Meningite, vaccino: effetti, copertura e durata

La meningite è tornata a colpire anche in Italia: si registrano già alcuni casi di ricovero per malattia

“La prevenzione può salvare una vita”, è la frase, ripetuta come un mantra dagli esperti. Soprattutto, dopo il picco di casi di meningite registrati nell’ultimo periodo.

Da questa malattia infettiva, esistente sia di tipo virale che batterico, oggi è possibile difendersi, grazie alla vaccinazione, il quale permette di ridurre il rischio di infiammazione delle membrane che rivestono cervello e midollo spinale.

Il “problema meningite”, purtroppo, assume un aspetto molto importante anche nello svolgimento della normale vita quotidiana, poiché scegliere di non vaccinarsi vuol dire essere superficiali rispetto ad un rischio non calcolabile, soprattutto per chi frequenta solitamente ambienti con molte persone, come mezzi di trasporto, uffici o fabbriche.

La scelta, quindi, non è legata ad alcune specifiche situazioni, ma riguarda una forma di protezione per sé stesso e per le persone con cui si condivide il proprio tempo. Molte aziende pubbliche e private, infatti, negli ultimi tempi, hanno inserito nel proprio protocollo l’obbligo di vaccinazione come forma preventiva per i tipi C e B. Anche le scuole si sono prontamente accodate, in modo tale da proteggere ogni fascia d’età, dai bambini agli adulti.

Per la vita di tutti i giorni e per i viaggi, il vaccino somministrato è il tetravalente, che copre 4 ceppi ed ha una durata di tre anni; dopodiché, per i ragazzi ed i bambini, è necessario effettuare il richiamo per coprire anche gli altri ceppi esistenti.

Il protocollo raccomandato da molte aziende italiane, prevede la copertura di tutti i tipi di batteri, tramite la somministrazione di una dose e poi di un richiamo, che può essere effettuato dopo 3 anni, dopo 5 o dopo due mesi, tempistica valutata in base alla prima somministrazione.

Grazie all’applicazione del protocollo, principalmente su bambini, adolescenti e adulti, sarà possibile evitare anche un altro tipo di fenomeno che si sviluppa non troppo raramente, quello del portatore sano, che diffonde i batteri in ambienti chiusi.

  • Quali sono i costi del vaccino?

A seconda dell’età e della tipologia di vaccino, il costo varia tra i 50 ed i 150 euro ed è gratuito per bambini ed adolescenti fino a 18 anni e per alcune fasce d’età specifiche. La vaccinazione per gli adulti, infatti, è più una questione preventiva, poiché non viene raccomandata se non in alcuni casi specifici, ad esempio quando sono presenti fattori di rischio o patologie croniche che comportino già di per sé la riduzione delle difese immunitarie, ponendoli ad un rischio molto più elevato rispetto agli altri soggetti.

  • A chi è consigliato al di fuori delle fasce d’età aventi diritto a gratuità?

Chi dovesse già soffrire di patologie come il diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze etc., dovrebbe richiedere la somministrazione del vaccino, così come gli universitari che vivono nei convitti, dormitori, le reclute militari ed i giovani che frequentano locali con grandi afflussi di persone diverse, come le discoteche.

I giovani adulti, in particolare, dovrebbero effettuare il vaccino trivalente, contro il meningococco c, più aggressivo nei soggetti tra i 15 ed i 25 anni, che viene diagnosticato principalmente su chi è costretto a vivere in ambienti sovraffollati.

  • Effetti collaterali e controindicazioni

Nonostante sia sostanzialmente ben tollerato, come la maggior parte delle vaccinazioni, anche quello contro la meningite può associarsi ad effetti fastidiosi tra cui un leggero dolore nel punto in cui è avvenuta l’iniezione. Raramente, negli adolescenti e negli adulti, potrebbe essere associata la febbre, sonnolenza, cefalea e un senso generale di spossatezza.

Nei bambini, invece, tra le reazioni emergono vomito, inappetenza ed irritabilità.

Come ogni vaccino, anche quello contro il meningococco non garantisce una totale protezione, però, secondo le ricerche, pare che sia comunque in grado di attenuare l’infezione nei soggetti che la contraggono. L’immunità, comunque, non è permanente e diminuisce con il passare del tempo, quindi, sarebbe necessario, effettuare dei richiami periodici almeno ogni 10 anni.

Meningite, vaccino: effetti, copertura e durata