La prima serata di Sanremo 2026 è stata definita “noiosa”, e anche la seconda serata ha avuto i suoi momenti top e flop: Patty Pravo, la prima a esibirsi, si è presa il palco e gli applausi degli spettatori. A convincere anche i co-conduttori e le co-conduttrici, da Pilar Fogliati ad Achille Lauro: i conti, però, devono tornare e si corre un po’ troppo. Il rischio è alto: quello di non entrare in sintonia con nessuno. I top e i flop della seconda serata (secondo noi).
Indice
I momenti top della seconda serata di Sanremo 2026
Gianluca Gazzoli, debutto con l’orzaiolo
Non c’è niente di più stressante di un debutto. Se poi quel debutto è il palco di Sanremo, possiamo immaginare notti insonni, pensieri filosofici e preparazioni intense per arrivare pronti al momento che rende memorabile una carriera intera. Gianluca Gazzoli, podcaster tra i più famosi e importanti in Italia, ha condotto Sanremo Giovani e per lui è arrivato il momento di salire sul palco dell’Ariston per la sfida delle Nuove Proposte. Non è passato inosservato, però, il suo orzaiolo. Certo, l’emozione si è sentita, ma è stato disinvolto e – cosa affatto scontata – ha saputo sostenere i giovani con parole rassicuranti. Di fronte a lui, se lo vorrà, si spianerà la strada della tv generalista. E, chissà, magari un ritorno a Sanremo da protagonista.
Patty Pravo, “donna incredibile”
Cosa possiamo dire, se non che ci troviamo di fronte a una delle artiste che hanno fatto la storia della musica italiana? Sì, forse è un pensiero banale, scontato, ma Patty Pravo è un’istituzione. Nella seconda serata è stata la prima a esibirsi con la sua Opera, prendendosi gli applausi del pubblico e raccogliendo punti al FantaSanremo. C’è tutto: passato, presente, futuro. Soprattutto, c’è una “donna incredibile”, come ha detto – giustamente – Laura Pausini.
Carlo Conti (non è stato un) “incosciente anziano”
Questo Sanremo non è privo di sbavature, ma Carlo Conti non è stato un “incosciente anziano“: ha saputo scegliere bene ospiti, co-conduttori e co-conduttrici. La nostra approvazione è più che dovuta, considerando che Achille Lauro è una certezza assoluta sul palco dell’Ariston.
Il Coro Anffas canta con Laura Pausini
Momento speciale all’Ariston con il Coro Anffas (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo), che ha intonato Si può dare di più con Laura Pausini. Mani in alto, applausi e commozione per loro: sono stati bravissimi. Ma alla parola “bis” Carlo Conti si è preoccupato per un attimo…
Pilar Fogliati, l’inizio con siparietto
Il ruolo della co-conduttrice non è mai facile: passo indietro, passo in avanti, scaletta… c’è tanto da fare e da rispettare, e nella seconda serata Conti si è circondato, oltre che di Laura Pausini, di Achille Lauro, Pilar Fogliati e Lillo Petrolo. Chi segue la Fogliati sa che è una biglia imprevedibile, e non è stata da meno sul palco dell’Ariston. Le è anche caduto un orecchino, ha parlato a x2 di velocità e chi ha pensato a un crollo emotivo… proprio no, è perfettamente padrona del palco.
L’omaggio di Achille alle vittime di Crans-Montana
Tra i momenti che non dimenticheremo mai del Festival di Sanremo: l’omaggio di Achille Lauro alle vittime di Crans-Montana ha toccato il cuore di tutti. “Per noi era un dovere”, ha detto sul palco. Non era scontato, tutt’altro: ci ha regalato un abbraccio collettivo da brividi, portando all’Ariston il ricordo di Achille Barosi e delle vittime del rogo di Capodanno. Carlo Conti ha fatto la scelta giusta, e ci ha ricordato che la musica serve a questo: provare a curare ferite insanabili, tenere saldi i legami invisibili. A trasformare le lacrime di una madre coraggiosa in un inno universale.
E i momenti (purtroppo) flop
I conti con la scaletta (non) tornano
Ma 30 Big non saranno troppi? Forse sì, forse no. Anzi, sì: anche se nella seconda serata si sono esibiti solo metà di loro, c’è sempre il rischio di andare troppo lunghi e di non avere il tempo di godersi ogni momento, come è giusto che sia. Non è possibile non prevedere un tempo “extra” per mettere al centro il racconto, lo storytelling: all’Ariston deve esserci spazio per tutti, e per Sanremo 2027 ci auguriamo un cast più concentrato.
Il momento spezzato di Gianluca Gazzoli
Quello di Gianluca Gazzoli è stato un “momento spezzato”: il ringraziamento e il saluto finale dopo la semifinale delle Nuove Proposte avrebbe meritato più spazio. Semplicemente più respiro televisivo. Bastava qualche secondo in più per permettere al pubblico di interiorizzare le frasi potenti di Gazzoli (le parole per la mamma scomparsa, la grande emozione di trovarsi lì nel giorno del suo compleanno, il 25 febbraio). È mancato un piccolo ma importante ingrediente: l’empatia.
Lo spettro del flop della prima serata
Chi ha visto un fantasma all’Ariston? Anzi, tre milioni di fantasmi racchiusi in un unico grande e temibile spettro, quello del cosiddetto “flop” della prima serata, visto il calo di share? La verità è che Sanremo resta Sanremo, e l’edizione dedicata a Pippo Baudo, la prima senza il “papà” del Festival così come lo conosciamo (e amiamo) oggi, non meriterebbe questo spettro. Ma la domanda rimane: forse eravamo troppo abituati all’escalation di Amadeus, alle sue trovate, alla sua volontà di superarsi? Forse, come spettatori, non ci accontentiamo più? La Settimana Santa non ha perso la sua forza né la sua potenza, e Conti, al netto di alcuni aspetti, rimane un grande professionista. Noia è una parola grossa, ed è anche il peccato capitale di questo Festival.