Abbiamo incontrato Roberto Bolle al Teatro alla Scala di Milano, in occasione della presentazione di Balanchine, Bausch, Stravinskij, il balletto che chiude la Stagione 2025/2026.
Maglione nero, pantaloni gessati, Roberto Bolle ha fatto il suo ingresso nel Ridotto della Scala con la stessa presenza scenica che ha sul palco dove si trasforma in un principe o in un dio. D’altro canto, è lui l’Apollo di Balanchine.
Roberto Bolle, il dio nobilitato dall’arte
“Apollo è un balletto che ho interpretato fin da giovanissimo. Era il 1996, quindi stiamo parlando di 30 anni fa“, racconta Bolle. “Apollo mi accompagna da tutta la carriera. Sono cresciuto con questo ruolo”.
E prosegue esaltandone la bellezza: “È un balletto di estrema modernità, anche se è stato creato quasi 100 anni fa, nel 1928. Quando balli l‘Apollo ti rendi conto di ballare un capolavoro che non ha tempo” e che il Teatro alla Scala presenta, dal 7 al 21 novembre, nella sua versione integrale con la nascita del dio dalle bende, una scena che quasi mai viene rappresentata, e il suo riscatto attraverso l’arte.

“Ogni volta che lo ballo penso a quanto sia all’avanguardia con la sua capacità di raccontare una storia, anche se non è un balletto narrativo. Per me è un piacere maggiore ritrovarlo e riaffrontarlo con una maturità diversa”.
Roberto Bolle, l’amicizia con Nicoletta Manni e le altre Muse
Bolle svela il profondo legame di amicizia e professionale che si è creato con le prime ballerine, Nicoletta Manni, Martina Arduino e Virna Toppi, che danzano con lui Apollo. Tra loro vi è un’affinità di spirto, proprio come quella che viene rappresentata sul palco tra Apollo e le Muse.

“Sono felice di ballare l’Apollo con questo cast, con Nicoletta, Martina, Virna”, ha detto Bolle. “Lo abbiamo già ballato insieme un paio di volte, nel 2018 e nel 2022. Siamo molto affiatati e uniti. È un bellissimo momento”.
Balanchine, Bausch, Stravinskiy al Teatro alla Scala
Balanchine, Bausch, Stravinskiy, in scena dal 7 al 21 novembre, chiude la stagione del Balletto al Teatro alla Scala. Le serate si aprono con la lucentezza algida, l’eleganza, la quintessenza della perfezione geometrica di Apollo, manifesto dell’insostituibile apporto di George Balanchine alla storia del balletto e della danza.
Apollo torna sul palcoscenico della Scala nella versione con il prologo, assente dal 2009 – mentre più recenti le rappresentazioni senza il prologo, nel 2018 all’interno di “Serata Nureyev” e nel 2022 per la Serata d’inaugurazione della 60ª edizione del Salone del Mobile.
Oltre a Roberto Bolle, interpretano Apollo Nicola Del Freo e Mattia Semperboni. Nicoletta Manni è Tersicore, musa del canto e della danza, Martina Arduino è Polimnia, musa della mimica e Virna Toppi è Calliope, musa della poesia, in alternanza con un nuovo cast tutto in debutto con Alice Mariani, nel ruolo di Tersicore, Gaia Andreanò (Polimnia) e Alessia Auriemma (Calliope).
La rappresentazione prosegue con il balletto di Pina Bausch, Le Sacre du printemps, realizzato nel 1975 per il Tanztheater. Si passa così dalla leggiadria dell’Apollo alla forza tellurica della Bausch. Ed è la prima volta nella sua storia che il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala si confronta con l’universo artistico e il linguaggio della coreografa tedesca.

Quindici uomini e quindici donne, tra le quali emergerà l’eletta, la prescelta di questo rito sacrificale, sono trenta gli artisti in scena: Antonella Albano, Linda Giubelli, Camilla Cerulli, Agnese Di Clemente, Maria Celeste Losa, Martina Valentini in alternanza con Caterina Bianchi, Giulia Frosi, Martina Marin in alternanza con Rebecca Luca, Letizia Masini, in alternanza con Greta Giacon, Marta Gerani, in alternanza con Asia Matteazzi, Benedetta Montefiore, Anna Zingoni, Daisy Libero, Maria Vittoria Bandini, Gisèle Ghidoli.
Per quanto riguarda i ballerini: Marco Agostino, Navrin Turnbull, Domenico Di Cristo, Luca Novello, Andrea Risso, Edoardo Caporaletti, Emanuele Cazzato, Andrea Crescenzi, Darius Gramada, Eugenio Lepera in alternanza con Gabriele Fornaciari, Valerio Lunadei, in alternanza con Edward Cooper, Francesco Mascia, Marco Messina in alternanza con Alessandro Francesconi, Saïd Ramos Ponce, Gioacchino Starace in alternanza con Francesco Della Valle.

A onorare Igor’ Stravinskij con due tra le più straordinarie partiture scritte per balletto, l’Orchestra del Teatro alla Scala diretta da Ido Arad.