto che aiuta a comprendere meglio le parole della canzone e il motivo per cui, dietro un titolo che sembra parlare di tempo sprecato, si nasconde una riflessione molto più profonda.

“Giornate perse”, di cosa parla il singolo di Marco Mengoni

“Una canzone molto faticosa, perché c’è dentro tantissimo vissuto. Ci sono canzoni che escono istintivamente, in modo immediato, questa è una di quelle”. È così che Marco Mengoni ha descritto il suo ultimo singolo dopo averlo cantato per la prima volta nello studio di Fabio Fazio.

Giornate perse, ha raccontato il cantante, è una canzone nata quasi naturalmente, ma che porta con sé un peso emotivo importante.

“Arriva dal periodo più difficile della mia vita, dalla perdita e dal distacco più buio che mi hanno portato questi anni. Quindi da tantissime giornate storte e perse”, ha spiegato il cantante. E non si può non pensare che il riferimento possa essere anche la perdita della mamma Nadia, scomparsa a 60 anni dopo una lunga malattia. Un dolore che ha segnato profondamente l’artista e che trova spazio in questo brano senza bisogno di spiegazioni troppo elaborate.

All’interno del brano, infatti, Mengoni sceglie di raccontare il dolore attraverso sensazioni, pensieri e momenti di solitudine, lasciando che siano le parole della canzone a restituire qualcosa di quel periodo.

In Giornate perse c’è infatti la difficoltà di andare avanti quando la quotidianità sembra perdere il suo ritmo, quando i pensieri si accavallano e anche le cose più semplici diventano faticose. È un dialogo con sé stesso, in cui il cantante si concede di riconoscere la propria fragilità, senza fingere che tutto sia già passato.

“Giornate perse”, l’importanza di rimettersi al centro

Il titolo del brano potrebbe far pensare a un tempo sprecato, a giornate che non hanno portato da nessuna parte. Per Mengoni, invece, anche quei momenti possono avere un valore, soprattutto quando permettono di fermarsi e capire che cosa conta davvero.

“Col tempo però si capisce che le giornate perse hanno un’utilità. Ti fanno capire, ragionare e riflettere su quello che ti fa bene veramente. Quindi di lasciare andare i pensieri che avevi e le modalità di rapportati nei confronti del mondo e delle persone. di metterti un po’ più al centro del tuo universo”, ha spiegato a Fabio Fazio.

Il significato del brano sta proprio in questo cambio di prospettiva. Ci sono periodi in cui si ha bisogno di rallentare, anche senza avere subito una risposta o sapere quale direzione prendere. E magari è proprio in quei momenti che si comincia a distinguere ciò che fa stare bene da quello che, invece, si continua a portare avanti per abitudine o per le aspettative degli altri.

Non a caso,  al centro del pezzo c’è l’attesa di un cambiamento, insieme alla volontà di usare la propria voce con onestà, senza lasciarsi condizionare da ciò che il mondo esterno considera giusto o sbagliato.