Zanzare, così gli aromi umani “guidano” le punture

Per limitare le punture di zanzara attenzione agli odori che il corpo può emanare: alcuni possono essere un richiamo

Federico Mereta Giornalista Scientifico

A meno che non siate in campagna o sui monti, è necessario combattere le zanzare, da quelle più “audaci” che arrivano a pungere anche durante il giorno, alle classiche culex pipiens, che invece si scatenano la sera.

Per limitare i danni è importante fare attenzione agli odori che “emanate” del tutto inconsapevolmente: in qualche caso infatti possono essere un richiamo per i fastidiosi insetti.

Non esagerate con la birra

A far riflettere sull’importanza di ciò che si introduce nel nostro corpo si può menzionare una ricerca condotta qualche tempo fa dagli scienziati del Centri IRD di Montellier, in Francia, pubblicata su Plos One. L’indagine – anche se si tratta solo di un’osservazione sperimentale – ha provato a mettere in
correlazione il consumo di birra con il rischio di punture.

Lo studio è stato portato avanti in Burkina Faso, in Africa, esaminando 25 volontari: vicino a loro sono state aperte scatole contenenti diverse decine di zanzare. Il test è stato ripetuto prima e dopo il consumo della bevanda, che in estate si assume con grande piacere anche per le sue capacità
rinfrescanti. Nelle stesse persone, l’odore “post-birra” attirava ben il 65 % degli insetti, contro il 50 % registrato senza il consumo di alcolici, a conferma del “cambiamento” negli odori emanati dal corpo dopo la bevuta.

Anche se questa osservazione è ovviamente molto curiosa sul fronte scientifico, è innegabile che oli minerali, fumigazioni, infusioni di tabacco e crisantemo, passando per i sistemi da collegare alla corrente e arrivando alle sostanze che derivano dal piretro, possono aiutarci a tenere lontani i nemici. Come? Alterando la struttura della membrana delle cellule nervose degli insetti e portandoli alla morte.

Eppure le zanzare continuano a disturbarci, anche se non tutte le persone reagiscono allo stesso modo. C’è chi mantiene sulla pelle per ore il ponfo che segue l’incontro ravvicinato, con annesso il conseguente prurito, mentre in altri individui il contatto con l’insetto nemmeno viene percepito.

Attenzione però: le persone con il sangue “dolce” non esistono. Le zanzare pungono tutte le persone: semplicemente alcune hanno reazioni meno intense e quindi la mattina dopo non portano tracce dell’avvenuta puntura. In genere, in ogni caso, il prurito continua per circa mezz’ora.

Quasi contemporaneamente compare anche un rigonfiamento arrossato, chiamato tecnicamente ponfo, che assume forma circolare. Il ponfo è legato all’immissione nel corpo umano di sostanze simili
all’istamina, un potente fattore che porta all’infiammazione da parte della zanzara. Sono proprio questi composti a dare il via al prurito e al gonfiore, che può rimanere anche per tre-quattro ore negli individui più sensibili.

In soggetti allergici alle sostanze presenti nella saliva della zanzara, la lesione sulla pelle può dare origine ad una “placchetta” indurita, che rimane per più di una settimana, e addirittura “aprirsi” al centro dando il via all’emissione di siero. In questo caso, oltre ad aumentare il rischio che si crei un’infezione batterica dell’epidermide in grado di peggiorare la situazione, occorrono diversi giorni prima che la lesione guarisca, lasciando spesso spazio ad un’area più o meno colorata rispetto
alla pelle circostante.

Usate il giusto rimedio

Per i rimedi anti-prurito, le contromisure sono moltissime e ognuno può scegliere quello che preferisce o anche contare sul fatto che normalmente i fastidi scompaiono da soli dopo poco tempo. Si va dal batuffolo con alcol a pomate antistaminiche. L’importante è fare attenzione a non “aggredire” troppo la pelle, altrimenti c’è il rischio che da una semplice puntura prenda il via un’infezione sovrapposta nel punto dell’incontro ravvicinato con l’insetto.

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