Eiaculazione precoce: cosa fare se il tuo lui ne soffre

Se il tuo partner soffre di eiaculazione precoce, affronta l'argomento con tatto e con sensibilità: ecco come aiutarlo a superare il problema

Roberto Bernorio Ginecologo, Psicoterapeuta e Sessuologo clinico Medico specializzato in Ostetricia e Ginecologia, Psicoterapeuta e Sessuologo clinico, si dedica in particolare ai disturbi del dolore sessuale femminile e ai problemi di coppia.

L’eiaculazione precoce è la disfunzione sessuale maschile più comune (si stima infatti che sia presente in circa il 25-35% degli uomini) e può provocare disagio e senso di inadeguatezza, influenzando negativamente la soddisfazione sessuale.

Vediamo insieme di cosa si tratta.

Come si manifesta

La ISSM (International Society for Sexual Medicine) definisce l’eiaculazione precoce come una disfunzione sessuale caratterizzata da:

  • eiaculazione che sempre o quasi sempre si verifica entro un minuto dalla penetrazione vaginale;
  • incapacità di ritardare l’eiaculazione in tutte o quasi tutte le penetrazioni vaginali;
  • conseguenze personali negative quali stress, frustrazione e un’inadeguata intimità sessuale della coppia.

La valutazione oggettiva di questa disfunzione si basa quindi sul tempo che intercorre tra il momento della penetrazione ed il momento dell’eiaculazione un lasso temporale che può eventualmente essere stimato sia dall’uomo che dalla sua partner o misurato con cronometro incorporato oramai in qualsiasi smartphone.

Oltre alla latenza eiaculatoria, esistono però altri aspetti importanti che caratterizzano il problema: l’assenza di controllo e la riduzione della soddisfazione. L’uomo che soffre di questo disturbo non è in grado di esercitare un controllo volontario sul riflesso eiaculatorio e non è quindi capace di ritardare volontariamente l’eiaculazione: molte delle terapie sessuologiche si basano infatti sull’idea di poter insegnare il controllo a coloro che non ce l’hanno.

Un altro aspetto è la soddisfazione sessuale, la quale riguarda non solo chi soffre di questa disfunzione ma anche la partner e, quindi, la coppia. L’eiaculazione precoce può essere fonte di disagio per entrambi i componenti della coppia e può avere un impatto negativo sulla sessualità: nel lungo termine è possibile che questa disfunzione porti ad un evitamento del rapporto sessuale per timore dell’insuccesso e dei conseguenti sentimenti negativi che possono danneggiare la coppia.

Cause

L’eiaculazione precoce può essere primaria, se presente fin dalle prime esperienze sessuali, oppure secondaria, se acquisita in un secondo momento dopo un periodo di funzionamento sessuale normale. Si parla di disturbo generalizzato, nel caso in cui si verifichi in ogni contesto, o situazionale, se si verifica solo in relazione ad un determinato partner o contesto; inoltre può associarsi o meno con la disfunzione erettile e altre disfunzioni sessuali.

L’eiaculazione precoce può avere cause diverse che possono essere sia psicologiche che organiche. Per quanto riguarda l’aspetto psicologico sono molteplici i fattori che possono contribuire a generare il disturbo:

  • depressione;
  • insoddisfazione per l’immagine corporea;
  • ansia da prestazione, che ad esempio può derivare da precedenti esperienze in cui l’uomo ha eiaculato precocemente con il conseguente timore di un nuovo fallimento;
  • una situazione relazionale caratterizzata da una riduzione dell’intimità, problemi all’interno della coppia e lotte di potere.

Da un punto di vista organico, le cause possono essere:

  • prostatiti;
  • ipertiroidismo;
  • ipersensibilità del glande;
  • stati infiammatori;
  • anomalie anatomiche del frenulo.

Gli studi più recenti, infine, indicano che, nella maggior parte dei casi, l’eiaculazione precoce primaria è condizionata da una caratteristica genetica che fa sì che in alcune aree del cervello deputate alla risposta sessuale si abbassi la concentrazione di serotonina, un neuro mediatore.

Come intervenire?

L’eiaculazione precoce prevede diverse modalità di trattamento che mirano ad incrementare il tempo che intercorre tra la penetrazione vaginale e l’eiaculazione (latenza eiaculatoria), ed il controllo durante il rapporto sessuale. Le principali forme d’intervento sono la terapia comportamentale e quella farmacologica.

Terapia comportamentale

La terapia comportamentale si focalizza sugli aspetti psicologici e si basa su una serie di esercizi, svolti in un secondo momento anche insieme alla partner, che hanno l’obiettivo di insegnare all’uomo a riconoscere i vari momenti del processo eiaculatorio ed in particolare la sensazione che precede il raggiungimento della soglia orgasmica, in modo da diminuire l’intensità dell’eccitazione al momento opportuno. Le principali tecniche utilizzate sono:

  • lo “stop and start”: interrompere la stimolazione sessuale nel momento in cui l’uomo è prossimo all’eiaculazione;
  • lo “squeeze”: comprimere il pene subito sotto il glande (tra il pollice, l’indice e il medio) per bloccare l’eiaculazione.

L’esperienza di solito consente all’uomo di imparare a graduare il proprio coinvolgimento erotico e raggiungere il piacere quando lo desidera.

Terapia farmacologica

Per quanto riguarda la terapia farmacologica, i principali farmaci utilizzati sono alcuni tipi di antidepressivi che innalzando i livelli di serotonina compensano il deficit congenito presente nelle forme primarie. Attualmente in Europa è stata approvata in più di 50 Paesi la dapoxetina, un farmaco che fa parte della categoria degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina che può essere assunto al bisogno, 1-2 ore prima del rapporto.

Anche gli anestetici locali possono migliorare il problema; li troviamo ad esempio inseriti nei preservativi cosiddetti ‘ritardanti’. Da qualche anno è disponibile sul mercato italiano una miscela liquida di anestetici (lidocaina e prilocaina) che può essere applicata sul glande del pene con un pratico sistema a spruzzo una decina di minuti prima del rapporto sessuale.

Come aiutare il partner che ne soffre

L’eiaculazione precoce può creare forte disagio all’interno della coppia, ecco perché è importante prevenire il mantenimento del disturbo ed intervenire per trovare una soluzione che permetta di mantenere un equilibrio dal punto di vista relazionale.

Tra i possibili rischi potrebbe esserci una reazione di rabbia o di rifiuto da parte della partner, dovuta all’insoddisfazione, che rischia di peggiorare la situazione. La donna deve prestare particolare attenzione a questi vissuti, spesso l’idea sottostante è che ’lui sia il colpevole’, ma non di rado queste problematiche sessuali possono essere il riflesso di dinamiche di coppia disfunzionali.

Se vuoi aiutare il tuo partner, renditi disponibile ad affrontare con lui un percorso di coppia con un consulente sessuale o un sessuologo clinico: potrete imparare insieme a sviluppare modalità relazionali più funzionali e riportare il focus su una ricerca del piacere condiviso.

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